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I FARAONI IN ORDINE ALFABETICO
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Rantola

Macchia nell'Ombra






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MessaggioInviato: Gio Set 21, 2006 2:07 pm    Oggetto:  I FARAONI IN ORDINE ALFABETICO
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ABA:- Nome di sovrano vissuto durante il primo periodo intermedio. Periodo di decadenza e di disgregazione del centralismo dell'egitto che segna la fine del cosiddetto antico regno. Questo fu il primo periodo della storia egizia che, secondo una consolidata tradizione storiografica, comprende all'incirca le prime dieci dinastie che regnarono tra il 3000 e il 2200 a.c. La capitale durante questo periodo, fu la città di Menfi. Antica città dell'egitto situata poco a sud del Cairo, presso l'odierna Mit Ribeina. Fu eretta intorno alla fortezza del muro bianco edificata dal farone Menes. Fu il primo faraone egizio, vissuto agli inizi del III millennio a.c. Il nome è una forma ellenizzata dall'egizio Menei, che secondo la tradizione fondò il regno egizio e la prima dinastia. Termine con il quale si indica l'ascesa al trono di un faraone e dei suoi discendenti. La storia dell'antico egitto è divisa in tre periodi fondamentali scanditi dal succedersi di differenti dinastie: le prime dieci regnarono durante l'antico regno. In memoria di Aba fu eretta una piccola piramide nei pressi di Saqqara. Essa è una località desertica dove si trovano i resti importantissimi di monumenti archeologici egizi. La piramide a gradoni di Saqqara è la più antica, formata da 6 gradoni che si restringono andando verso l'alto. E' alta 61 metri ed è stata fatta erigere intorno al 2630 a.c. dal faraone Zoser, vissuto intorno al XXVII secolo a.c., è considerato il fondatore e il più importante sovrano della III dinastia (2686-2613 a.c. circa). Successore di Khasekhemui, Zoser spostò la capitale dell'alto egitto da Thinis a Menfi. Alla sua morte l'architetto Imhotep edificò per lui il celebre complesso funerario di Saqqara. Imhotep, architetto, medico e statista egiziano vissuto intorno al 2600 a.c., secondo la tradizione fu il primo ad inserire in egitto la pietra come materiale da costruzione. Successivamente venne divinizzato e adorato come il patrono degli scribi e dei medici. In epoca ellenistica la sua figura fu identificata con quella di Esculapio.
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MessaggioInviato: Gio Set 21, 2006 2:07 pm    Oggetto: Adv






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MessaggioInviato: Gio Set 21, 2006 2:08 pm    Oggetto:  
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Noctifer, mi rivolgo a te avendo visto la tua totale esperienza in qualsiasi campo. Da parecchio tempo sono alla ricerca di tre volumi del Moeller Hieratische palaographie, ma senza risultato. Sapresti indicarmi qualche sito internet dove poterli consultare o acquistare? Poi un'altra cosa ancora, per quanto riguarda i testi di aramaico e i relativi geroglifici, sapresti darmi un'ulteriore informazione? Dove vivo io nella prov. di Latina, non trovo nulla. Ti ringrazio... Embarassed Shocked Surprised
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MessaggioInviato: Sab Set 23, 2006 1:15 am    Oggetto:  
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Georg Möller...
Mi spiace ma ho solo letto degli estratti sulla numerologia... Embarassed
Quanto ai geroglifici in genere, ti scannerizzo le copie e le traduzioni di ciò che ho, ma aspetto la restituzione e lo scanner nuovo...
il vecchio è andato in vacanza Cool
beato lui...

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MessaggioInviato: Sab Set 23, 2006 1:17 am    Oggetto:  
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Aspetterò ansiosamente il materiale che mi spedirai.. Grazie.. Io la prossima settimana dovrò salire su a Torino perchè ho bisogno di documentazione da consultare per dei manoscritti del 1816 in francese antico su dei processi fatti a fra diavolo. Sto aiutando una ragazza a preparare una tesi di laurea sul brigantaggio.. Embarassed Rolling Eyes Very Happy
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MessaggioInviato: Sab Set 23, 2006 1:17 am    Oggetto:  
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ABBIGLIAMENTO:- La moda e l'abbigliamento variano molto a seconda delle epoche e delle condizioni sociali. Per questo motivo è difficile fornire un quadro preciso dell'abbigliamento degli egizi. In generale, l'uomo comune vestiva con un semplice perizoma, mentre la donna portava una veste liscia sorretta da due bretelle, a seno scoperto. Gli operai portavano un grembiule di cuoio. Tra i ceti benestanti gli abiti erano arricchiti da pieghettature e talvolta integrati da vistose parrucche da cerimonia.

AHA:- Nome di un faraone a cui è dedicato uno dei più antichi monumenti funebri di Saqqara. La figura di questo sovrano è probabilmente da identificare con quella di Menes.

