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Dark Door

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Donne Tenebrose (che avrei sposato volentieri).
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MessaggioInviato: Lun Dic 08, 2008 12:14 am    Oggetto:  Donne Tenebrose (che avrei sposato volentieri).
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In questo thread volevo parlare di alcune donne che hanno portato il loro contributo horror alla storia.
Ammetto che qualcosa di loro mi attrae non poco, ma non è di questo che voglio scrivere.
Ovviamente le nozioni sono prese in prestito perchè tra lavoro e studi vari non ho molto tempo per scrivere.

Erzsèbet Báthory

Erzsèbet Báthory, conosciuta anche come Elisabetta Bathory, soprannominata la Contessa Dracula o Contessa Sanguinaria (Nyírbátor, 7 agosto 1560 – Čachtice, 21 agosto 1614), è stata una serial killer ungherese, considerata la più famosa assassina seriale sia in Slovacchia che in Ungheria. Lei e quattro suoi collaboratori furono accusati di aver torturato e ucciso centinaia di giovani donne. Sposò Ferenc Nádasdy.

Giovinezza

Nacque nel 1560 a Nyírbátor un villaggio nel nord-est dell'attuale Ungheria, ma venne allevata nella proprietà di famiglia di Esced in Transilvania (odierna Romania). La sua famiglia faceva parte delle casate protestanti dell'Ungheria. L'albero genealogico del suo casato comprendeva vari eroi di guerra, un cardinale e un futuro re di Polonia. Nella sua famiglia, a causa della consanguineità (anche il padre aveva sposato una sua cugina), non mancavano malattie al sistema nervoso: molti suoi membri mostravano segni di epilessia, schizofrenia e altri disturbi mentali.

Fin da bambina dà segni di squilibro passando in pochissimo tempo dalla tranquillità alla collera. All'età di circa sei anni fu testimone di un fatto che lasciò su di lei una traccia indelebile: un gruppo di zingari venne invitato nella sua casa per intrattenere la corte; uno di essi venne però condannato a morte per aver venduto i figli ai turchi. Le sue grida lamentose echeggiarono nel castello attirando l'attenzione di Erzsèbet, che all'alba fuggì dal castello per vedere la condanna: dei soldati tagliarono il ventre di un cavallo legato a terra, il condannato venne preso e infilato nel ventre, rimase fuori solo la testa, poi un soldato ricucì il ventre del cavallo con il condannato al suo interno. Nel 1571, all'età di 11 anni, si fidanzò con Ferenc Nádasdy, sette anni più grande di lei, e andò a vivere nel castello di Nádasdy di Sárvár nell'Ungheria centrale, presso il confine austriaco.

All'età di 13 anni, incontrò un suo cugino, il principe di Transilvania, il quale, sotto i suoi occhi, fece tagliare naso e orecchie a 54 persone sospettate di aver fomentato una ribellione dei contadini.

L'8 maggio 1575 all'età di 15 anni sposò il promesso Ferenc Nádasdy a Vranov nad Topľou (Varanno), presso Prešov, nell'attuale Slovacchia nord-orientale. Al matrimonio fu invitato persino il sovrano del Sacro Romano Impero Massimiliano II che però a causa della lontananza non poté partecipare, ma inviò una delegazione con un costoso regalo di nozze. Il marito, persona crudele e spietata, aveva studiato a Vienna, dove si era dimostrato un buon atleta ma non un bravo studente popolare tra i coetanei; inoltre faceva all'epoca parte di un gruppo di spadaccini noto come il "Terribile Quintetto" e amava torturare i servi, senza però ucciderli: una delle sue torture preferite consisteva nel cospargere di miele una ragazza nuda e lasciarla legata vicino alle arnie delle proprietà. Essendo Nádasdy quasi sempre lontano da casa per combattere i turchi, la responsabilità del castello di Sárvár era affidata ad Erzsèbet.

Erzsèbet amava vestirsi da maschio e verso i 13-14 anni ebbe una figlia illegittima che venne affidata ad un contadino. Nei primi dieci anni di matrimonio non ebbe figli, ma nei nove anni seguenti partorì tre figlie e un figlio. Fu una madre molto protettiva.


