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MessaggioInviato: Lun Nov 12, 2007 12:22 pm    Oggetto:  ANGELI E SOCIETA' TEOSOFICA
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FONTE:
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Che cosa sono la Teosofia e la Società Teosofica

Una prima definizione è quella proposta dal dizionario esoterico di
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Il termine “Teosofia” deriva dal tardo greco e significa “sapienza divina”. Indica la conoscenza delle cose divine, in quanto direttamente ispirata da Dio. La Teosofia si distingue dalla teologia in quanto non è scienza né dottrina rivelata, e costituisce piuttosto una sorta di ispirazione mistica.
Il termine è di origine neoplatonica, e viene ripreso in questo senso da Böhme e da altri mistici della Riforma. In Paracelso la Teosofia si mescola alla magia e rappresenta una forma superiore e profonda di conoscenza della natura, rispetto a quella offerta dalla scienza. Questa combinazione di misticismo ed indagine scientifica si ritrova nella cosiddetta Società teosofica, fondata nel 1875 da Henry Steel Olcott (1832-1907), che ne rimase presidente fino alla morte, e la cui rappresentante più famosa fu Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891), autrice di due opere: Isis devoilée (1875) e La doctrine secrète (1888). La società, che ha trovato diffusione soprattutto a Londra, rappresenta una sorta di setta religiosa di ispirazione mistica e panteistica. La Teosofia non vuole però essere una religione, bensì una specie di super-religione, che contiene quel nocciolo di verità assoluta presente solo in forma parziale nelle diverse religioni. Di qui i frequenti accostamenti di Cristo a Visnù, di Buddha a Paolo, di Mosè a Confucio, operati dai teosofi. E’ definibile movimento e dottrina del tipo religioso esoterico che, in un sistema sincretistico di elementi cristiani, orientali e filosofici, assume la possibilità di un contatto diretto con la divinità. Predica la metempsicosi ed è una sintesi di occultismo e di credenze orientali, che si ripropone comunque il fine di condurre l'uomo moderno alle fonti della conoscenza del divino.

Questa la definizione tratta dal sito
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“Teosofia” è una parola di origine greca composta da Theos = Dio e Sophia = Sapienza, usata dagli antichi autori per indicare una sapienza derivante dall'ispirazione o intuizione diretta della verità.
Il termine venne usato da S. Paolo nella prima epistola ai Corinti (2,7), che risale all'anno 50 d.C., dove dice: "...parliamo della sapienza di Dio nel mistero ("lalumen theosophias en mysterio"), preordinata da Dio, prima dei secoli..." evidentemente con allusione alla sapienza dei concetti universali di Platone (427-347 a.C.) secondo il quale, dietro il mondo in perpetuo cambiamento, esiste il mondo immutabile delle Idee o Principi esistenti nella Mente Divina che si possono cogliere mediante l'intuizione intellettuale o nell'estasi mistica.
Il termine "Teosofia" era corrente tra i neoplatonici, spesso citato da Porfirio (233-305), biografo di Plotino, nell'opera "De Abstinentia", nell'epistola "Ad Abonem", ecc.
Il termine fu usato con lo stesso significato da Giamblico nell'opera "De Mysteriis", da Dionigi nella "Theologia Mystica" che tanta influenza ebbe nel pensiero medievale a cui si ispirarono teologi, mistici e filosofi per secoli, tra i quali ricordiamo Bonaventura ("Itinerarium Mentis in Deum"), Bernardo di Chiaravalle, Meister Eckart, Taulero, Cusano, Ruysbroeck, Marsilio Ficino, Paracelso, Boehme, Gichtel, Saint-Martin, ecc. come pure i Sufi, mistici islamici di chiara origine neoplatonica, come Ferid ed-Din Attar (1230).
I promotori della Società Teosofica nello scegliere il nome ed il programma dell'Associazione si sono ispirati al significato della Teosofia, come risulta dalla storia della filosofia e in particolare dalle fonti neoplatoniche.
Infatti la parola "Teosofia" non è un'invenzione moderna, ma risale ai primi secoli della nostra era.
Helena Petrovna Blavatsky attribuisce l'uso di questo termine ad Ammonio Sacca (160-243), fondatore della Scuola di Filosofia Eclettica di Alessandria d'Egitto, il quale ebbe tra i suoi discepoli Plotino (206-270), Origene, Clemente ed altri eminenti continuatori del suo pensiero.

Ed ecco, di seguito, le parole di H.P. Blavatsky:

Secondo i lessicografi, il termine theosophia deriva da due parole greche: theos (dio) e sophos (saggio).

(…) Thomas Vaughan ci offre questa definizione: “Il Teosofo propone una teoria di Dio, o delle opere di Dio, basata non su una rivelazione, ma su un’ispirazione che gli viene dall’interno”. Partendo da questo punto di vista, ogni grande pensatore e filosofo, soprattutto ogni fondatore di una nuova religione, scuola di filosofia o setta, è necessariamente Teosofo. La Teosofia e i Teosofi sono dunque esistiti da quando la prima luce del pensiero nascente ha fatto istintivamente cercare all’uomo i mezzi per esprimere le sue opinioni indipendenti.

(…) I Teosofi esistevano prima dell’era cristiana, malgrado gli scrittori cristiani assegnino lo sviluppo del sistema teosofico eclettico al principio del III° secolo della loro Era. Diogene Laerzio fa risalire la Teosofia ad un periodo anteriore alla dinastia dei Tolomei, e segnala come suo fondatore uno Ierofante egiziano chiamato Pot-Amun, nome copto che significa sacerdote consacrato ad Amun, dio della Saggezza. Ma la storia ci dice che a rianimare la Teosofia fu Ammonio Sacca, il fondatore della Scuola Neo-Platonica. Lui e i suoi discepoli si denominavano essi stessi “Philatethes” o amanti della Verità, mentre altri li chiamavano “Analogisti” perché interpretavano le leggende sacre, i miti simbolici e i misteri con l’aiuto d’analogie o di corrispondenze, in modo che gli avvenimenti che si producevano nel mondo esteriore erano considerati esprimere attività ed esperienze dell’anima umana. Lo scopo e l’intenzione d’Ammonio era di conciliare tutte le sette, tutti i popoli e tutte le nazioni per riunirli in una fede comune: la credenza in un Potere Eterno, Supremo, Sconosciuto e Innominabile, che governa l’Universo tramite Leggi immutabili ed eterne. Egli si proponeva di provare l’esistenza di un sistema primitivo di Teosofia che, all’origine, era essenzialmente identico in tutti i paesi; d’incoraggiare gli uomini ad abbandonare le loro lotte e le loro dispute per unire i loro sforzi e i loro pensieri come figli di una stessa madre, di purificare le antiche religioni, pian piano corrotte e oscurate, da tutte le scorie dell’elemento umano, riunendole ed esponendole su principi puramente filosofici. È per questo che i sistemi Buddista, Vedantino e Magico o Zoroastriano, erano insegnati nella Scuola Teosofica Eclettica unitamente alle filosofie della Grecia. Da ciò derivano quindi le caratteristiche eminentemente Buddiste e Indiane diffuse fra gli antichi Teosofi d’Alessandria: il rispetto dovuto ai genitori e alle persone anziane, l’affetto fraterno per l’intera razza umana e un sentimento di compassione anche per l’animale più ottuso. Cercando di stabilire un sistema di disciplina morale che mostrasse agli uomini il dovere di vivere secondo le leggi dei loro rispettivi paesi, e volendo elevare il loro spirito attraverso la ricerca e la contemplazione della Verità Una ed Assoluta, Ammonio aveva per scopo principale, tramite cui egli pensava di pervenire agli altri, di estrarre dai diversi insegnamenti religiosi, come da uno strumento a molte corde, una melodia completa e armoniosa, che avrebbe trovato un’eco in tutti i cuori amanti della verità.

(…) La Teosofia è dunque l’antica Religione-Saggezza, la dottrina esoterica un tempo conosciuta in tutte le nazioni civili. Tutte le antiche scritture ci mostrano questa “Saggezza” quale emanazione del Principio divino; e si comprenderà meglio ciò che essa è se si ricorda che essa si dimostra incarnata in nomi quali la Bodhi indiana, Nebo babilonese, Thoth di Menfi, Ermete della Grecia o anche nei nomi di certe dee come Métis, Neith, Atena, la Sophia gnostica e infine nei Veda, che derivano il loro nome dal verbo “conoscere”. Tutti gli antichi filosofi dell’Oriente e dell’Occidente, gli Ierofanti dell’antico Egitto, i Rishi di Aryavarta, i Teodidaktoi della Grecia, racchiudevano sotto questa designazione tutta la conoscenza delle cose occulte ed essenzialmente divine. La Mercavah dei Rabbini Ebrei (i loro scritti popolari e secolari) era considerata solo come il veicolo o l’involucro esteriore che conteneva le conoscenze esoteriche superiori. I Maghi di Zoroastro erano istruiti ed iniziati nelle caverne e nelle logge segrete della Bactriana; gli Ierofanti egiziani e greci avevano le loro aporrhêta, o riunioni segrete, durante le quali il Mystê diventava un Epoptês, un Veggente.