AMASI I (O AHMOSE I) :- Faraone egizio fondatore della XVII dinastia, regnò circa dal 1750 al 1546 a.c. Uno dei suoi principali meriti è quello di aver ridimensionato l'egemonia degli Hyksos che da oltre tre secoli dominavano l'egitto, conquistando la loro roccaforte Avaris. Hyksos era una popolazione che gli egizi chiamavano "sovrani dei paesi stranieri". Alla testa di gruppi semitici invasero ed occuparono il basso egitto intorno al 1750 a.c. La loro dominazione durò circa 150 anni, durante i quali fondarono due dinastie di regnanti che governarono contemporaneamente. Intorno al 1570 gli Hyksos furono cacciati dall'egitto del faraone Amasi I, fondatore della XVII dinastia, che riunificò il paese. Shocked Smile Idea

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MessaggioInviato: Sab Set 23, 2006 1:17 am    Oggetto:  
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AMENOFI IV/AKHENATON:- Nome proprio + epiteto Imen-hetep netjer-heqa-iunu " Amon è soddisfatto, dio governatore di Eliopoli".
Dal quinto anno di regno: Akeh-en-aton "Utile ad Aton". Conosciuto come Amenhotpe IV, Amenophis IV (greco). Nome di incorazione Nefer-Kheperu-ra "Perfetto di manifestazioni è Ra. Padre Amenofi III, madre Tiy, mogli Nefertiti, Merytaton, Kiya, Meketaton, Ankesenpaaton. Figlio Tutankhamon, figlie Merytaton, Meketaton, Ankesenpaaton, Merytaton-Tasherit (?) e altre. Sepoltura Akenaton (el-Amarna) e poi Valle dei Re (Tebe).
Amenofi IV, poco dopo la sua intronizzazione, assunse il nome di Akhenaton e diede inizio a una forma religiosa che ebbe notevoli ripercussioni in tutti gli aspetti della vita culturale e politica egiziana. L'epoca di Amarna, come spesso è chiamato il regno del sovrano, vide l'introduzione del culto dedicato al disco solare, l'Aton, il diffondersi di un nuovo gusto artistico e lo spostamento della sede del governo in una città appositamente fondata per questo scopo e che ebbe una vita effimera, Akhenaton (la moderna Tell el-Amarna). Questo nuovo tipo di religiosità che vedeva tutte le altre divinità adorate in Egitto soppiantate dal culto atoniano, valse ad Akhenaton il marchio di eretico presso i suoi successori. Il giovane principe fu almeno il secondo figlio che AmenofiIII ebbe dalla sua sposa principale Tiy. Il fratello maggiore, il principe Djehutymes, morì in giovane età (fatto abbastanza singolare, una frusta con il suo nome fu rinvenuta nella tomba di Tutankhamon). La questione della correggenza tra Amenofi III e Amenofi IV, come è già stato detto, è ancora motivo di controversia. Un punto a favore di questa ipotesi potrebbe essere il comparire, negli ultimi anni di regno di Amenofi III, dello stile artistico tipico del periodo amarniano e che sembrerebbe essere stato un apporto originale di Akhenaton. In ogni caso, anche se vi fu una correggenza, essa non dovette durare a lungo e in tutti i casi ebbe termine prima che il nuovo re assumesse il nome di Akhenaton ("Utile ad Aton") nel quinto regno. L'inizio della sovranità di Akhenaton non segnò una grande discontinuità con i suoi predecessori. Egli non solo si fece incoronare a Karnak, nel Tempio del dio Amon, ma, come suo padre, sposò una donna di sangue reale., Nefertiti, la figlia del visir Ay. Ay sembra essere stato un fratello della regina Tiy e perciò figlio di Yuya e Tuya. La madre di Nefertiti non è nota: potrebbe essere morta durante la sua infanzia o poco dopo, dal momento che Nefertiti sembrerebbe essere stata allevata da una matrigna, seconda moglie di Ay, che si chiamava anche lei Tiy.

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MessaggioInviato: Sab Set 23, 2006 1:18 am    Oggetto:  
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Amasi II (o Ahmose II)

Faraone egizio della XXVI dinastia (570-26 a. C.), cercò di aprire il commercio dell'Egitto con la Grecia nel tentativo di contrastare la supremazia dei Persiani. Sembra che il suo regno sia stato molto prosperoso. Poco dopo la sua morte, tuttavia, il figlio Psammetico III fu deposto dopo che i persiani ebbero invaso l'Egitto sotto Cambise II.

