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un mondo horror tra misteri e cultura

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L' INVENZIONE DI DIO
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Autore Messaggio
Brandani

Anima Vagante






Registrato: 19/09/07 10:38
Messaggi: 176
Brandani is offline 

Località: 43° 10' 17" n 10° 56' 12" e

Impiego: Orefice e Necromante


MessaggioInviato: Mar Ott 30, 2007 1:23 pm    Oggetto:  L' INVENZIONE DI DIO
Descrizione:
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Inserisco qui i riferimenti in rete di un interessante free ebook virtuale scaricabile
E' l' opera, altrimenti reperibile in versione cartacea in quattro volumi, dello studiodo Gianni Grana , L' Invenzione di Dio , un trattato critico sulla figura della divinita', esaminato da un punto di vista ateo
Comunque la si pensi sull' argomento, l' opera è meritoria di interesse


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La parola per una breve esegesi all' autore, dall' introduzione stessa della sua opera :

Il lettore è giusto sia avvertito che questa non è un'opera di sintesi divulgativa, di semplificazione del pensiero complesso in materie tradizionali e nuove, in cui si sono impegnate generazioni di studiosi "specialisti". Questa è un'opera di ridiscussione teorica e storica interamente costruita sui libri, nel senso che, intesa a una critica radicale rispetto a una tradizione millenaria, non può che esercitarsi sui testi antichi e moderni, e dentro il quadro degli studi contemporanei. Senza la vasta trama cognitiva della precedente riflessione critica e storica, senza il vasto concorso del pensiero attivo che è cultura, questa opera non consisterebbe che di personali vaniloqui, pure ardentemente motivati ma probabilmente sterili nella loro solitudine. Per affrontare il compito grave e temibile che mi sono assunto, la destituzione di valore dei sistemi religiosi arcaici sopravviventi, il "metodo" e procedimento tecnico è obbligato dalla oggettiva esistenza di imponenti biblioteche di sostegno inter-disciplinare, indispensabili alla sopravvivenza delle "religioni storiche", e in modo supremamente massiccio del cristianesimo, cattolico e protestante. Un quadro mai concluso di verbalità mitografica ripetitiva, e di esercitazioni pseudo-critiche di ser-vizio, che sgomenta ma che è impossibile eludere e anzi è irrinunziabile come obiettivo critico della contestazione radicale progettata, da affrontare quindi con tranquilla temerità. Non altrimenti si può procedere che aggredendo le idee, le parole nei testi originari (sacri e semi-sacri), e in quelli di sostegno inesauribile remoti e attuali, nella pubblicistica, nella saggistica, nella profusione oratoria dell'ultimo secolo. Sicché questa opera progettualmente assume significato proprio dalla rappresentazione più larga dei testi specialistici di un'amplissima bibliografia, di cui qui si discute riferendone i dati pluri-disciplinari, relativi alla complessità storica e problematica necessariamente vasta di questa opera dalle arcate spaziose.
Qui dunque il lettore troverà l'informazione essenziale e la discussione critica dei temi specifici, la confutazione dei testi che ne documentano l'origine e lo sviluppo storico, l'argomentare costruttivo secondo le prospettive teoriche e storiche antropocentriche e areligiose dell'autore. Per quanto mi riguarda, da tempo io ritengo il più efficace e proficuo esercizio critico, a partire dai risultati di una tradizione di studi, la costruzione di ipotesi e tesi alternative, con la più ferma tecnica confutatoria. Sono questioni che ho avuto più occasioni di discutere largamente, a sostegno di una scepsi oppositiva che ha le più solide tradizioni antiche e moderne. Tanto più necessaria, ripeto, in un progetto culturale così ardito e impegnativo, di reiezione globale degli arcaici sistemi mito-religiosi sopravviventi, nelle istituzioni delle cosiddette "grandi religioni", e più in specifico della più nefasta tradizione di violenza e di potere assoluto, quella ecclesiastica cattolica, investita qui di una critica serrata, con le relative e possibili garanzie della cultura scientista e ateista contemporanea. Sono ricorso a volte per questo a libri otto-novecenteschi più o meno noti, sia perché su quei libri mi sono formato, sia perché li ho ritenuti significativi a diverso titolo, e utili per una più precisa informazione critica del lettore, più proficui di altri specialistici più recenti, il cui "aggiornamento" culturale è dubbio. Mi sono comunque valso con larghissima preferenza di opere tradotte, disponibili oggi o ieri nel mercato editoriale italiano o nelle maggiori biblioteche: relativamente poche volte, si vedrà, mi sono indotto a tradurre da opere attuali di lingue europee.
Passando ai dettagli linguistici, un chiarimento preventivo riguarda anzitutto qualche tratto di grafia libera dell'autore, che può apparire eterodosso, e che può essere attribuito a refusi di computer, e invece - come può osservarsi - è sistematico. Si riassume nel rifiuto delle anacronistiche tronche, anche con qualche acrobazia, e nella scrittura congiunta di lemmi monosillabici, che la pronuncia congiunge usual-mente (delresto, deltutto, nongià, senon, suttutto, benpiù, alpiù, perlopiù, dipersé, fintroppo ecc.), minime deroghe alle vetuste convenzioni, diciamo minime libertà o licenze di un autore di originaria formazione letteraria. Qualche licenza tipografica concerne in particolare la sillabazione meccanica al computer, che a volte mi sono permesso in deroga per garantire la desiderata compattezza della pagina, che il computer spesso trascura con gratuite spaziature. Ho soppresso da tempo le odiose note fuori testo, anche di sole segnalazioni bibliografiche, portate nel testo senza eccessivo disturbo, comunque minore della lettura staccata in fondo alla pagina, o peggio in fondo al libro. Per le grafie speciali (di lingua greca, ebraica, indiane) non mi ha assillato il rigore grafico, e insomma ho adottato le pure e semplici abituali trascrizioni alfabetiche, senza l'inutile sfoggio di accentazioni convenzionali, che tentano di riprodurre grafie e pronunce foniche aliene. Si vorrà scusare l'uso e forse abuso di terminologie tecniche, di neologismi e di espressioni composite, che dovrebbero denotare o qualificare aspetti culturali complessi, e sono comunque per noi strumento e vizio tecnologico non facilmente rinunziabile.
E' già scontata infine la previsione che questa opera di denuncia desacrante così determinata abbia lettori limitati, mancando qui la sigla di un editore nazionale disposto all'azzardo pubblico e alla spesa ingente della pubblicazione, della pubblicità verosimilmente clamorosa ecc. Né delresto ho nemmeno tentato l'approccio io stesso (avendo chiuso l'attività Marzorati, tradizionale editore di molta parte delle mie opere), per impazienza e infiducia, dopo l'esito delle offerte per la pubblicazione dei versi incandescenti di diomorto / uomovivo (Setup edizioni 1994, 2000). Tanto peggio nella situazione attuale di degrado etico-politico del paese in cui, regnante sempre il pontificato, nel governo "civile" non ci è risparmiato neppure l'accesso politico di ceffi patibolari. Come già per diomorto / uomovivo, ho quindi preferito attenermi alle buone regole dell'auto-editoria computerizzata. Perché nell'Europa del bimillennio ancora "cristiano", può verificarsi - come si verifica - che la cultura di opposizione laica e ateistica moderna, vittoriosa nella storia della cultura, sia soverchiata e quasi emarginata editorialmente e nei massmedia dalla più screditata e volgare sub-cultura clericale. E che addirittura essa appaia reticente e tacita, ambigua o corriva in materia di religione, per auto-censura vile di intellettuali di opinione e di cattedra, che raramente professano ateismo in sedi conviviali, ma nulla arrischiano scrivendo. Intanto la censura ecclesiastica vigila e colpisce ancora, coi suoi neppure occulti prolungamenti politici e massmediali… già sperimentati dall'autore.