(…) Per dare una definizione completa della Teosofia, dobbiamo esaminarla sotto tutti i suoi aspetti. Il mondo interiore non è stato sempre nascosto a tutti da un’oscurità impenetrabile. Grazie a quell’intuizione superiore acquisita attraverso la Theosophia, o conoscenza Divina che trasporta la mente dal mondo della forma in quello dello spirito senza forma, certi uomini sono stati capaci in tutti i tempi e in tutti i paesi, di percepire cose nella mondo interiore o invisibile. È questo il “Samadhi” o il Dyan Yog Samadhi degli asceti indù, il “Daimonion photi” o illuminazione spirituale dei Neoplatonici; la “confabulazione siderale delle anime” dei Rosa-Croce o dei filosofi del Fuoco; ed anche l’estasi dei mistici o dei mesmeristi e degli spiritisti moderni; tutti identici in natura, anche se diversi nelle loro manifestazioni. La ricerca del “Sè” divino dell’uomo, così spesso erroneamente considerata come la comunicazione individuale con un Dio personale, è stato il fine di ogni mistico, e la credenza nella sua possibilità sembra risalire alla genesi dell’umanità, benché ogni popolo le abbia dato un nome diverso. Così Platone e Plotino chiamano “opera Noëtica” ciò che negli Yoga e nello Srotriya è definito Vidya. “Attraverso la meditazione, la conoscenza di se stesso e la disciplina intellettuale, l’anima può elevarsi alla visione della verità, della bontà e della bellezza eterne - vale a dire alla Visione di Dio - o all’epopteia”, come dicevano i Greci. “L’unire l’anima individuale all’Anima Universale”, diceva Porfirio, “esige una mente perfettamente pura. Tramite l’autocontemplazione, la castità perfetta e la purezza del corpo, l’uomo può avvicinarsi ad esso e ricevere, in quello stato, la vera conoscenza e la percezione profonda”. E Swami Dayananda Saraswati, che non ha letto né Porfirio né le opere degli altri autori greci, ma che è un gran conoscitore della scienza vedica, dice nel suo Veda Bhashya (upasana prakara ank. 9) “Per raggiungere Diksha (le più alte iniziazioni) e Yog, bisogna praticare secondo le regole… L’anima, nel corpo umano, può compiere le più grandi meraviglie se acquisisce la conoscenza dello Spirito Universale (o Dio), e se si familiarizza con le proprietà e qualità (occulte) di tutto ciò che esiste nell’universo. Un essere umano (un Dikshita o iniziato) può così acquisire il potere di vedere e di sentire a grandi distanze”.

(…) I Teosofi d’Alessandria erano divisi in neofiti, iniziati e maestri o ierofanti, e le loro regole erano ricalcate su quelle degli antichi Misteri d’Orfeo il quale, secondo Erodoto, le aveva portate dall’India. Ammonio obbligava i suoi discepoli a ‘fare il giuramento di non rivelare le sue dottrine superiori, tranne a coloro che se n’erano mostrati del tutto degni e che avevano imparato a considerare gli dei, gli angeli e i demoni degli altri popoli secondo l’hyponoia esoterica, o “significato nascosto”.
“Gli dei esistono, ma essi non sono ciò che gli hoi polloi, la moltitudine ignorante, suppone”, dice Epicuro, “Non è colui che nega l’esistenza degli dei adorati dalla moltitudine che è ateo, bensì colui che attribuisce a questi dei il significato che dà loro la moltitudine”. A sua volta, Aristotele, dichiara che “quelli che vengono chiamati dei, non sono altro che i primi principi dell’Essenza Divina che pervade l’intero mondo della natura”.

Plotino, l’allievo d’Ammonio, “l’istruito da Dio”, ci dice che la gnosi segreta, o la conoscenza della Teosofia, ha tre gradi: opinione, scienza ed illuminazione. “Il mezzo o lo strumento per acquisire la prima, è la sensazione o percezione; per pervenire alla seconda, la dialettica; per la terza è l’intuizione. La ragione è subordinata a quest’ultima, perché l’intuizione è conoscenza assoluta, fondata sull’identificazione della mente con l’oggetto conosciuto”. La Teosofia è, si potrebbe dire, la scienza esatta della psicologia; in rapporto alla medianità naturale, è ciò che è la conoscenza di un Tyndall paragonata alle nozioni di fisica di uno scolaro. Essa sviluppa nell’uomo una visione diretta; quella che Schelling chiama “una realizzazione nell’individuo dell’identità fra soggetto e oggetto”; in maniera tale che sotto l’influenza e grazie alla conoscenza di hyponoia, l’uomo pensa pensieri divini, vede tutte le cose come sono in realtà, e finisce col diventare il “ricettacolo dell’Anima del Mondo”, per adoperare una delle più belle espressioni di Emerson. “Io, l’imperfetto, adoro il Perfetto, che è me stesso”, egli dice nel suo superbo Saggio sulla Super-Anima. Oltre a questa psicologia o studio degli stati dell’anima, la Teosofia coltiva tutti i rami scientifici e artistici. Essa conosceva perfettamente quello che oggi chiamiamo comunemente, mesmerismo. I Teosofi respingevano la Teurgia pratica o “magia cerimoniale”, alla quale il clero Cattolico Romano è così spesso ricorso nei suoi esorcismi. Solo Giamblico, superando gli altri eclettici, aggiunse la dottrina della Teurgia alla Teosofia. L’uomo, ignorante del vero significato dei divini simboli esoterici della natura, è soggetto a non comprendere i poteri della propria anima e ad attirare le forze oscure e malvagie che si aggirano attorno all’umanità - creazioni sinistre e tenaci dei crimini e dei vizi umani - invece di comunicare spiritualmente e mentalmente con gli esseri celesti superiori, con gli spiriti buoni (gli Dei dei teurgi della Scuola Platonica). Egli può cadere così dalla Teurgia (magia bianca) nella Goetia (magia nera o stregoneria). E tuttavia, né la magia bianca né la magia nera sono ciò che la superstizione popolare intende con questi termini. La possibilità di “evocare gli spiriti” con la chiave di Salomone è il colmo della superstizione e dell’ignoranza. Solo la purezza delle azioni e dei pensieri può metterci in rapporto “con gli dei” e condurci al fine che desideriamo raggiungere. L’alchimia, che molti pensano essere stata una filosofia spirituale ed anche una scienza fisica, apparteneva agli insegnamenti della scuola teosofica.

(…) È un fatto ben conosciuto che né Zoroastro, né Budda, né Orfeo, né Pitagora, né Confucio, né Socrate, né Ammonio Sacca, hanno lasciato degli scritti. La ragione è evidente. La Teosofia è un’arma a doppio taglio, pericolosa per l’ignorante e l’egoista. Come ogni filosofia antica ha i suoi aderenti fra i moderni ma fino ad un’epoca recente i suoi discepoli erano pochissimi e appartenevano alle sette e alle opinioni più diverse. “Interamente speculativa, senza creare una scuola, la Teosofia ha tuttavia esercitato un’influenza silenziosa sulla filosofia; e senz’alcun dubbio verrà il momento in cui queste idee, diffuse in silenzio, imprimeranno un orientamento nuovo al pensiero umano”, osserva Kenneth R. H. Mackenzie, IX°… lui stesso mistico e Teosofo, nella sua importante opera The Royal Masonic Cyclopaedia.
Dall’epoca dei filosofi del fuoco, essi non si erano mai più organizzati in società perché, braccati come bestie feroci dal clero cristiano, i Teosofi erano ancora, fino ad un secolo fa, sotto continua minaccia di pena di morte. Le statistiche dimostrano che in un periodo di 150 anni, furono bruciati in Europa per pretesa stregoneria più di 90.000 uomini e donne. Solo in Gran Bretagna, dal 1640 al 1660, vale a dire in venti anni, 3.000 persone furono messe a morte con il pretesto che avessero fatto un patto con il “Diavolo”. E’ solo recentemente (nel 1875) che alcuni mistici e spiritualisti avanzati, non soddisfatti delle teorie e delle spiegazioni proposte dai fedeli dello Spiritismo e trovando che esse erano lontane dal chiarire tutto il vasto campo dei fenomeni spiritici, si riunirono a New York in un’associazione che è attualmente conosciuta nel mondo intero con il nome di Società Teosofica.

Infine, della stessa autrice, una precisazione:

(…) E' alla Teosofia stessa che si attribuisce una tale conoscenza universale, e non a qualche membro individuale della Società Teosofica, e neppure ad un Teosofo. Non bisogna confondere le due cose: la Teosofia a la Società Teosofica sono rispettivamente come il recipiente e l’olla podrida che esso contiene. La prima, in quanto Saggezza Divina ideale, è la perfezione stessa; l’altra, una povera cosa imperfetta, che si sforza di camminare nell’ombra terrestre della prima o che si accontenta anche solo di seguirla. Nessun uomo è perfetto; perché dunque sperare che un membro della S.T. sia una fenice di tutte le virtù umane? E perché l’intera organizzazione sarebbe criticata e biasimata per gli sbagli reali o immaginari di alcuni suoi membri, o anche dei suoi capi? In quanto organismo concreto, la Società non è mai stata al riparo da ogni rimprovero, né senza peccato, non più di alcuni dei suoi membri (errare humanun est). E’ dunque piuttosto su questi membri, molti del quali si rifiutano di essere guidati dalla Teosofia, che deve ricadere il biasimo. La Teosofia è l’anima della sua Società; quest’ultima è solo il corpo grossolano e imperfetto della prima. Così, invitiamo questi moderni Salomoni, che pretendono di sedere sul Seggio della Giustizia e di parlare di ciò che ignorano, d’informarsi di ciò che sono i teosofi e la Teosofia, prima di calunniarli e di considerare per ignoranza i teosofi come una "setta di impostori e di pazzi", e la Teosofia come un “guazzabuglio dl credenze insensate”.