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MessaggioInviato: Sab Set 23, 2006 1:18 am    Oggetto:  
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AMENEMHAT I:- Secondo Manetone, della XII Dinastia fecero parte sette re tebani. Le liste reali a nostra disposizione concordano con questo dato, aggiungendo però una regina, Sobekneferu, alla fine della dinastia. Il fondatore della dinastia fu Amenemhat I e, presumendo che fosse stato il visir di Mentuhotep IV doveva essere di umili origini. Un'iscrizione proveniente da Karnak riporta, come padre di Amenemhat I, il "padre del dio" Sesostri e, come madre, una certa Neferet, originaria dell'isola di Elefantina. La famiglia di Amenemhat I era quindi originaria dell'Alto Egitto: il sovrano potrebbe invece essere nato a Tebe, visto che il suo nome è formato a partire da quello del dio Amon. E' proprio con lui che il dio comincia ad acquistare importanza rimpiazzando Montu, dio della guerra, come divinità principale a Tebe. Il periodo di massima popolarità del dio Amon è però il Nuovo Regno, quando cominciò a essere affiancato o a sospituire le altre divinità egiziane. In quasi trent'anni di regno di Amenemhat I portarono a compimento il processo di pacificazione e conquista iniziato dagli Antef della precedente dinastia e il paese si trovò a trascorrerre un momento di tranquillità per la prima volta in duecento anni. Amenemhat I pose anche le premesse per il grande potere della XII Dinastia che doveva governare l'Egitto per oltre due secoli. Una delle prime azioni intraprese da Amenemhat I dopo la sua ascesa al trono, nel 1991 a.c., fu quella di navigare il Nilo con la sua flotta, per ridurre a più miti propositi i monarchi recalcitranti, gli Asiatici nel Delta, i Nubiani alle frontiere meridionali. Stabilì poi un nuovo centro di potere, lontano sia da Tebe sia da Eracleopoli, a circa 30 km a sud dell'antica capitale Menfi. Il re scelse il sito in modo da poter tenere un occhio vigile sia sull'alto, sia sul basso egitto e chiamò la sua nuova città Itj-tauy, "Che tiene le Due Terre". Il vero sito di questa città deve ancora essere trovato, ma si suppone, con molta verosimiglianza che possa trattarsi dell'odierna Lisht. Il regno di Amenemhat I fu contrassegnato da molti cambiamenti e, proprio per enfatizzare il fatto che si trattava di un momento di rinascita, il re cambiò il nome Horo in Uhem-mesut, "Ripetitore delle nascite", volendo significare che si considerava l'iniziatore di una nuova stirpe. L'atto più importante compiuto da Amenemhat fu tuttavia l'introduzione della correggenza, un'istituzione che doveva mantenersi per tutta la XII Dinastia, Nel ventesimo anno di regno associò suo figlio Sesostri al potere e governarono il paese insieme per dieci anni prima che Amenemhat I cadesse vittima di un attentato. Il sovrano più giovane aveva soprattutto l'incarico delle questioni militari, che impegnarono Sesostri in campagne di mantenimento ai confini dell'Egitto. Un'inscrizione datata al ventiquattresimo anno di regno di Amenemhat (il quarto di Sesostri I) ricorda una spedizione contro "gli abitanti delle sabbie", gli Asiatici, che creavano problemi alle frontiere nord-orientali dell'Egitto, in prossimità della città di Gaza. La necropoli reale fu spostata di nuovo e fissata a Lisht, non lontano dalla nuova capitale, all'entrata del Fayum. La piramide di Amenemhat I era simile a quelle costruite durante l'Antico Regno, sebbene di minori dimensioni. Il nucleo interno era costruito con piccoli blocchi di calcare (parecchi dei quali presi dai monumenti in rovina a Giza e ad Abusir) mentre l'esterno era rivestito con calcare bianco delle cave di Tura, sfruttate ormai da lungo tempo. In corrispondenza della faccia orientale della piramide sorgeva il Tempio funerario, le cui mura erano decorate con bellissimi rilievi, e che è andato quasi, completamente distrutto. Poco si conosce della disposizione degli spazi all'interno della piramide, dato che non è più accessibile a causa dell'infiltrazione di acque sotterranee. La camera di sepoltura fu probabilmente saccheggiata nell'antichità, benchè ciò non sia stato ancora confermato.
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MessaggioInviato: Sab Set 23, 2006 1:21 am    Oggetto:  
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AMENEMHAT II:- A Sesostri I succedette, nel 1929 a.c., il figlio Amenemhat II, che perpetuò la longevità della famiglia con un regno di 34 anni. Fu all'incirca in questo periodo che gli egizi cominciarono per la prima volta a sfruttare le immense potenzialità offerte dall'area del Fayum per la caccia, la pesca, l'agricoltura. Fu con lo scopo di rendere più efficente il sistema di irrigazione, che fu allargato il grande canale del Bahr Yusuf, che porta l'acqua dal Nilo al Fayum. Negli affari esteri Amenemhat II mirò principalmente a consolidare il lavoro dei suoi predecessori. Condusse una spedizione al Mar Rosso e un'altra (nel XXVIII anno) nella terra di Punt. Molteplici sono le testimonianze sullo scambio diplomatico di doni tra l'Egitto e il Levante durante questo periodo. Gioielli con il cartiglio di Amenemhat II sono stati trovati nelle tombe reali di Biblo, in Libano (in particolare in quella del principe Ipshemuabi), insieme a copie locali dell'orificeria tipica della XII dinastia. In Egitto, un grande tesoro fu scoperto nelle fondamenta del tempio del dio Montu a Tod, a sud di Luxor (Tebe), racchiuso in quattro cassette di bronzo iscritte in geroglifico sul coperchio con il nome di Amenemhat II. All'interno vi era un gran numero di tazze d'argento di origine vicino-orientale ed egea, insieme a sigilli a cilindro babilonesi e amuleti in lapislazzuli mesopotamici. Si trattava probabilmente o di un dono diplomatico o di un tributo; le tazze avevano un valore intriseco estremamente alto all'epoca, visto che l'argento era considerato in Egitto molto più prezioso dell'oro. In questo periodo si registra anche un evidente aumento del numero di nomi asiatici, presumibilmente appartenenti a chi era stato portato in Egitto in servitù in conseguenza delle campagne nel Delta. I contatti con Creta a nord-ovest, attraverso il "grande Verde" (Uadj-ur), come veniva allora chiamato il Mediterraneo, sono testimoniati dai reperti egizi di Cnosso (tra gli altri, anche la metà inferiore della statua di un uomo chiamato User) e dalla tipica ceramica medio-minoica, la cosiddetta "Ceramica Kamares", ritrovata in insediamenti urbani (el-Lahun) e in necropoli (Abido). Amenemhat II costruì la sua piramide a Dahshur a est delle piramidi che Snofru aveva edificato agli inizi della IV Dinastia. Il motivo per cui scelse quel sito non è noto, benchè la scelta potesse essere influenzata dai progetti di costruzione nel vicino Fayum. Tutto quanto ora rimane di questa piramide è un gran mucchio di mattoni crudi erosi che, in origine, costituivano il nucleo di una piramide di circa 80 m di base. Twisted Evil Embarassed Shocked
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MessaggioInviato: Sab Set 23, 2006 1:22 am    Oggetto:  
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Non mi risulta che Amasi II fosse un travestito Laughing Posso sapere da che fonte hai tratto questa notizia? Anzi, ti aggiungo qualche notizia in più sul suo conto.
Durante l'impero romano, l'esercito egiziano nominò faraone un generale vittorioso, in questo caso un veterano delle campagne nubiane, Amasi. Nel 570 a.c. ci fu lo scontro diretto tra le due opposte fazioni dove Aprie perse la vita. (Aprie era stato il regnante precedente). Il vincitore rispettò il rituale di sepoltura e fece seppellire il corpo di Aprie a Sais, dove si trovava probabilmente il cimitero reale della XXVI Dinastia. Il sito dell'antica Sais (la moderna Sa el-Hagar) presenta forti impregnazioni d'acqua e non è mai stato esplorato adeguatamente. Sebbene si ritenga che qui dovesse trovarsi la necropoli reale della XXVI Dinastia, appare, strano che restino ben poche prove dei sepolcri stessi, eccettuati alcuni ushabty, la maggior parte dei quali si sa provenire da località diverse da Sais. E soprattutto assai difficile assegnare i dieci ushabty col nome di Psammetico all'uno o all'altro dei sovrani con questo nome. Sono stati inoltre ritrovati anche uno splendido ushabty e uno scarabeo di Neko II, tre ushabty di Aprie e sei di Amasi. Una delle fonti migliori su questo periodo è lo storico greco Erodoto: egli visitò l'Egitto intorno al 450 a.c., un secolo dopo la fine della XXVI Dinastia. Amasi si sforzò di ridurre i conflitti razziali interni concedendo specifici diritti commerciali e privilegi a stranieri stabilitisi a Naucrati nel Delta, facendone una zona franca più o meno come Delo lo era nel mondo greco. Una delle caratteristiche principali del regno di Amasi è l'apertura al commercio nel Mediterraneo: vennero stretti legami con molti altri paesi e specialmente con i Greci. Amasi pertecipò perfino alla sottoscrizione per la ricostruzione del grande santuario oracolare di Apollo a Delfi, dopo che un disastroso incendio l'aveva distrutto nel 548 a.c. Shocked Very Happy Surprised Laughing