................

A prescindere dalle valutazioni personali dell'autore (questi ci rammenta, per qualche verso, un altro oggi scarsamente conosciuto studioso "positivista" degli inizi del XX secolo, Charles Binet-Sanglé, che produsse testi dai titoli significativi quali La folie de Jésus; Les prophétes juifs - Étude de psychologie morbide; Les lois psychophysiologiques du développement des religions; Physio-psychologie des religieuses; etc.), che sembra per esempio sottovalutare la circostanza che certi "fenomeni" originano comunque da (sono riflesso di) pulsioni metafisiche profonde, e che le religioni storiche appaiono tuttora testimoni-portatrici di valori etici positivi ed universali, non si può non riconoscere che il suo lavoro risulta in ogni caso prezioso per tutti gli interessati a tale genere di argomenti, in quanto assai ricco di notizie, citazioni, e così via.
A parte ciò, nella formulazione di giudizi (di valore e non) su questioni tanto complesse, e rilevanti, è bene tenere conto del maggior numero possibile di "punti di vista" .
Si tratta comunque sempre di uno scritto singolare, interessante, e le opinioni, le interpretazioni passano, mentre i dati, le informazioni fattuali, restano.
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MessaggioInviato: Mar Ott 30, 2007 1:23 pm    Oggetto: Adv






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Noctifer

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MessaggioInviato: Mar Nov 06, 2007 9:24 pm    Oggetto:  
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Charles Binet-Sanglé e' un arguto filologo... Ha amato ricostruire basi concrete sotto le sue teorie, niente da dire...
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