Angeli che sono stati o saranno uomini

Dalla "Dottrina Segreta", vol. 1, riepilogo, di H.P. Blavatsky (nella foto)

(…) L'Universo è elaborato e guidato dall'interno all'esterno. Come in alto, così in basso; come in cielo, così sulla terra; e l'uomo, il microcosmo è la copia in miniatura del macrocosmo, e il testimone vivente di questa Legge Universale e del suo modo d'agire. Noi vediamo che ogni movimento, atto e gesto esteriore volontario o meccanico, organico o mentale, è prodotto e preceduto da un sentimento o un'emozione interiore, dalla volontà o volizione, da un pensiero o dalla mente. Come nessun normale moto o cambiamento esteriore può verificarsi nel corpo esterno dell'uomo se non è provocato da un impulso interiore, così avviene per l'Universo esterno o manifestato. Tutto il Cosmo è guidato, controllato ed animato da serie quasi infinite di Gerarchie di Esseri senzienti, ognuna con una missione da compiere e che - con un nome o l'altro, che li chiamiamo Dhyan Chohan o Angeli - sono i "Messaggeri", cioè, gli agenti delle Leggi Karmiche e Cosmiche. Essi variano infinitamente nei rispettivi gradi di coscienza e d'intelligenza; definire tutti costoro Spiriti puri senza alcun titolo terreno "dei quali il tempo è solito far preda", significa soltanto affidarsi alla fantasia poetica. Infatti, ognuno di questi Esseri è stato o si prepara ad essere un uomo, se non ora almeno in un ciclo passato o futuro (Manvantara). Essi sono uomini perfezionati, quando non sono sul punto di essere uomini e nelle loro sfere superiori e meno materiali sono moralmente diversi dagli esseri umani terrestri solo perché sono privi del sentimento della personalità e della natura emozionale umana - due caratteristiche puramente terrene. I primi, o "perfezionati", si sono liberati da questi sentimenti perché
(a) non hanno più il corpo materiale - un peso che continua ad intorpidire l'Anima; e
(b), essendo il puro elemento spirituale senza ostacoli e più libero, Maya li influenza meno dell'Uomo, a meno che non sia un Adepto che mantiene le due personalità - la spirituale e la fisica - completamente separate. Le Monadi incipienti non avendo ancora avuto il corpo terrestre, non possono avere il senso della personalità o Egoismo. Poiché ciò che si intende per "personalità" è una limitazione ed una relazione o, com'è definito da Coleridge, "l'individualità che esiste in se stessa ma basata sulla natura", il termine non può certo essere applicato a Entità non umane; ma generazioni di Veggenti hanno insistito sul fatto che nessuno di questi Esseri, elevati o bassi, hanno individualità o personalità come Entità separate , cioè non possiedono individualità nel senso dell'uomo che afferma "io sono me stesso e nessun altro"; in altre parole, non sono coscienti della separatività distinta che gli uomini e le cose hanno sulla terra . L'individualità è la caratteristica delle loro rispettive Gerarchie, non delle loro unità; e queste caratteristiche variano solo col livello del piano al quale esse appartengono; più la Gerarchia è vicina alla regione dell'Omogeneità e dell'Uno Divino più pura e meno accentuata è l'individualità in essa. Esse sono finite sotto ogni aspetto ad eccezione dei loro principi superiori - le Scintille immortali che riflettono la Divina Fiamma Universale, individualizzate e separate solo nella sfera dell'illusione da una differenziazione illusoria come il resto. Sono "Viventi" perché flussi proiettati sullo schermo Cosmico dell'illusione dalla Vita Assoluta; Esseri nei quali la vita non può estinguersi prima che il fuoco dell'ignoranza sia estinto in coloro che percepiscono queste "Vite". Proiettate nell'essere sotto l'influsso vivificante del Raggio increato, il riflesso del grande Sole Centrale che manda i suoi raggi sulle rive del Fiume della Vita, solo il loro Principio Interiore appartiene alle Acque dell'Immortalità, mentre il rivestimento differenziato è perituro come il corpo dell'uomo. Perciò Jung affermava giustamente che "Gli Angeli sono uomini di un genere superiore" e nient'altro.

Questi Angeli non "amministrano" né "proteggono", non sono "Messaggeri dell'Altissimo" e ancor meno "Messaggeri della Collera" di un Dio qualsiasi inventato dalla fantasia dell'uomo. Invocare la loro protezione è sciocco come credere di potersi assicurare la loro simpatia con qualche rito propiziatorio, perché anch'essi, come l'uomo, sono creature soggette all'immutabile Legge del Karma e del Cosmo. La ragione di ciò è evidente. Non avendo elementi di personalità nella propria essenza, essi non possiedono qualità personali attribuite dagli uomini al loro Dio antropomorfo nelle religioni exoteriche - un Dio geloso ed esclusivista, che prova gioia ed ira, che si compiace dei sacrifici ed è più dispotico nella sua vanità di qualsiasi uomo stolto e limitato. L'uomo, essendo composto dall'essenza di tutte queste Gerarchie celesti, può riuscire a diventare superiore, in un certo senso, a qualsiasi Gerarchia o Classe o combinazione di esse. "L'uomo non può né propiziarsi né comandare ai Deva", si dice. Ma, immobilizzando la sua personalità inferiore ed arrivando così alla piena conoscenza della non separatività del suo Se Superiore dal Se Uno Assoluto, l'uomo può diventare "Uno di Noi" anche durante la sua vita terrestre. Ècosì che, mangiando il frutto della conoscenza che scaccia l'ignoranza, egli diviene simile ad uno degli Elohim, o Dhyani; e raggiunto il loro piano, lo Spirito di Solidarietà e di Perfetta Armonia che regna in ogni Gerarchia, si estende anche a lui e lo protegge in tutto.

La principale difficoltà che impedisce agli scienziati di credere negli spiriti divini e della Natura è il loro Materialismo. L'ostacolo maggiore che impedisce allo Spiritista di credere a questo, pur conservando una fede cieca negli "Spiriti" dei Defunti, è la generale ignoranza - ad eccezione di alcuni Occultisti e Cabalisti - di tutto ciò che riguarda la vera essenza e natura della Materia. È sull'approvazione o il rifiuto della teoria dell'Unità di tutto in Natura, nella sua Essenza ultima, che si basa principalmente la credenza o lo scetticismo nell'esistenza di altri Esseri coscienti attorno a noi oltre agli Spiriti dei Morti. Lo studioso deve attenersi alla giusta comprensione dell'Evoluzione primordiale dello Spirito-Materia e della sua vera Essenza, se vuole chiarire nel suo pensiero la Cosmogonia Occulta ed avere l'unica guida sicura agli studi successivi.

In verità, come e già stato dimostrato, ogni cosiddetto "Spirito" è un uomo disincarnato o un uomo futuro. Come dal più alto Arcangelo (Dhyan Chohan) all'ultimo Costruttore cosciente (la Classe inferiore delle Entità Spirituali) tutti sono uomini, avendo vissuto eoni prima in altri Manvantara su questa o altre Sfere, così gli Elementali inferiori semi intelligenti e non intelligenti sono tutti uomini futuri. Per l'Occultista il fatto stesso che uno Spirito sia fornito di intelligenza è la prova che tale Essere è stato un uomo ed ha acquistato la conoscenza e l'intelligenza attraverso il ciclo umano. Esiste una sola indivisibile ed assoluta Onnicoscienza ed Intelligenza nell'Universo, che vibra in ogni atomo e punto infinitesimale di tutto il Cosmo illimitato e chiamato Spazio indipendentemente da qualsiasi cosa contenuta in esso. Però, la prima differenziazione del suo riflesso nel Mondo Manifestato è esclusivamente spirituale e gli Esseri generati in esso non sono dotati di una coscienza che abbia relazione con quella che noi concepiamo. Essi non possono avere coscienza o Intelligenza umana prima di averla acquisita personalmente ed individualmente. Può essere un mistero, ma è un fatto della Filosofia Esoterica molto evidente.

Tutto l'ordine della Natura manifesta un cammino progressivo verso una vita superiore. C'è un piano nell'azione delle forze apparentemente più cieche. Ne è la prova l'intero processo evolutivo con i suoi infiniti adattamenti. Le leggi immutabili che eliminano le specie deboli per far posto alle forti e che garantiscono la "sopravvivenza del più adatto", benché così crudeli nella loro azione immediata, operano tutte per la grande meta. Il fatto stesso che si verificano questi processi di adattamento, che il più adatto sopravvive nella lotta per l'esistenza, dimostra che quella che è chiamata "Natura incosciente" è in realtà un aggregato di forze manovrate da esseri semi-intelligenti (Elementali) guidati da Elevati Spiriti Planetari (Dhyan Chohan), il cui aggregato collettivo forma il Verbum Manifestato del Logos Immanifesto e costituisce allo stesso tempo la Mente dell'Universo e la sua Legge immutabile.

(…) Ma confrontiamo le parole di Ermete, il Tre Volte Grande:

"La creazione di vita ad opera del sole è continua come la sua luce; nulla l'arresta o la limita. Attorno a lui, come un'armata di satelliti, sono innumerevoli corti di Geni. Questi dimorano nelle vicinanze degli Immortali e da qui vegliano sulle cose umane. Essi eseguono il volere degli Dei [Karma] per mezzo di uragani, tempeste, incendi, e terremoti; come di carestie e guerre per punire l'empietà...
È il sole che conserva e nutre tutte le creature; e come il Mondo Ideale che circonda il mondo sensibile lo colma della perfezione e varietà universale delle forme, così anche il sole, abbracciando tutto con la sue luce, fa nascere e sviluppare le creature... Ai suoi ordini è il coro dei geni, o meglio i cori, perché ve ne sono molti diversi e il loro numero corrisponde a quello delle stelle. Ogni stella ha i suoi geni, di natura buona o cattiva, o meglio a causa della loro azione, perché l'azione è l'essenza dei geni... Tutti questi geni presiedono alle cose del mondo, essi scuotono e capovolgono la costituzione degli stati e degli individui; imprimono la loro somiglianza sulle nostre anime, sono presenti nei nostri nervi, nel midollo, nelle vene, nelle arterie e nella sostanza del cervello... Dal momento in cui ognuno di noi riceve la vita e l'esistenza è preso in custodia dai geni [Elementali] che presiedono alle nascite e che sono classificati al di sotto dei poteri astrali [Spiriti astrali superumani]. Essi cambiano continuamente, non sempre in modo uguale, ma girando in cerchio. Attraverso il corpo permeano due parti dell'anima affinché essa possa ricevere da ciascuna l'impronta della sua energia. Ma la parte razionale dell'anima non è soggetta ai geni; essa è destinata a ricevere il Dio che la illumina con un raggio solare. Coloro che sono cosi illuminati sono pochi e i geni si astengono da essi, poiché né i geni né gli dei hanno potere alla presenza di un solo raggio di Dio. Ma tutti gli altri uomini, anime e corpi, sono diretti dai geni, a cui si attaccano e le cui azioni influenzano... I geni hanno allora il controllo delle cose mondane e i corpi servono loro come strumento."