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MessaggioInviato: Sab Set 23, 2006 1:23 am    Oggetto:  
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AMENEMHAT IV



Nomi: Amenemhes, Ammanemes, Amenemhat, Makherura, Horo Kheperkhepru

Dinastia: XII (1991-1786 a.C.)

Anni di regno: 8 ( Manetone); 9 anni, 3 mesi, 27 giorni (Canone di Torino) [1799-1790 a.C.]

Collocazione storica: Medio Regno 2050-1786 a.C.

Cenni a Ammenemes IV si trovano in doni preziosi che due re di Biblo ricevettero da lui. Ammenemes IV, secondo il Canone di Torino regnò per nove anni, tre mesi e ventisette giorni, anche se nelle iscrizioni del Sinai l'ultima data registrata si riferisce al sesto anno di regno.

Ammenemes IV è il penultimo faraone della XII dinastia, a lui succedette Sebeknofru, che Manetone, probabilmente a ragione, dice essere sua sorella. Esistono prove sicure per asserire che a un certo momento Sebeknofru sia stata associata al trono da Ammenemes III , suo presunto padre, e prove ancor più certe che per qualche tempo Ammenemes III e Ammenemes IV regnarono insieme, mentre non si fa cenno di una coreggenza di quest'ultimo con Sebeknofru. E' quindi probabile che la successione da Ammenemes IV a Sebeknofru non fu del tutto indolore. Embarassed Shocked

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MessaggioInviato: Sab Set 23, 2006 1:24 am    Oggetto:  
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Amenhotep III