Sadismo, lesbismo e magia nera

Per passare il tempo quando il marito era lontano da casa, Erzsèbeth cominciò a far visite alla contessa Karla, sua zia, e a partecipare alle orge da lei organizzate. Conobbe nello stesso periodo Dorothea Szentes, una esperta in magia nera che incoraggiò le sue tendenze sadiche. Dorothea e il suo servo Thorko insegnarono a Erzsèbet la stregoneria. Ecco cosa scrive in una lettera al marito:

« Ho appreso da Thorko una nuova deliziosa tecnica: prendi una gallina nera e la percuoti a morte con la verga bianca; ne conservi il sangue e ne spalmi un poco sul tuo nemico. Se non hai la possibilità di cospargerlo sul suo corpo, fai in modo di procurarti uno dei suoi capi di vestiario e impregnalo con il sangue. »


Erzsèbet riteneva un affronto intollerabile la fuga di una serva e la punizione era quasi sempre la morte. Una sera una ragazza di 12 anni, Pola, riuscì a fuggire dal castello con indosso solo una lunga camicia bianca. Venne presa poco dopo e condotta dalla contessa che la costrinse ad entrare in una gabbia cilindrica troppo stretta per sedersi e troppo bassa per stare in piedi. Poi la gabbia venne tirata su tramite delle carrucole e spinta contro dei paletti appuntiti. Il nano al servizio di Erzsèbet, Fizcko, manovrò le corde in modo che la gabbia oscillasse e il corpo venne fatto a pezzi. In un'altra occasione, in pieno inverno fece andare nel cortile sotto la sua finestra delle ragazze nude e ordinò di versare acqua sulle sue vittime, che morirono per assideramento.

Suo marito non era da meno: una volta ai due sposi venne il sospetto che una serva si fosse finta malata, le fecero così infilare tra le dita dei pezzi di carta impregnati d'olio a cui fu poi dato fuoco; dopo questo fatto ben pochi osarono dichiararsi ammalati.

I primi segni della sua pazzia si palesarono sulle sue serve, punite sempre più duramente per i loro errori. Apprezzò sempre più la vista e il sapore del sangue, di cui si serviva anche per delle abluzioni: era convinta di poter acquisire gioventù ed immortalità bagnandosene il corpo. Si pensa che abbia cominciato a uccidere nel periodo tra il 1585 e il 1610. Il marito e i parenti sapevano delle sue inclinazioni sadiche, ma non intervennero. Cominciò a torturare giovani contadine, poi anche le figlie della piccola nobiltà.

Quando le denunce arrivarono alla Chiesa cattolica, l'imperatore Mattia II intervenne ordinando un'indagine sulla nobildonna. Gli inviati dell'imperatore colsero sul fatto la Báthory mentre torturava alcune ragazze; fu incriminata e murata viva nella sua stanza con un foro per ricevere il cibo. Morì quattro anni più tardi. Altre quattro persone, tra cui la fedelissima Ilona e l'amante Lazslo, un esponente della piccola nobiltà locale, suoi complici furono condannati e giustiziati.

Non è mai stato chiarito il numero esatto delle sue vittime, ma dai suoi diari e i suoi appunti emergono 650 nomi accuratamente trascritti. Questo farebbe di lei la più efferata e prolifica serial killer della storia.

La sua storia sfuma nella leggenda ed è condita di tradizioni popolari. Erzsèbet Báthory è infatti diventata un personaggio di culto dell'immaginario vampiresco, quanto il celebre principe Vlad III Dracula di cui fu anche parente.


Note

Alcune correnti storiografiche asseriscono che la Contessa non fosse colpevole dei reati di cui fu imputata, ma che fosse vittima di una congiura politica.
La contessa divenne estremamente potente alla morte del marito Ferenc Nadasdy, avvenuta nel 1604. A seguito del decesso del marito divenne amministratrice dei beni del figlio di soli sei anni.
La contessa acquistò ancora più potere quando nel 1607 il principe Gabor Bathory, nipote della contessa Erzsèbet, venne eletto Principe di Transilvania. Tale elezione fu a scapito del potente conte Gyorgy Thurzo.

È stato ipotizzato che la congiura ai danni della contessa fu organizzata dallo stesso Thurzo, divenuto Conte Palatino d'Ungheria nel 1609, che il 5 marzo 1610 ordinò l'inchiesta iniziale contro Erzsèbet, sulla base di alcune denunce anonime. Ad approfittare dell'occasione fu il sovrano d'Ungheria Mattia II, il quale vide nel "processo Bathory" la possibilità di confiscare l'imponente patrimonio della famiglia della Contessa e ridimensionare l'influenza politica della sua famiglia. Fu il re a firmare il decreto di prigionia per la contessa, obbligandola alla fissa dimora in un luogo rinchiuso, per soddisfare le impellenti richieste delle famiglie delle vittime uccise e dissanguate.