In qualsiasi modo si chiamino i Geni di Ermete ed i suoi "Dei", "Poteri delle Tenebre" ed "Angeli", come nella Chiesa Greca e Latina; o "Spiriti dei Defunti", come nello Spiritismo, o ancora Bhut e Deva, Shaitan o Jin, come sono tuttora chiamati in India e nei paesi Musulmani - essi sono un'unica cosa, Illusione. Tuttavia spero che questo non sia frainteso nel senso in cui la grande dottrina filosofica dei Vedanta è stata ultimamente deformata dalle scuole Occidentali.

Tutto ciò che è emana dall'Assoluto che, solo a causa dei suoi requisiti, è l'Unica e Sola Realtà - perciò ogni cosa estranea all'Assoluto, l'Elemento generatore e causativo, deve essere innegabilmente un'Illusione. Ma questo è solo dal punto di vista puramente metafisico. Un uomo che si considera mentalmente sano ed è considerato tale dai suoi vicini chiama le visioni di un fratello pazzo - allucinazioni che possono rendere la vittima felice o supremamente infelice secondo i casi - illusioni e fantasie. Ma dov'è quel pazzo per il quale le odiose ombre della sua mente squilibrata, le sue illusioni, non siano per il momento altrettanto vere e reali quanto le cose che il suo medico o custode può vedere? In quest'Universo tutto è relativo, tutto è un'Illusione. Ma su qualsiasi piano l'esperienza è una realtà per l'essere che la percepisce, la cui coscienza è su quel piano benché essa, considerata dal punto di vista puramente metafisico, non si possa concepire come realtà oggettiva. Non è contro i metafisici, ma contro i fisici ed i materialisti che l'insegnamento Esoterico deve combattere; e per questi la Forza Vitale, la Luce, il Suono, l'Elettricità e perfino la più oggettiva forza del Magnetismo, non hanno esistenza reale e si dice che esistono solo come "modi di movimento", sensazioni ed affezioni della materia".

Né gli Occultisti in generale né i Teosofi respingono, come alcuni credono erroneamente, le opinioni e le teorie degli scienziati moderni solo perché in opposizione alla Teosofia. La prima regola della nostra Società è di dare a Cesare quello che è di Cesare. Perciò i Teosofi sono i primi a riconoscere il valore intrinseco della scienza. Ma quando i suoi alti sacerdoti riducono la coscienza ad una secrezione della materia grigia del cervello e tutto il resto della Natura ad un modo di movimento, protestiamo contro questa dottrina non filosofica, contraddittoria e semplicemente assurda del punto di vista scientifico ed ancor più dall'aspetto Occulto della Conoscenza Esoterica. (…)

"L'uomo non è che un angelo caduto"

Brano di H.P. Blavatsky da un articolo del 1888

(…) La Teosofia, a causa della levata in armi di tutti gli spiritisti di Europa e di America alle prime parole pronunciate contro l’idea che ogni intelligenza che comunica sia necessariamente lo spirito di qualche antico mortale della nostra terra, non ha ancora detto la sua ultima parola a riguardo dello spiritismo e degli “Spiriti”. Ma un giorno potrebbe farlo. In attesa, un’umile servitrice della Teosofia, la Redattrice della rivista “Lucifer”, afferma di nuovo la sua credenza in esseri più grandi, più saggi, più nobili di ogni Dio Personale, che stanno molto al di là di tutti gli “Spiriti” del morti, dei Santi o degli Angeli e che nondimeno accondiscendono, in tutte le epoche, ad adombrare occasionalmente qualche raro sensitivo, che spesso non ha alcun rapporto con la Chiesa, con lo Spiritismo o anche con la Teosofia. E poiché essa crede in alti e santi esseri spirituali, ne consegue che crede anche all’esistenza dei loro opposti: gli “spiriti” inferiori, buoni, cattivi, o indifferenti. Ed è perciò che crede pure allo Spiritismo e ai suoi fenomeni, alcuni dei quali le ripugnano così profondamente .

Questo sia detto di sfuggita, a guisa di digressione, e al fine di mostrare che la Teosofia include lo Spiritismo - così come dovrebbe essere, non così com’è - fra le sue scienze, basate sulla conoscenza a sull’esperienza di innumerevoli ere. Non c’è una Religione degna di questo nome che non abbia avuto inizio in seguito a tali visite di Esseri provenienti dai piani superiori.

E' così che nacquero tutte le religioni preistoriche, come pure quelle storiche: il Mazdèismo e il Brahmanesimo, il Buddhismo e il Cristianesimo, il Giudaesimo, lo Gnosticismo e il Maomettanesimo; insomma, tutti i movimenti in “ismo” che ebbero più o meno successo. Tutti sono veri nella loro essenza profonda; tutti sono falsi in superficie. Il Rivelatore, l’Artista che impresse un frammento della verità nel cervello del Veggente, era, in ogni caso particolare, un vero Artista che divulgò verità autentiche; ma d’altra parte, in ogni caso, lo strumento si rivelò non essere altro che un uomo. Invitate Rubinstein ad eseguire una suonata di Beethoven su di un piano non accordato, di cui la metà dei tasti sono bloccati e le corde ammollate, e vedete se, nonostante il genio dell'artista, riconoscerete la suonata. La morale della favola è che un uomo, fosse pure il più grande dei medium o dei Veggenti naturali, è sempre un uomo; e che un uomo abbandonato ai suoi propri mezzi e supposizioni, non può che essere scordato in rapporto alla verità assoluta, anche se ne spigola alcune briciole. Questo perché l’uomo non è che un angelo caduto, un dio nell’interno, ma che possiede nella sua testa un cervello animale più soggetto alle influenze del freddo e dei fumi del vino quando, sulla terra, si trova in compagnia degli altri uomini, che non alla ricezione fedele delle rivelazioni divine. (…)

L'insegnamento degli angeli

di Alice Bailey, testo dal libro "Esteriorizzazione della Gerarchia" del 1919
e canalizzato da un Maestro Tibetano

Potrebbe essere interessante far notare che quando verrà Colui che gli Angeli e gli uomini attendono, e la cui opera consiste nell’inaugurare la Nuova Era, completando così ciò che iniziò in Palestina duemila anni fa, porterà con sé alcuni dei Grandi Angeli come pure alcuni Maestri. Gli Angeli sono sempre stati attivi nella storia biblica, ed entreranno di nuovo nella vita degli esseri umani con maggior potere di quanto ne ebbero negli ultimi tempi. E’ stato lanciato loro l’appello affinché si avvicinino di nuovo all’umanità e, con la loro vibrazione più elevata e la loro superiore conoscenza, uniscano le loro forze a quelle del Cristo e dei suoi discepoli per aiutare la razza. Per esempio, dovranno comunicare molte cose in relazione al colore e al suono, e all’effetto di queste due forze sui corpi eterici degli uomini, degli animali e dei fiori. Quando ciò che Essi insegneranno sarà appreso dalla razza, i mali fisici e le malattie saranno debellati. Il gruppo di Angeli o Deva violetti che operano sui quattro livelli eterici saranno particolarmente attivi... Questi quattro gruppi di Angeli sono un gruppo di servitori, consacrati al servizio del Cristo, e il loro lavoro consiste nell’entrare in contatto con gli uomini per istruirli:

1. Insegneranno all’umanità a vedere etericamente, e lo faranno elevando la vibrazione umana con l’interazione della loro.

2. Daranno istruzioni sull’effetto del colore nella guarigione delle malattie, e in particolare dell’efficacia della luce violetta nell’alleviare i mali umani e nel curare le malattie del piano fisico, che hanno origine nel corpo eterico.

3. Gli stessi pensatori materialisti dimostreranno che il mondo super conscio esiste, e che è possibile conoscere gli Angeli e gli uomini che non sono in incarnazione fisica e non posseggono un corpo fisico, e che si può entrare in contatto con loro.

4. Istruiranno gli esseri umani nella conoscenza della fisica superumana, in modo che il peso possa essere trasmutato, il moto diverrà più rapido, la velocità sarà accompagnata da assenza di rumore e di attrito, eliminando così la fatica. Nel dominio umano dei livelli eterici risiede il superamento della fatica e il potere di trascendere il tempo.

5. Insegneranno all’umanità il modo di nutrire correttamente il corpo e di trarre il nutrimento necessario dall’etere circostante. L’uomo concentrerà l’attenzione sul corpo eterico e il funzionamento e la salute del corpo fisico diverranno sempre più automatici.

Con l’accrescersi della sensibilità degli uomini, nei prossimi anni le facoltà telepatiche degli uomini e la loro capacità di rispondere all’ispirazione interiore si svilupperanno e si manifesteranno sempre di più. Con lo sviluppo della telepatia intuizionale e con la crescente comprensione del potere del colore e del suono si entrerà in contatto con il lavoro del Cristo e dei Grandi Esseri e lo si comprenderà... La data è imminente.

Tra 800 anni in California...

Charles Webster Leadbetter, nel suo libro "Nascita della Sesta Razza Madre", descrive nei dettagli la vita della nuova società umana, un grande nucleo che si incarnerà fra circa ottocento anni nell’attuale California... Nella fase iniziale, la nuova società sarà formata soltanto da una piccola quantità di individui, per poi espandersi secondo il nuovo modello.
Probabilmente fra questi individui ci saranno molti dell’attuale umanità, quelli che saranno riusciti a svilupparsi interiormente e che saranno riusciti ad accelerare il loro processo di evoluzione spirituale. Nel brano seguente viene descritto l’insegnamento che un angelo impartirà all’interno del tempio: sarà una diversa concezione della Chiesa, dove il sacerdote non sarà più un essere umano ma il Deva (o Angelo) stesso:
"I Deva non fanno soltanto delle rare apparizioni, ma prendono parte in modo definito all’organizzazione generale... Un Grande Deva tiene sotto il suo controllo tutto lo sviluppo religioso della comunità, come pure il dipartimento dell’educazione..."