Fin da bambino Amenhotep III (Amenofi) sapeva che un giorno sarebbe diventato re, ma non poteva immaginare che questo sarebbe successo quando aveva otto anni. Secondo alcuni storici, infatti, è a questa età che il giovane re ereditò lo scettro dal padre Tuthmosi IV, dando inizio ad uno dei periodi più luminosi dell'intera storia dell'Antico Egitto. La già gloriosa XVIII dinastia vide fiorire una grandezza e un lusso eccezionali sotto quest' uomo dalla non comune personalità che dal 1387 al 1348 a.C. creò opere grandiose nella terra del Nilo. Amenhotep III è stato definito dalla critica storica "il Re Sole d'Egitto"per due buone ragioni. La prima è data da uno dei suoi epiteti, poiché egli era detto il Disco splendente del Sole" d'Egitto. Ciò ha suggerito agli archeologi francesi l'accostamento con il "Re Sole" per eccellenza, il francese Luigi XIV che, nel 1643, ricordò il sovrano egizio per la grandezza e lo sfarzo esibiti a corte. Amenhotep III, data la giovane età che aveva al momento della salita al trono, dovette affidare la monarchia alla madre Mutemuya. La donna aveva dato alla luce l'erede al trono a Tebe, ma il giovane re visse a lungo, esattamente fino al ventinovesimo anno di regno, a Menfi, dove i giovani principi candidati al trono ricevevano l'educazione necessaria per guidare il Paese. Poi, forse per via dello scoppio di una pestilenza, il faraone decise di trasferirsi con la corte e i familiari nella capitale Tebe che, grazie alla presenza del sovrano, diventò una città di sogno, ricca di monumenti sontuosi, che con le loro dimensioni grandiose ne sottolinearono l'importanza e il prestigio, dentro e fuori l'impero. Le rovine odierne ci permettono di immaginare e ricostruire lo splendore di un tempo: tra il Nilo e i suoi palmeti, fra il verde dei campi e la sabbia del deserto, troneggiavano palazzi accuratamente arredati e immersi nel cuore di rigogliosi giardini, ricchi di vegetazione e impreziositi da piccoli laghi artificiali. In questo scenario il re trascorse momenti felici a fianco della sua amata compagna, la regina Tiye, che sposò nel secondo anno di regno quando era ancora un ragazzino. Questa donna, che ricevette il titolo di Grande Sposa Reale, esercitò una notevole influenza sull'impero e sopravvisse al 90 marito continuando a seguire la sorte del popolo egizio anche quando salì al trono il figlio Akhenaton. I ritratti mostrano una donna dai tratti sensuali e piuttosto marcati (probabilmente per una possibile origine nubiana della regina), le labbra carnose nelle raffigurazioni giovanili e sottili in quelli senili, sottolineano una personalità forte e determinata, mentre i grandi occhi neri, sono vivaci e profondi. Tiye fu particolarmente venerata da Amenhotep III, il quale volle che la moglie venisse rappresentata al proprio fianco sui rilievi e sui monumenti e nelle statue in coppia, talvolta, alla sua stessa grandezza. Per sottolineare il ruolo regale e divino della coppia, il faraone fece costruire a Soleb, in Alta Nubia, un tempio dedicato al proprio culto personale e, nella vicina Seddenga, uno dedicato al culto della moglie, come personificazione della dea Hathor. Il primo è il più importante monumento egizio che si sia conservato in Alta Nubia e il secondo, purtroppo crollato e in attesa che gli splendidi blocchi decorati possano un giorno venire restaurati, aveva il nome di "Casa di Tiye". Di fronte a tanta dimostrazione di affetto, alcuni appassionati dotati di fantasia hanno voluto immaginare che il matrimonio reale sia stato il risultato di una romantica storia d'amore fra il re e una modesta suddita. Tiye in effetti non aveva origini principesche ma non era neppure l'ultima delle fanciulle di Tebe. Era figlia di Yuya, un importante dignitario di Akhmin - la città del dio Min - che possedeva vaste proprietà ed era sovrintendente degli armenti e che, inoltre, aveva preso in moglie una donna di nome Thuya, sacerdotessa del tempio di Min, che aveva accesso alla corte del re, mentre uno dei suoi figli, Aanen, era sacerdote di Amon. Yuya era anche direttore delle scuderie reali e ufficiale di Sua Maestà e, nel corso degli anni, gli venne conferito il nome di Padre del Dio", titolo di difficile interpretazione attribuitogli probabilmente per il suo ruolo di suocero del re e forse anche per quello dì padre di Ay, il faraone che regnò sull'Egitto dopo H breve regno dì Tutankhamon. Le nozze di Amenhotep III, quindi, pur dettate da un sentimento di affetto sincero, erano destinate ad avere anche effetti positivi sulla stabilità della monarchia. Quello del terzo Amenhotep fu un regno prevalentemente pacifico, che vide l'esercito impegnato unicamente in una ribellione in Nubia nel quinto anno del regno e in una seconda spedizione che si compì verso il termine della monarchia. I rapporti con gli stati del Vicino Oriente si limitarono a fecondi contatti diplomatici resi possibili da una fitta corrispondenza instaurata da Amenhotep III, e successivamente continuata da Akhenaton e Tutankhamon, con i sovrani dei popoli del Levante. Amenhotep III sapeva di dominare un vasto impero, reso forte e sicuro dalle imprese militari dei suoi predecessori. Per questo motivo non ritenne necessario spedire l'esercito in quei territori che avevano avuto già modo di confrontarsi con la potenza bellica egizia. Quelli che il faraone chiamava 'fratelli",e cioè i re asiatici, rimasero in pace nei propri territori ma cominciarono a preparare in silenzio un nuovo attacco. L'unica cosa che Amenhotep III ritenne opportuno fare, fu un matrimonio politico sposando Gilughepa, una figlia del re del Mitanni. Oltre alla politica estera il re si occupò ovviamente di quella interna, dedicandosi alla realizzazione di opere di pace, per le quali si avvalse dei migliori artisti dell'impero; tra questi si distinse il suo omonimo Amenhotep, figlio di Hapu, capo degli architetti regali e originario del Delta. Costui, nato circa nel 1430 a.C., realizzò il progetto per la costruzione del tempio di Luxor e seguì i lavori di Soleb e Seddenga. Morì probabilmente intorno agli ottant'anni e dopo la sua dipartita fu divinizzato per onorare la sua saggezza. Il suo nome venne affiancato a quelli dei due grandi architetti della storia egizia, Imothep (III dinastia) e Senenmut (XVIII dinastia). Amenhotep III e il suo fedele architetto hanno lasciato monumenti che abbiamo ancora oggi la fortuna di poter visitare. Primo fra tutti il grande tempio di Luxor, meta di turisti provenienti da tutto il mondo, di cui è possibile ammirare la splendida corte, tra le più belle della storia dell'arte, circondata da una doppia fila di 62 colonne e preceduta da un altro gigantesco colonnato monumentale. Il tempio era l'opet (o "harem") meridionale del dio Amon, dove la divinità si recava una volta all'anno per fare visita alla sua sposa. Un'iscrizione all'esterno dell'edificio riporta le seguenti parole del re: "Ho costruito il tempio di Amon con bella pietra bianca, ho fatto i battenti delle porte in legno di acacia incrostato d'oro e con cardini di bronzo; il nome di Amon vi è intarsiato in pietre preziose". Da queste brevi frasi si capisce il livello estetico e la raffinatezza che il re esigeva per i suoi monumenti. Per collegare il nuovo sito intitolato al dio Amon con quello più antico di Karnak il sovrano fece preparare una strada oggi denominata Viale delle Sfingi. A Tebe Ovest, esattamente a Malkatta, invece, fece costruire la residenza reale di fronte alla quale volle un grande bacino artificiale. Qui il re si trasferì assieme alla corte e trascorse alcuni anni tra feste e battute di caccia. Oggi, dell'immenso scavo che ospitò il bacino, rimangono solamente le tracce e si conservano le rovine del palazzo ma gli archeologi hanno potuto ricostruirne la planimetria e salvare alcuni pavimenti splendidamente decorati. Sempre a Tebe Ovest, Amenhotep III fece costruire il proprio tempio funerario, di cui sopravvivono due immense statue, note con il nome di "Colossi di Memnone", che da sole restituiscono idea di quello che doveva essere l'intero edificio, della cui parte posteriore si vedono pochi resti. Nell'incanto di questa cornice il re celebrò tre feste Sed. La prima risale al trentesimo anno di regno, le altre due al trentaquattresimo e al trentasettesimo. La prima di queste sacre ricorrenze fu celebrata in molte località con cerimonie che si estesero da Tebe a Soleb in Alta Nubia, fino alla città di Bubastis nel Delta del Nilo. Tutto l'impero risuonava dei solenni festeggiamenti in onore di Amenhotep III e l'eco di questi sfarzi giungeva fino ai fratelli asiatici. Embarassed Very Happy Shocked Razz