Passiamo alla prossima gran donna .


Giulia Tofana


Giulia Tofana (o Toffana) era una cortigiana di alta classe della corte di Filippo IV di Spagna, ma era anche (e soprattutto) una fattucchiera e una megera: fu infatti considerata una serial killer sui generis, in quanto simpatizzante per donne che si sentivano intrappolate in matrimoni sbagliati, alle quali prevalentemente vendeva i suoi veleni.

Biografia
Poche le notizie biografiche su Giulia Tofana. Probabilmente era figlia (o forse nipote) di Thofania d'Adamo, giustiziata a Palermo il 12 luglio 1633 con l'accusa di aver avvelenato il marito Francesco.
Se veramente Giulia Tofana era la figlia di Thofania, potrebbe spiegarsi così l'apprendimento delle prime nozioni sui veleni.
Alcuni racconti narrano di Giulia come una donna molto bella e intelligente. La bellezza le permise di frequentare giovani farmacisti, i quale inconsapevolmente la erudirono sui veleni più comuni e sul loro uso.
L'intelligenza invece permise a Giulia di trarre ampio profitto da queste conoscenze, elaborando la formula per un veleno inodore e insapore, e vendendo il prodotto (l'acqua tofana) a donne insoddisfatte del matrimonio, trascinando in questa impresa anche la figlia, Girolama Spera


L'acqua tofana

L'acqua tofana aveva un alto grado di tossicità, essendone sufficiente una piccola quantità per dare una morte priva di sintomi e quindi scongiurando il pericolo di sospetti.
Gli ingredienti della miscela sono noti, ma non se ne conoscono le esatte dosi. Fondamentalmente, l'acqua tofana conteneva arsenico e piombo; è probabile che contenesse anche belladonna.
Un'opinione più scientifica potrebbe essere quella del medico di Carlo VI d'Austria, che descriveva il contenuto dell'acqua tofana come una soluzione di anidride arseniosa in acqua distillata aromatica, addizionata con alcoolato di cantaridi.
La scoperta della formula in parte fu empirica: Giulia Tofana aveva fatto bollire, in una pentola sigillata, dell'acqua con una miscela di anidride arseniosa, limatura di piombo e antimonio, ottenendo un liquido trasparente e privo di odore e sapore.
L'anidride arseniosa, secondo le deduzioni del medico di Carlo VI, in acqua creava un ambiente acido e consentiva lo scioglimento sia del piombo che dell'antimonio, dando luogo ad una soluzione contenente un sale di arsenico e piombo ad altissimo tasso di tossicità.



La condanna a morte

I traffici di Giulia vennero svelati alle autorità papali da un marito scampato fortunosamente all'avvelenamento.
Quando si sparse la voce che Giulia aveva avvelenato l'acqua della città, la polizia catturò la donna e la trascinò dentro una chiesa per interrogarla. La sua popolarità era tale che la gente non l'avrebbe lasciata in stato di arresto.
Ma Giulia evase dalla chiesa che le assicurava impunità. Sotto tortura, ella confessò (senza rimorsi) di aver venduto (solo a Roma!) veleno sufficiente per uccidere circa 600 uomini, tra il 1633 ed il 1651.


Fu condannata e giustiziata in Roma nel 1659, insieme alla figlia e agli apprendisti, nonché un certo numero di mogli che avevano usato la sua pozione avvelenando i mariti.
La salma di Giulia venne gettata oltre le mura della chiesa che l'avevano protetta.
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MessaggioInviato: Lun Dic 08, 2008 12:14 am    Oggetto: Adv






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MessaggioInviato: Gio Dic 11, 2008 10:49 am    Oggetto:  
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CARO GHOST RIDER, TI SEI FATTO INTERPRETE DI UN CONNUBIO CHE DA SECOLI TRASCINAMPROSA, POESIA, DRAMMATURGIA (EROS-TANATHOS).
DEL RESTO GLI UOMINI SONO ATTRATTI DALLA DONNA-MANTIDE, E CIò CHE HO AFFERMATO SI COMMENTA DA Sè!