Nella foto: Charles Webster Leadbetter con Annie Besant



di Charles Webster Leadbetter, "Nascita della Sesta Razza Madre"

Il Deva mi mostrò uno splendido edificio di forma circolare, simile ad una cattedrale, ma di uno stile architettonico attualmente sconosciuto e molto più aperto verso l’esterno di quanto possa essere qualsiasi cattedrale nei climi europei. Immaginatelo affollato di gente devota e attenta: il Deva nel centro, in piedi dinanzi ad essi è sul vertice di una specie di cono o piramide, in modo da essere visibile da qualsiasi parte del grande edificio. E’ notevole il fatto che ogni fedele che entra nel Tempio si sieda tranquillamente sul pavimento e quindi chiude gli occhi, facendo passare dinanzi alla sua visione mentale una successione di colori simili a quelli che passano talvolta dinanzi ai nostri occhi nell’oscurità, quando siamo sul punto di addormentarci. Ogni individuo ha un suo particolare ordine per questi colori, che sono evidentemente il segno di una sua espressione personale.

La natura di questa operazione sembra corrispondere a quella della preghiera preliminare che si recita nel XX secolo entrando in una chiesa, ed ha per scopo di calmare l’individuo, di raccogliere i suoi pensieri vaganti e di metterlo in sintonia con l’atmosfera circostante. Quando la funzione ha inizio, il Deva officiante si materializza sul vertice della piramide e per l’occasione assume una splendida forma umana indossando in questo Tempio un abito fluttuante di un colore cremisi vivo (il colore varia a seconda del tipo di insegnamento che si tiene nel Tempio). La prima azione del Deva è quella di produrre al di sopra della sua testa un irradiamento di colori brillanti, simili allo spettro solare, solo che l’ordine e la gradazione dei colori variano a seconda delle circostanze. E’ impossibile descrivere esattamente questa aureola di colori, poiché essi costituiscono molto più di un semplice spettro solare: creano un’immagine con forme geometriche che non siamo in grado di disegnare o rappresentare adeguatamente, avendo esse un numero di dimensioni maggiori di quelle normalmente percepite dai nostri sensi, come sono costituiti attualmente. Questa fascia o aureola indica lo scopo preciso che la funzione si prefigge di raggiungere e la direzione da seguire. Si tratta infatti di un pensiero espresso nel linguaggio dei colori dei Deva, comprensibile come tale a tutta l’assemblea. Esso è materialmente visibile sul piano fisico, come pure su quello astrale e mentale, poiché, per quanto la maggior parte dei componenti dell’assemblea possegga almeno la vista astrale, pure vi può essere ancora qualcuno che non abbia completamente sviluppato queste facoltà.

Ciascuno dei presenti cerca allora di imitare questa tonalità, formano nell’aria, mediante il potere della loro volontà, una fascia di colori più piccola, somigliante il più possibile all’originale emesso dal Deva. Alcuni vi riescono molto meglio di altri. Ciascuno di quei tentativi esprime non solo il soggetto indicato dal Deva, ma anche il carattere individuale dei presenti. Alcuni di essi sono capaci di farlo in maniera così ben definita che i colori diventano visibili sul piano fisico, mentre altri non riescono che sul piano astrale o mentale. Il Deva, quindi, stendendo le braccia, riversa sui presenti, mediante questa forma-colore, una meravigliosa corrente di influenza, una corrente che perviene ad essi attraverso la loro propria forma-colore e li eleva in proporzione della maggiore o minore somiglianza con quella del Deva. L’influenza che viene irradiata non è quella del Deva soltanto poiché, al di sopra e al di là di esso, al di fuori del tempio e del mondo materiale, vi è un circolo di Deva Superiori, alle cui forze egli serve da canale. L’effetto astrale di questa effusione è straordinario: un mare di luce di un colore cremisi pallido invade la vasta aura del Deva, si riversa quindi sull’assemblea e agisce su di essa stimolandone fortemente le emozioni.

Ciascuno dei presenti eleva la sua forma particolare in questo mare roseo, ma per quanto bella sia questa forma, essa è naturalmente di un ordine inferiore a quella del Deva, individualmente più grossolana e meno brillante della splendida massa da cui emerge. Si ha un bellissimo e curioso effetto di lingue di fuoco di un cremisi cupo che penetrano in questo mare roseo, simili a fiamme vulcaniche che s’innalzano di fronte ad un magnifico tramonto. Per poter comprendere almeno in parte come viene provocata quest’attività di vibrazione e simpatia, dobbiamo pensare che l’aura di un deva è immensamente più estesa di quella di un essere umano ed anche molto più flessibile. Il sentimento che in un uomo comune si esprime con un sorriso di benvenuto, in un Deva provoca una subitanea espansione di luminosità dell’aura, e si manifesta non solo con colori, ma anche con suoni musicali. Il saluto di un Deva ad un altro Deva è uno splendido accordo musicale, o piuttosto un arpeggio. Un Deva di medio sviluppo ha spesso un’aura il cui diametro misura molte centinaia di metri e, quando è di fronte a qualcosa che lo interessa o eccita il suo entusiasmo, questa aumenta enormemente. Il nostro Deva include quindi nella sua aura l’intera congregazione ed è in grado di agire su di essa in modo molto intimo, tanto dall’interno quanto dall’esterno.

Questa prima effusione sull’assemblea ha per effetto quello di innalzare ciascuno dei presenti al suo più alto livello, e di risvegliare in lui la più nobile capacità affettiva di cui è capace. Quando il Deva vede che tutti sono in perfetta armonia, attrae nuovamente a sé la corrente della propria forza e concentra e circoscrive la sua aura in una forma sferica più piccola, dalla sommità della quale s’innalza una grande colonna. Poi, anziché stendere le sue braccia sugli adunati, le innalza sopra al proprio capo e a questo segnale ciascuno dei presenti invia verso il Deva tutto il potere del proprio affetto e delle proprie aspirazioni, offrendo se stesso, per così dire, in un atto di amore e adorazione della Divinità. Il Deva attrae tutte queste correnti ardenti e le volge verso l’alto, in una sola immensa fiamma dai molti colori, che si espande innalzandosi, ed è raccolta dal circolo dei Grandi Deva in attesa. Questi la passano attraverso se stessi trasmutandola e la fanno convergere fino a raggiungere un grande Arcangelo. Questo possente Essere raccoglie correnti analoghe da ogni parte del suo mondo e intesse tutte queste molteplici correnti come in una immensa corda che lega la Terra ai piedi del suo Dio...

E il Divino risponde. Nella Sua stessa Luce vi è per un attimo uno splendore ancora maggiore e il riconoscimento immediato ritorna al Grande Arcangelo; attraverso Lui, si riversa sul circolo dei Deva Superiori, quindi sul Deva all’interno del tempio. Questi abbassa le braccia e le distende in atto di benedizione, riversando il torrente di Potere sull’assemblea. L’intera cattedrale è invasa da un flusso di colori di una bellezza inesprimibile: sembrano torrenti di fuoco liquido, ma dotati di una immensa delicatezza di sfumature. Essi avvolgono i presenti, e da tutta questa gloria ognuno attinge ed assorbe, secondo la sua capacità e necessità, ciò che il proprio grado di sviluppo gli permette di assimilare. I veicoli sottili di tutti i presenti sono vivificati e portati al loro massimo grado di attività da questo stupendo afflusso di potere divino ed ognuno realizza, istantaneamente, al massimo della propria disponibilità, ciò che significa realmente la vita di Dio e come questa debba esprimersi in tutti mediante l’amore per il prossimo.

Questa benedizione è qualcosa che si adatta a ciascuno individualmente, che lo rinforza nei suoi punti deboli, e nel medesimo tempo sviluppa in lui al massimo grado le migliori qualità, dandogli non solo una grandiosa esperienza trascendente, ma lasciandogliene pure il ricordo, che costituirà per lui nei giorni a venire una luce radiosa.

L’effetto benefico di questa funzione non si esercita soltanto su coloro che sono presenti; le sue radiazioni si estendono su una vasta superficie e purificano l’atmosfera astrale e mentale. Il suo effetto è chiaramente percepibile da chiunque sia leggermente sensitivo, anche ad una distanza di 10 km dal tempio. Viene liberata una poderosa emanazione di forme pensiero colore rosa che riempiono l’atmosfera ed impregnano il paese circostante di pensieri d’amore. Nel Tempio viene a formarsi un immenso vortice di energia quasi permanente, la cui influenza è subito avvertita da chi vi entra, che mantiene sulla zona circostante una irradiazione continua. Inoltre, ciascuno dei presenti, tornando a casa, si rivela a sua volta un centro di forza dello stesso ordine, e le emanazioni che s’irradiano da lui sono fortemente percepibili da tutti i suoi vicini che non hanno potuto assistere alla funzione.

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MessaggioInviato: Lun Nov 12, 2007 12:22 pm    Oggetto: Adv






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MessaggioInviato: Lun Nov 12, 2007 12:23 pm    Oggetto:  ANGELI E TALMUD
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Dalla Torah al Talmud

L'Ebraismo ritiene che vi sia stata una Rivelazione di Dio messa per iscritto nella Bibbia (dal greco ta biblia, "i libri"). La Bibbia ebraica è composta da 24 libri, ed è suddivisa in tre sezioni: la Torah (o Pentateuco, i primi cinque libri della Bibbia ebraica), i Nevi'im ("Profeti") e i Ketuvim ("Scritti"). Nella Bibbia sono narrate le vicende storiche del popolo ebraico, l'Alleanza instaurata tra il popolo e il suo Dio, e i princìpi che gli ebrei devono seguire per non rompere l'Alleanza.

Tutti i libri della Bibbia ebraica sono scritti in ebraico salvo alcune brevi sezioni in aramaico. I libri biblici furono scritti in diverse epoche: le tradizioni più antiche risalgono al 1000 a.e.v., mentre la maggior parte dei testi vennero redatti intorno al VI secolo a.e.v.. Nel mondo antico la Bibbia fu tradotta in greco e i suoi insegnamenti e i suoi princìpi si diffusero velocemente.