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MessaggioInviato: Sab Set 23, 2006 1:24 am    Oggetto:  
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AMENHOTEP I

La tomba di Amenhotep I, nonostante l’importanza di questo faraone, è una delle poche ancora non scoperte tra quelle appartenenti alla XVIII Dinastia. Tutti gli indizi raccolti sinora suggerirebbero che Amehotep I non sia sepolto nella Valle dei Re e Daniel Polz, rappresentante dell’Istituto Tedesco al Cairo, ipotizza sia stato tumulato nel cimitero di Draa Abu Al-Naga, dove sta scavando da molto tempo. Un anno fa, visitando l’area di Deir Al-Bahri, il segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità egizie, Zahi Hawass, si rese conto che alcuni operai diretti dallo studioso polacco Niwinski stavano rimuovendo dei grossi blocchi di pietra, mettendo potenzialmente in pericolo il tempio sottostante di Hatshepsut. Il Consiglio Supremo delle Antichità fermò immediatamente i lavori e Niwinski presentò reclamo allo stesso Zahi Hawass, sostenendo che i blocchi chiudevano delle gallerie nelle quali, basandosi sul papiro Abbott, era sicuro di trovare la tomba di Amenhotep I. Nell’area, Niwinski ha già trovato 250 graffiti, alcuni rappresentanti pesci, cani ed esseri umani e che dovrebbero risalire al periodo predinastico. Tra questi, cinque graffiti risalivano alla XXI Dinastia, appartenenti a uno scriba di nome Botig Amun. Alcuni graffiti sono stati rinvenuti all’interno di uno dei tunnel che Niwinski crede contengano la tomba di Amenhotep I. Forse per questo motivo il Consiglio ha deciso di dargli un’ultima opportunità e Niwinski potrà riprendere il suo lavoro con una squadra di specialisti nelle tecniche di scavo. Si spera che questa volta l’archeologo riesca nel suo intento. Rolling Eyes Embarassed Twisted Evil

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MessaggioInviato: Sab Set 23, 2006 1:25 am    Oggetto:  
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LA MALATTIA DI AKHENATON (AMENHOTEP IV)