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MessaggioInviato: Mar Dic 16, 2008 9:55 pm    Oggetto:  
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anche girolama spera, figlia della tofana, non scherzava... si narra avesse lunghi capelli scuri, sotto i quali nascondesse sottili fiale contenenti l'acqua tofana e che, addirittura, avesse, appena adolescente, perfezionato l'invenzione,creando un veneficio che distribuiva sulla sua chioma, lasciandolo poi annusare alle vittime. ovviamente miscelava l'asenico con sostanze oleose alla rosa e, così, stordiva gli uomini, i quali venivano poi derubati e uccisi da un suo complice ed amante.
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MessaggioInviato: Gio Dic 18, 2008 9:33 am    Oggetto:  
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Jason Voorhees ha scritto:
anche girolama spera, figlia della tofana, non scherzava... si narra avesse lunghi capelli scuri, sotto i quali nascondesse sottili fiale contenenti l'acqua tofana e che, addirittura, avesse, appena adolescente, perfezionato l'invenzione,creando un veneficio che distribuiva sulla sua chioma, lasciandolo poi annusare alle vittime. ovviamente miscelava l'asenico con sostanze oleose alla rosa e, così, stordiva gli uomini, i quali venivano poi derubati e uccisi da un suo complice ed amante.



Aggiunta al mio harem ideale.... grazie.
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MessaggioInviato: Mar Dic 30, 2008 10:15 pm    Oggetto:  
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Interessante la storia della Tofana, non la conoscevo. Però odio la Bathory. Comunque te ne sei dimenticata una: Catherine Monvoisin (meglio nota come La Voisin).

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Darklady84

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MessaggioInviato: Mar Dic 30, 2008 10:19 pm    Oggetto:  
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Catherine Deshayes, detta La Voisin, vedova Montvoisin, (Parigi, 1640 – ivi, 22 febbraio 1680) fu un’avventuriera francese.

Chiromante, procuratrice di aborti, preparatrice di veleni e filtri d'amore, si dedicava anche alla celebrazione di messe nere. Fu coinvolta nell’Affare dei veleni. I suoi clienti erano personaggi d'alto rango, prevalentemente donne, e vi fu anche Madame de Montespan, ex favorita del re Luigi XIV e da questo lasciata per Mademoiselle de Fontanges, che cercò di rientrare nei favori del re mediante sortilegi.
Giudicata con 36 complici, fu condannata a morte e bruciata sulla piazza di Grève. Quanto alla sua cliente, Madame de Montespan, non fu inquisita per disposizione del re e continuò a frequentare la corte francese.

Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/La_Voisin"
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Darkness

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MessaggioInviato: Dom Gen 04, 2009 6:42 pm    Oggetto:  
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Ma perchè tutti amano la donna-mantide? Io proprio non ci sto a morire dopo una scopa$$!!
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MessaggioInviato: Sab Gen 10, 2009 2:00 pm    Oggetto:  
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perchè è bello guardare la faccia che fanno quanto cercano di ucciderti o di torturarti e con somma sorpresa si trovano le mani legate e scoprono che le hai battute sul tempo e sarai tu ad ucidere\torturare loro.


Darklady è proprio vero, l'avevo obliato.... o meglio non mi era ben nota questa donna, grazie per le preziose informazioni.
Quanto alla contessa Erzsebet devo dire che il suo temperamento sanguinario estremo mi spinge ancor di più al desiderio di piegarlo. La metterei legata in una stanza a guardare i teletubbies per otto ore al giorno.
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Darklady84

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MessaggioInviato: Sab Gen 10, 2009 3:20 pm    Oggetto:  
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Io invece, visto che detestava le donne formose, le gonfierei il seno con un compressore fino a farle venire la 6°! Laughing

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MURDER DOLL

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MessaggioInviato: Mar Gen 20, 2009 9:56 pm    Oggetto:  
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Ma così faresti un favore a me! No, in realtà scherzo. Amo le donne formose, non famose. Le famose hanno quell'aria convenzionale e sono stereotipate.
Riprendendo gli esempi femminili di Ghost, devo ammettere che la donna che cela il connubio amore-morte è davvero appetibile.

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MessaggioInviato: Ven Gen 23, 2009 9:17 am    Oggetto:  
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L'importante è di non rischiare di strozzarsi con l'osso.... Twisted Evil
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Noctifer

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MessaggioInviato: Dom Gen 25, 2009 12:46 pm    Oggetto:  
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....
X MURDER DOLL: TANTO, SOGNALE, SOGNALE... E MAI LE VEDRAI!

X PSYCHODUCTOR: DAI, NON MANDARGLI IL MALOCCHIO, è GIà MESSO MALE!

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