La Bibbia è un testo sacro anche per il Cristianesimo, che inizialmente era costituito da un gruppo di ebrei (Gesù e alcuni suoi discepoli), ed è la base dell' Islam, che si ritiene compimento sia dell'Ebraismo che del Cristianesimo.

Accanto alla Bibbia, il Talmud (che significa "insegnamento" o “studio”) è il grande libro sacro dell'Ebraismo: diversamente dalla Bibbia ebraica, il Talmud è infatti riconosciuto solo dall'Ebraismo, che lo considera come la "Torah orale", rivelata sul Sinai a Mosè e trasmessa a voce, di generazione in generazione, fino alla conquista romana. Il Talmud fu fissato per iscritto solo quando, con la distruzione del Secondo Tempio, gli ebrei temettero che le basi religiose di Israele sparissero.

Il Talmud consiste in una raccolta di discussioni avvenute tra i sapienti (hakhamim) e i maestri (rabbi) circa i significati e le applicazioni dei passi della Torah, e si articola in due livelli: la Mishnah ("ripetizione", “insegnamento orale”) raccoglie le discussioni dei maestri più antichi (giungendo fino al II secolo e.v.), mentre la Ghemarah ("completamento"), stilata tra il II e il V secolo, fornisce un commento analitico della Mishnah.

Il Talmud ci è giunto in due versioni diverse: il Talmud di Gerusalemme (redatto tra il IV e il VI secolo nella Terra d'Israele) e il Talmud di Babilonia (redatto tra il V e il VII secolo in Babilonia).

A seconda del contenuto, il Talmud si suddivide in due generi di testo: una parte legislativa, chiamata Halakhah (“cammino”), in cui sono registrate le norme che regolano la vita quotidiana di ogni ebreo praticante per realizzare i precetti della Torah (anche se non tutti gli ebrei, e non tutte le scuole, interpretano queste norme allo stesso modo), e una parte narrativa, chiamata Aggadah (“narrazione”), in cui gli insegnamenti rabbinici assumono la forma di leggende e di racconti.

In particolare, la Mishnah contiene sei Ordini diversi ed è un riassunto delle leggi definite dai Maestri secondo argomenti specifici

I. Zeraim o 'Sementi',

II. Moèd o 'Stagione',

III. Nashim o 'Donne',

IV. Nezikin o 'Danni',

V. Kodashim o 'Cose sante',

VI. Teharoth o 'Cose pure',
ciascuno dei quali comprende numerosi trattati (11+12+7+10+11+12). Tra i 63 complessivi trattati (senza contare quelli posteriori alla Mishnah o giudicati apocrifi) ci limitiamo a citare: Berachoth o 'Benedizioni', Orlah o 'Incirconcisione', Bikkurim o 'Primizie' (I.), Shabbat o 'Sabato', Pesachim o 'Pasqua', Sukkah o 'Tenda', Betzah o 'Uovo', Rosh Hashanah o 'Capo d'Anno', Megillah o 'Rotolo' (II.), Nazir o 'Nazireo', Kiddushin o 'Santificazione' (III.), Sanhedrin o 'Tribunali', Abodah Zarah o 'Idolatria', Pirqè Aboth o 'Capitoli dei Padri' (IV.), Middoth o 'Dimensioni' del Tempio (V.), Teharoth o 'Cose pure', Niddah o 'Impurità della mestruazione', Jadayim o 'Mani': della loro impurità e della loro purificazione (VI.).

L'Angelologia nel Talmud

di Abraham Cohen

L'Universo, come lo vede il Talmud, è abitato da due categorie di esseri: gli Elyonim (quelli di sopra), gli angeli, e i Tachtonim (quelli di sotto), il genere umano. Sebbene grande abbondanza di notizie sugli angeli si trovino nell'insegnamento rabbinico, l'angelologia non è creazione di esso. Una corte celeste, con Dio Re e un esercito di ministri attorno a Lui, si trova già descritta nella Bibbia e gli angeli si trovano frequentemente ricordati nelle sue narrazioni come servi dell'Altissimo.
Il motivo fondamentale dell'angelologia rabbinica non era certamente quello di trovare intermediari tra Dio e il mondo, come spesso si sostiene: di tali intermediari non v'era bisogno né luogo. Il vero scopo di essa era la glorificazione di Dio. Nella sua esperienza di ogni giorno, il popolo vedeva il sovrano del paese circondato dei più alti onori e tenuto nella massima reverenza. Quanto più sfarzosa era la corte del monarca e più numeroso il seguito, tanto maggiore era l'ammirazione che egli destava.
Benché la religione comandasse all'Ebreo di onorare il re - al cospetto di un re pagano deve pronunciare la benedizione: "Benedetto tu sia, o Signore nostro Dio, Re dell'Universo, che hai fatto partecipi della Tua gloria le Tue creature" ed è tenuto a portarsi sul suo passaggio per salutarlo - tuttavia egli considerava qualsiasi monarca terrestre come un essere di carne e sangue, un mortale come lui. Dio era il Re dei re, il Sovrano dell'Universo intero; nella sua immaginazione egli dipingeva "il regno terrestre simile al regno del cielo", soltanto su una scala infinitamente ridotta. Monarca di un sì vasto regno, Dio si provvedeva di un enorme esercito di ministri per eseguire i Suoi ordini.

Quando furono creati gli Angeli

Gli angeli, come esseri degni di stare presso il Trono della Gloria, devono essere creature più perfette dell'uomo. Ciò non pertanto, essi furono creati e non potrebbero mai raggiungere la perfezione di Dio. "Quando furono creati gli angeli? R. Jochanan diceva: Il secondo giorno, poiché è scritto 'Chi forma i travi delle Sue camere di sopra nelle acque... Chi fa i venti Suoi messaggeri, il fuoco fiammeggiante suoi ministri' (poiché Dio separò le acque il secondo giorno e poiché il Salmista associa le 'camere di sopra' con gli angeli, considerandole, senza dubbio, loro abitazione, anche gli angeli devono essere stati creati il secondo giorno). R. Channina diceva: Il quinto giorno, poiché è scritto 'alati volino sopra la terra' e 'con due ali esso (il seraph) vola'. Tutti ammettono che non furono creati il primo giorno, perché la gente non dicesse che Michael ha disteso il lato del firmamento a mezzogiorno e Gabriel il lato a settentrione".
Un'altra opinione circa la creazione degli angeli si può trovare nella conversazione tra l'imperatore Adriano e R. Jeoshua b. Chananyah. L'imperatore domandò: "Voi sostenete che una schiera di angeli non offre preghiere a Dio più di una volta, e che Egli ogni giorno crea una nuova schiera di angeli che cantano dinanzi a Lui e poi periscono?". "Sì". "E dove vanno?". "Là dove furono creati". "E da dove furono creati?". "Dal fiume di fuoco". "E com'è il fiume di fuoco?". "Come il Giordano, che non cessa il suo corso né giorno né notte". "Donde proviene?". "Dal sudore delle Chayyoth emesso mentre sostengono il trono del Santo che benedetto sia".
Questa teoria sull'origine degli angeli fu controversa, ed altre ne furono presentate. "Da ogni parola che esce dalla bocca del Santo che benedetto sia, viene creato un angelo, come è detto: 'Per la parola del Signore i cieli furono fatti, e per il soffio della Sua bocca tutto il loro esercito'". Secondo un'altra opinione, gli angeli sono costituiti dagli elementi stessi del cielo. "Un angelo è costituito metà d'acqua e metà di fuoco, e possiede cinque ali".

I rapporti con gli uomini

Da tutti si credeva che gli angeli fossero immortali e non propagassero la loro specie. Tuttavia, una volta, Dio può distruggerne un certo numero, quando si oppongono alla Sua volontà. Essi non hanno bisogno di un nutrimento fisico perché vengono nutriti dallo splendore della Shechinah. Non sono turbati dal Jetzer Hara, la cattiva tentazione, ciò che significa non essere essi turbati dalle passioni umane.
Gli esseri umani hanno una triplice parentela con gli angeli: "Hanno la conoscenza, come gli angeli del divino ministero; hanno stazione eretta come gli angeli del divino ministero; parlano la lingua sacra (cioè l'ebraico) come gli angeli del divino ministero". Per quanto riguarda il linguaggio, gli angeli, ad accezione di Gabriel che fu iniziato a tutti gli idiomi, si disse che ignorassero l'aramaico; perciò non si potrebbero presentare richieste a Dio per le proprie necessità in quella lingua, poiché è ufficio degli angeli di portare al Trono di Dio le preghiere pronunciate.

Gli incarichi degli Angeli e le preghiere

Agli angeli sono affidati incarichi speciali; uno di essi è incaricato di ciò che riguarda la preghiera. Si diceva: "Dopo che tutti i luoghi di culto hanno terminato il loro servizio, l'angelo addetto alla preghiera raccoglie le orazioni che sono state offerte in tutti i luoghi di culto, ne fa delle corone e le pone sulla testa del Santo che benedetto sia". Poiché vi è un'omelia sul verso: "O tu che ascolti la preghiera, a Te verrà ogni carne", l'intenzione non può essere di presentare l'angelo come intermediario fra l'adoratore e Dio. Ciò sarebbe in aperto contrasto col principio generale secondo il quale Dio è vicino a tutti coloro che Lo invocano con sincerità. In questo passo non dobbiamo vedere nient'altro che un gioco sulla parola adècha (a Te), le cui consonanti possono anche leggersi edyecha (Tuo ornamento); le preghiere cui si allude sono senza dubbio le espressioni in lode di Dio, che occupano un posto preminente nel servizio ebraico.
E' possibile, d'altra parte, che fosse nata in mezzo al popolo l'abitudine di invocare gli angeli: ne rimane ancora traccia nel formulario ebraico delle preghiere e nella preghiera che deve essere recitata prima di coricarsi si legge:
Nel nome del Signore, Dio d'Israel, sia Michael alla mia destra, Gabriel alla mia sinistra, dinanzi a me Uriel, dietro a me Rephael, e sopra la mia testa la divina presenza di Dio.
A tale abitudine i Dottori erano contrari, come appare chiaramente da queste parole che attribuiscono a Dio: "Se la sventura si abbatte su un uomo, non gridi a Michael, o a Gabriel; gridi a Me, e subito gli risponderò".