Una delle figure piu' interessanti dell'antico Egitto e' certamente quella del faraone Amenhotep IV, meglio noto con il nome di Akhenaton.
Appartenente alla XVIII Dinastia, governo' approssimativamente dal 1378 al 1362 a.C.
Amenhotep IV, inizialmente co-reggente e poi successore del padre Amenhotep III, deve la sua fama quasi esclusivamente alla rivoluzionaria riforma religiosa da lui attuata e gestita.
La casta sacerdotale del dio Amon di Tebe era divenuta talmente potente da porre in secondo piano le altre divinita' e da condizionare pesantemente la gestione dello stato.
Una cauta politica di svincolo dall'eccessiva influenza del collegio sacerdotale tebano era stata iniziata gia' dal nonno di Amenhotep IV, Tuthmosis IV, e proseguita dal successore. In questo contesto si inseri' l'azione riformatrice di Amenhotep IV che, passando ad una lotta aperta contro i potenti sacerdoti di Amon, sostitui' alla miriade di divinita' che popolava la religione dei tempi l'Aton, il disco solare, che divenne l'unico vero Dio.


Il Faraone Akhenaton


In onore ad esso il faraone muto' il proprio nome in Akhenaton e, presso l'odierna Tell el Amarna, costrui' la nuova capitale, Akhetaton. Alla nuova religione monoteistica Akhenaton dedico' tutte le proprie energie.
Gli ultimi anni di regno di Akhenaton furono caratterizzati da una violenta azione iconoclasta, che colpi' Amon, soprattutto, e tutti gli dei tradizionali, i cui nomi ed immagini vennero scalpellati da tutti i monumenti.
Poco dopo Akhenaton mori', all'eta' di circa 36 anni, senza eredi maschi, avendo avuto dalla sposa principale, Nefertiti, sei figlie.
Contemporanea a quella religiosa, si ebbe, ancora per ispirazione del sovrano, una rivoluzione artistica. Le arti figurative abbandonarono i canoni classici, pressoche' immutabili da secoli, che imponevano una rappresentazione idealizzata del faraone, sempre vigoroso e prestante, armonico nel corpo, regolare nei tratti del volto, costantemente atteggiato in un'espressione di serafica superiorita'.


"Il Colosso Asessuato"


Le immagini sopravvissute dell'arte amarniana si scostano nettamente dal protocollo artistico descritto e spiccano per il loro realismo, raffigurando lo stesso Akhenaton senza riguardi per il suo aspetto fisico, al punto che, giustamente, J. Pendlebury defini' le statue del "faraone eretico" come "...un meraviglioso studio patologico".
Se si tratti di espressionismo artistico o di riproduzione della realta' e' tuttora fonte di discussione. Ovviamente, il nostro studio patologico implica l'accettazione della chiave di lettura realistica.
Akhenaton ci mostra un volto allungato, con gote scarne e incavate, labbra prominenti, mandibola cadente con bocca semiaperta, palpebre abbassate. Il collo, estremamente magro e allungato, ricorda quello di un cigno.
Osservando il tronco, spiccano la ginecomastia, l'addome prominente, i fianchi larghi e cadenti, con figura ad anfora.
Una famosa statua, nota come "colosso asessuato" raffigura Akhenaton praticamente privo di genitali. Gli arti presentano una ipotrofia distale che e' particolarmente evidente a quelli inferiori, che hanno una conformazione a bottiglia rovesciata.
Non essendo stata ancora ritrovata la mummia di Akhenaton, quanto descritto rappresenta il materiale su cui ricostruire l'eventuale patologia del sovrano. La sindrome adiposo-genitale di Froelich e lo pseudoermafroditismo familiare incompleto sono le malattie che godono tuttora di notevole credito, benche' implichino una sterilita' che viene smentita dai dati storici (ricordiamo che Akhenaton ebbe sei figlie).