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MessaggioInviato: Lun Nov 12, 2007 12:26 pm    Oggetto:  ANGELI E TRADIZIONE ENOCHIANA
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Presentazione dei contenuti

Questa sezione è dedicata a uno dei temi letterari più seducenti di ogni epoca e luogo: l’ascesa di un essere umano nel mondo stellare; un’ascesa di cui Enoch, patriarca biblico, costituisce il primo esempio in ambito giudaico-cristiano. Figlio di Iared e padre di Matusalemme, Enoch è un’importante figura della tradizione ebraica: assieme a Elia è l’unico personaggio biblico di cui si dice che non è mai morto. In Genesi 5 si legge infatti: “L’intera vita di Enoch fu di 365 anni. Poi Enoch camminò con Dio e non fu più perché Dio l’aveva preso”.
Ancora nella Cabala ebraica, a Enoch è associata e sovrapposta la figura dell’Arcangelo Metatron. Poiché “Dio l’avevo preso” Enoch divenne un angelo straordinario (Metatron) e inaugurò il modello dell’ascesa al cielo di Giacobbe (che divenne Uriele) e di Elia (che divenne Sandalfon). Soprattutto nello Zohar di Moses di Leon, Metatron è inteso come il più grande degli angeli, un angelo diverso da tutti quelli che l’avevano preceduto nella tradizione giudaica. Non è proprio un servitore di Jahvè, e nemmeno un suo messaggero; è “il piccolo Jahvè”, la seconda potenza del cielo. Il suo status ontologico è insieme divino e angelico, e rimanda agli Elohim, gli esseri divini nel cui novero rientrava inizialmente Jahvè.
Ma soprattutto, la fama di Enoch non è dovuta alle esigue informazioni contenute nella Bibbia bensì a una serie di libri apocrifi, i cosiddetti Libri di Enoch, che offrono rivelazioni sulla struttura del cosmo, sull’origine del male, sul rapporto tra esseri umani ed entità angeliche o demoniache e sulla fine dei tempi. Oltre al canone biblico, la tradizione enochiana inizia dunque per noi da quei frammenti di brani in greco e latino e da altri scoperti nelle grotte di Qumran; passa attraverso la mistica ebraica, quella musulmana e l’occultismo, fino alle nuove religioni.
INDICE:
- Enoch e le fonti bibliche
- I Libri di Enoch
- La lingua angelica di Enoch
- Enoch e l’Arcangelo Metatron
- Enoch nei misticismi ebraico e islamico
- Enoch e la scuola Essena
- La Massoneria occultista
- La tradizione dei Mormoni
- Magia enochiana nella Golden Dawn

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MessaggioInviato: Lun Nov 12, 2007 12:26 pm    Oggetto:  ANGELI E TRADIZIONE SALOMONICA
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Presentazione dei contenuti

Nella Bibbia, il primo e il secondo Libro dei Re narrano la storia della monarchia ebraica dalla morte di Davide (circa 970 a.C.) fino all’esilio del popolo di Dio in Babilonia (587 a.C.). In particolare, la prima parte è dedicata al successore di Davide, re Salomone, e vi è narrato il racconto della costruzione del Tempio di Gerusalemme.
Ancora nella Bibbia sono presenti il Libro dei Proverbi (cresciuto intorno a due collezioni principali di massime salomoniche) e il Cantico dei Cantici, pure attribuito al re Salomone. Altri due Libri, Qoelet e Sapienza, indicano la firma del magnifico re, ma in realtà sono opere redatte successivamente.
Questo è quanto la Bibbia riporta su Salomone: da qui in poi si sviluppa una tradizione che si arricchisce via via nel tempo di interpretazioni ed elementi esoterici.
Di certo sappiamo che il regno di Salomone, risalente alla seconda metà del XII secolo a.C., corrisponde ad un periodo di grande splendore per lo stato d’Israele. Salomone era famoso per la sua proverbiale sapienza che superava anche quella degli Egizi e degli altri popoli di allora. Compose 3000 proverbi e 1500 cantici, era esperto di botanica, conosceva a fondo il regno animale e le applicazioni naturali per la cura delle malattie. Si narra che perfino la bellissima Bakis, la regina di Saba, a cui giunse voce della sua infinita sapienza, andò di persona a trovarlo per sottoporgli degli enigmi riguardanti argomenti di metafisica e di alta magia. La prima moglie di Salomone era una principessa egizia e pare che il re abbia imparato da lei molti dei segreti che conosceva.
Nel Medioevo si attribuiva a Salomone il Suleiman-ben-Daud degli arabi, ovvero l’arte notoria che consisteva nella capacità di conoscere tutto senza doverlo prima imparare. Molte sono le leggende che riguardano il biblico re: una di queste narra che egli avesse più di mille concubine e in particolare il Talmud (Trattato delle Berakhot) riporta che quattro di esse erano spettri notturni. I loro nomi erano Lilith, Naama, Aguereth, Mahaia e presiedevano ciascuna ad una stagione, in stretta connessione con la magia.
Le leggende vogliono che Salomone avesse commercio anche con molte altre Entità che simboleggiavano il Sole, la Luna e i pianeti; si tratta di allegorie che fanno probabilmente riferimento alle sue profonde conoscenze esoteriche. Anche il suo famoso Tempio, secondo i cabalisti, aveva un profondo valore simbolico: in particolare le due enormi colonne di bronzo, Jachin e Bohas, erano i due pilastri opposti dell’Albero della Vita. Questa simbologia si ritrova anche nella Massoneria e nei suoi rituali d’iniziazione. Per non parlare naturalmente dei Templari che, alloggiati all’interno di quel che rimaneva dell’antico Tempio, avrebbero eseguito degli scavi per riportare alla luce l’Arca dell’Alleanza.
Tornando a Salomone, famosa era la sua Arte Talismanica e Pentacolare, di cui un esempio fu l’Anello che egli donò alla regina di Saba e che era nel contempo un pentacolo e una chiave. L’eredità di Salomone sono le Clavicules o “piccole chiavi”, a lui attribuite, che formano il cuore della Tradizione esoterica Salomonica.
In particolare, in questa sezione affronteremo le vicende legate all’anello che sarebbe stato consegnato a Salomone dall’Arcangelo Michele e la tradizione medievale che attribuisce al re biblico una serie di testi magici contenenti indicazioni per incantesimi e per evocazioni di entità soprannaturali, tra le quali gli Angeli.
INDICE:
- Re Salomone nella Bibbia
- L’Anello del potere di re Salomone
- Il Tempio di re Salomone: dai Templari ai Massoni
- Clavicula Salomonis e Lemegeton

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MessaggioInviato: Lun Nov 12, 2007 12:27 pm    Oggetto:  ANGELI E ZOROASTRISMO
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I principi e i testi sacri

Lo Zoroastrismo è una religione fondata nell'antica Persia dal profeta Zoroastro, nome grecizzato di Zarathustra. Le dottrine predicate da Zoroastro sono conservate nelle sue Gatha, i salmi contenuti nel testo sacro noto come Avesta.
Le Gatha raffigurano il culto monoteistico di Ahura Mazdah ("Signore saggio") e il conflitto cosmico di Verità e Menzogna. Tutto ciò che è buono è emanazione di Ahura Mazdah: Spenta Mainyu (il "Sacro Spirito", forza creativa) e le entità che lo assistono. Tutto il male è causato dal "gemello" di Spenta Mainyu, Angra Mainyu (lo "Spirito malvagio"; in persiano, Ahriman) e dai suoi aiutanti.
Angra Mainyu è malvagio per scelta, in quanto alleato della Menzogna, mentre Spenta Mainyu ha scelto la Verità, come possono scegliere gli uomini: dopo la morte l'anima di ciascuno sarà giudicata al Ponte del Giudizio; il seguace della Verità lo attraverserà e sarà condotto in paradiso, mentre gli amici della Menzogna precipiteranno nell'inferno. Il male sarà infine eliminato dal mondo grazie a una sorta di prova del fuoco.
La complessità strutturale delle Gatha è stata spiegata partendo dal presupposto che Zoroastro abbia armonizzato due sistemi religiosi. Il primo, delineato nelle Gatha, è molto probabilmente opera dello stesso Zoroastro e descrive il culto di Ahura e delle sue emanazioni; il secondo, incentrato sul culto di un Signore custode della Verità, è attestato in una parte dell'Avesta, la Liturgia dei Sette Capitoli composta dopo la morte di Zoroastro, che presenta, attribuendole al maestro, dottrine alquanto diverse da quelle delle Gatha. Nei Sette Capitoli le emanazioni compaiono accompagnate da altre astrazioni sacrali; lo stesso Ahura Mazdah, con i suoi attributi divini e le mogli (Ahurani), è più assimilabile al dio Varuna del più antico testo religioso indiano, il Rig Veda, che alla divinità presentata da Zoroastro. Nei Sette Capitoli si venera anche haoma, una bevanda inebriante, identificabile con il soma degli induisti, che era stata oggetto degli attacchi di Zoroastro. Anche il culto degli spiriti degli antenati, della natura e di altre divinità, fra cui il Fuoco, corrisponde a quanto si trova nei testi vedici.
Le Gatha e i Sette Capitoli fanno parte di una più ampia liturgia, lo Yasna, le cui sezioni rimanenti costituiscono ulteriore testimonianza di uno zoroastrismo a cui si sovrappongono quegli elementi del politeismo dei popoli ari riscontrabili anche negli Yasht, gli inni rivolti alle singole divinità. L'ultima parte dell'Avesta, il Vendidad o Videvdat, fu composto nella Persia orientale, come rivelano la lingua e i toponimi, dopo la conquista greca della Persia nel IV secolo a.C.: è fondamentalmente una codificazione del rituale e della legge che rispecchia i costumi attribuiti dallo storico greco Erodoto ai magi, una casta sacerdotale nata fra i medi.