Akhenaton e Nefertiti


E' nostro parere che gli elementi fisici descritti possano essere armonicamente inseriti nella distrofia miotonica di Steinert.
La distrofia miotonica e' una malattia ereditaria, a trasmissione autosomica dominante, il cui gene responsabile si trova sul cromosoma 19, che si manifesta con una sintomatologia a carico del sistema muscolare scheletrico e con segni di interessamento sistemico.
I sintomi muscolari sono costituiti dal fenomeno miotonico e da progressive ipostenia e ipotrofia muscolari, con distribuzione caratteristica. I muscoli piu' colpiti sono i muscoli facciali, l'elevatore della palpebra superiore, i masticatori, gli sternocleidomastoidei ed i muscoli distali degli arti.
I sintomi sistemici comprendono cataratta, calvizie precoce, cardiopatia, malformazioni craniche, scoliosi, anomalie endocrine e segni di interessamento dei sistema nervoso centrale. In ambito endocrino, frequente e' l'ipogonadismo, talora associato a ginecomastia, con sterilita' secondaria tardiva che, nelle fasi iniziali della malattia, rende possibile la procreazione.
A carico del sistema nervoso, oltre a un ridotto livello intellettivo, si possono osservare apatia, riduzione dell'iniziativa, ostilita', deterioramento nei rapporti sociali, comportamenti psicopatici.
La malattia si manifesta prevalentemente intorno ai 20 anni di eta', ma e' possibile l'esordio nell'infanzia o nell'adolescenza.
L'eta' media di morte e' intorno ai 40-45 anni di eta'.
Il volto di un paziente colpito da distrofia miotonica e' singolarmente somigliante a quello di Akhenaton, quale possiamo osservare, ad esempio, nella statua colossale di arenaria proveniente dal tempio dell'Aton a Karnak e conservata al Museo Egizio del Cairo.
Si notano la ptosi palpebrale e l'assottigliamento della meta' inferiore della faccia, che, nella distrofia miotonica, e' dovuto all'atrofia dei muscoli masseteri.
L'aspetto del collo, conseguente ad atrofia degli sternocleidomastoidei, viene descritto come "collo di cigno" nei manuali neurologici, usando la stessa espressione che l'archeologo C. Aldred aveva usato descrivendo il faraone eretico.
Questo aspetto e' ben visibile sul rilievo di calcare proveniente da Tell el Amarna, che mostra Akhenaton, seguito da Nefertiti, tnentre fa offerte ad Aton.
Tale rilievo offre anche una chiara immagine della possibile atrofia distale degli arti, molto evidente a carico di quelli inferiori. La ginecomastia, la poverta' dei genitali esterni e la conformazione femminile del tronco sono ben apprezzabili soprattutto nel "colosso asessuato".
Dato che i rilievi dei primi tempi del regno di Akhenaton lo mostrano nel puro stile ortodosso, e' possibile che allora egli non esibisse in modo evidente i segni esteriori della malattia.
Infine, la possibilita' di anomalie del comportamento e' compatibile con dati storici, che documentano la furia iconoclasta che caratterizzo' gli ultimi anni del regno di Akhenaton.
Dati ulteriori a supporto di quanto esposto potrebbero emergere dallo studio, non ancora completato, dell'albero genealogico della XVIII Dinastia.

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MessaggioInviato: Sab Set 23, 2006 1:25 am    Oggetto:  
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AMENMESSE: Alla morte di Merenptah nel 1202, la successione diretta si interruppe. Anzichè il principe ereditario Sety-Merenptah (che era stato associato dal padre nel governo), salì sul trono dell'Egitto uno sconosciuto, Amenmesse. La spiegazione di questo evento resta un mistero, ma si è supposto che, essendo il principe ereditario assente al momento della morte di Merenptah, un figlio del sovrano e di Takhat, sposa secondaria, abbia colto al volo l'occasione per impadronirsi del potere. Di Amenmesse si hanno scarse notizie, a parte poche iscrizioni di minore conto e il fatto che durante i suoi quattro anni di regno ebbe appena il tempo di cominciare a scavarsi una tomba nella Valle dei Re. Come al solito, le decorazioni della Tomba rimasero incomplete. E' possibile che anche la madre del re, Takhat, e sua moglie, Baktuerel, siano state seppellite nella sua tomba (alcuni studiosi hanno supposto che in realtà fossero la madre e la moglie di Ramesse IX). Nessuno dei tre corpi è stato identificato. Nel 1199 circa ad Amenmesse succedette Sety II, che potrebbe forse essere identificato con il principe ereditario Sety- Merenptah, figlio di Merenptah. Egli sottopose il nome del predecessore alla damnatio memoriae, scalpellandolo con un accanimento da tutti i monumenti e sostituendolo con il proprio. Tre delle spose di Sety II sono note: Takhat II, Tauosret (madre del figlio maggiore ed erede Sety-Merenptah) e Tiaa, madre di Ramesse-Siptha. Sembra che il principe ereditario sia morto prima del padre Sety II e che il fratello minore abbia ereditato il trono ancora minorenne, assumendo il nome di Siptah. La regina più anziana, Tauosret, avrebbe regnato in nome del figliastro insieme al Cancelliere Bay, che si fregiò del titolo di "creatore del re" e a cui fu concesso il privilegio di una piccola tomba privata nella Valle dei Re. Siptah morì nel sesto anno di regno e fu sepolto nella parte superiore della Valle dei Re in una tomba originariamente destinata a lui e alla madre, la regina Tiaa. Nella camera di sepoltura, rimasta incompiuta, resta ancora il suo grande sarcofago di granito rosso, ma il suo corpo, che ha un piede deforme (conseguenza forse di una poliomelite giovanile), fu ritrovato nel 1898 nel Nascondiglio nella tomba di Amenofi II. Curiosamente, poco dopo la sepoltura la tomba fu manomessa e i cartigli sulle iscrizioni furono abrasi per essere in un secondo tempo pitturati di nuovo. E' possibile che il restauro sia stato effettuato sotto il cancelliere Bay. Alla morte di Siptah, la sua matrigna Tauosret si autoproclamò regina regnante, assumendo i pieni titoli faraonici così come Hatshepsut aveva fatto circa trecento anni prima. La sua tomba nella Valle dei Re ebbe una storia movimentata: iniziata sotto Siptah nel secondo anno di regno di quest'ultimo, fu ampliata da Tauosret, forse per accogliere, oltre che la propria sepoltura, anche quella del marito Sety II. In seguito fu usurpata da Sethnakht, primo sovrano della XX Dinastia. Alcuni gioielli di mediocre fattura, scoperti nel 1908 in un nascondiglio dentro una piccola tomba a pozzo con i nomi di Tauosret e di Sety II potrebbero essere appartenuti a una loro figlia morta in giovane età.
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