GERHARD SCHWEIZER, “I PERSIANI”
Una dottrina dimenticata
La storia della Persia iniziò a Battria e prima ancora che un governatore vi regnasse in nome dei re divini, visse a Battria un uomo che sarebbe diventato, più di qualsiasi altro, una figura determinante per la notorietà della cultura persiana in occidente. Costui fondò una religione e diede alla Persia una nuova spiritualità. Ma ancora di più: egli ha elaborato una visione del mondo che ha avuto ripercussioni decisive sulla nostra stessa cultura, plasmandola in aspetti non secondari. L'uomo era Zarathustra.
Quando gli arabi conquistarono la Persia e vi diffusero l'islamismo, la religione antico-iraniana scomparve quasi completamente dalla regione e Zarathustra rimase a lungo, per i posteri, un profeta la cui dottrina era stata superata e soppiantata da quella di fondatori di religioni più affermate - Gesù Cristo, Maometto, Budda.
Un uomo quindi irrevocabilmente travolto dalla storia. Pur tuttavia, molti principi teologici delle religioni moderne, la cui origine fu a lungo ricercata nei profeti ebraici, sono già delineati negli scritti di Zarathustra. Questo è già un motivo sufficiente per chiedersi se la religione ebraica e, in seguito, il cristianesimo e l'islamismo non siano stati profondamente influenzati dal suo insegnamento.

Zarathustra e la religione antico-iraniana
Sulla persona di Zarathustra (il cui nome significa “l’uomo dai vecchi cammelli”) sappiamo ancor oggi ben poco. Gli storici disputarono a lungo sulla sua data di nascita e sui luoghi in cui visse e agì. Non esistono indizi veramente affidabili anche perché i suoi insegnamenti vennero messi per iscritto secoli dopo la sua morte con l'eccezione delle Gàthà, le prediche in versi, o inni, che si ascrivono a Zarathustra stesso; anche quest'ultime però ritraggono la biografia del profeta a tratti vaghi. La leggenda si basa solo su scritti postumi. Oggi la maggior parte dei ricercatori è arrivata alla conclusione che Zarathustra dovrebbe essere nato attorno all'anno 630 prima dell'epoca cristiana nella città di Battria. Di conseguenza non era un persiano bensì un battriano, come allora si chiamavano gli abitanti della regione. Ma apparteneva come i persiani agli Arya, la grande stirpe indoeuropea che a partire dal terzo millennio prima di Cristo si era spinta ininterrottamente dall'Asia centrale verso sud. Il nome Arya (oggi arii o ariani, da cui Iran, “paese degli ariani") se lo erano scelto gli stessi bellicosi nomadi; significa "i nobili" e doveva rendere evidente il distacco che volevano frapporre tra loro e i popoli sottomessi.
Gli iraniani suddividevano i loro dei in due classi: le divinità superiori della luce che abitavano nel cosmo, gli ahura, e gli spiriti inferiori che dimoravano nella terra, nel vento, nell'acqua e nel fuoco, i daeya. Nessun uomo però si sentiva in grado di comprendere razionalmente l'autorità di tali dei, talvolta li si percepiva senza un motivo ben identificabile come amici e soccorritori, altre volte crudeli e distruttori. Mancava ancora un profeta che, col suo messaggio, delineasse in quell'insondabile complesso di divinità un ordine profondo e illuminante. Gli iraniani potevano solo sperare di rendere clementi quegli dei misteriosi e inquietanti tramite canti di lode e doni sacrificali. I sacerdoti e il popolo bevevano, in determinate occasioni, una bevanda inebriante che portava il nome del loro dio dell'estasi, Haoma, e con danze ritmiche interminabili cadevano in trance per percepire, sia pur per brevi momenti, l'incantevole ebbrezza dell'immortalità, come i loro dei. Zarathustra si accorse ben presto dell'inadeguatezza di tali rituali, dato che all'età di vent'anni abbandonò la sua patria e partì in solitudine. Lui, che si nominava uno zaotar, poeta sacro e predicatore, voltò le spalle al mestiere di sacerdote che aveva intrapreso seguendo le orme del padre. Dieci anni, forse anche vent'anni, dovettero durare le peregrinazioni del religioso viandante.
Nell'Avesta (la bibbia di Zarathustra) troviamo scritto soltanto che alla fine, sul fiume Daitya, gli apparve un angelo e si sarebbe verificato uno dei più fecondi avvenimenti per la storia delle religioni.

L’apparizione dell’Angelo
Zarathustra ebbe la visione della lotta cosmica tra le forze del bene e del male, tra Dio e Satana; poi della resurrezione dei morti nel giorno del giudizio universale e della continuazione dell'esistenza dopo la morte, nel paradiso o nell'inferno - tutto ciò molto prima che i profeti di altre religioni annunciassero gli stessi principi. Se le supposizioni degli storici sono esatte questo è avvenuto negli anni che vanno dal 610 al 590 prima dell'epoca cristiana. Quindi seicento anni prima di Cristo e mille e duecento anni prima di Maometto, ma seicento anni dopo Mosé.
Sul fiume Daitya apparve - cosi raccontano le Gàthà - al religioso viandante, dopo lunghe meditazioni, l'angelo Vohu Manu "animo buono" avvolto in uno splendido mantello di luce che lo condusse al trono del dio Ahura Mazdah "signore saggio".
Zarathustra salutò il dio con un inno che culminava con le parole: "... io bramo, con queste mie parole, conoscere te, di tutti il più saggio, il creatore di ogni cosa per tramite dello Spirito santo".
Passarono diversi anni prima che Zarathustra, dopo quella visione, uscisse dalla solitudine iniziando quindi a predicare nella capitale della sua patria. La gente lo ascoltava senza troppo interesse, i sacerdoti e i nobili lo respingevano duramente. Pochi furono i seguaci che si strinsero attorno a lui e lo accompagnarono nei suoi viaggi di predicazione sulle piazze dei mercati nelle città, nei paesi e negli accampamenti di tende. Dopo anni di delusioni e di persecuzioni lasciò Battria e coi pochi suoi discepoli andò nel regno di Corasmia. Il re Vistaspa lo accolse benevolmente, tenne lunghe conversazioni con lui e si convertì alla nuova fede: fu un successo decisivo. I nobili a corte seguirono ben presto l'esempio del re, così fecero pure i sacerdoti. Zarathustra poté iniziare la sua opera. Sotto la protezione del re fece costruire davanti alle porte della città il suo famoso tempio del fuoco al cui altare, all'aperto, i sacerdoti intonavano canti e catechizzavano il popolo. Non c'era più bisogno di sacrificare vittime animali per rendere benevoli gli dei. Chi agiva secondo i precetti del "saggio signore", Ahura Mazdah, cioè rettitudine, laboriosità e onestà, poteva sperare nella grazia divina per l'avvenire. Keshmar divenne la residenza di Zarathustra e in quella città affluirono i curiosi per ascoltare le sue prediche, da lì partirono i suoi allievi come missionari nelle province lontane e in altri regni. Ciò nonostante non mancarono le difficoltà e gli ostacoli. La casta dei nobili sacerdoti, da lungo tempo insediati nella città, rimase testardamente fedele alla religione preesistente e si coalizzò con i principi degli stati vicini contro il riformatore. La guerra che seguì fu fatale al fondatore della religione e al suo protettore, il re Vistaspa. Zarathustra rispose ai suoi avversari non meno bellicosamente, come indica un passo delle sue prediche in versi a noi pervenute: "Nessuno di voi presti ascolto alle parole e alle istruzioni del servo della menzogna perché costui getta la casa e il paese, la provincia e lo stato in miseria e rovina. Quindi opponetevi a lui con le armi!".
Si arrivò così alla prima guerra di religione sul territorio persiano. Per Zarathustra terminò in una catastrofe. Le truppe nemiche, quando penetrarono nella capitale, bastonarono a morte il vecchio di settantasette anni prima di doversi ritirare in fuga. Zarathustra morì da martire - come tanti padri fondatori di religioni. Avvenne attorno all'anno 553 a.C.

Le idee originarie
Secondo la leggenda, la dottrina di Zarathustra fu scritta, ancora ai tempi del maestro, con inchiostro d'oro su dodicimila pelli di bue e venne poi conservata nella biblioteca reale di Persepoli. Di quell'originale non ci è pervenuto alcunché‚ dev'essere verosimilmente finito alle fiamme nell'anno 330 prima dell'epoca cristiana quando i soldati di Alessandro il Grande, conquistata la città, vi appiccarono fuoco. Ciò che è rimasto sono copie redatte seicento anni dopo da sacerdoti sulla base di altri esemplari dell'Avesta; anche di quelle ci sono pervenute soltanto parti frammentarie perché gli arabi, durante la loro avanzata conquistatrice, operarono ripetute distruzioni. I brani a noi pervenuti forniscono in ogni caso sufficienti chiarificazioni sulla sua dottrina. A questo punto sorge il dubbio: si tratta sempre di idee originarie di Zarathustra? Probabilmente ben poco dev'essere cambiato dalla prima stesura di mille anni precedente, ma per gli studiosi di religioni il corpo di informazioni redatte dai sacerdoti posteriori a Zarathustra non è fino in fondo attendibile. Zarathustra ha - come molti padri di religioni - lasciato ben poco di scritto. Di tutto ciò che ci è pervenuto solo le Gàthà (Gli inni) nei libri Yasna (Riti del sacrificio) potrebbero essere ascritti direttamente a lui; esse furono infatti redatte in un dialetto simile al sanscrito come era allora in uso a Battria. Si tratta però di pochi punti di riferimento precisi che, nonostante ciò, permettono di ricostruire con una certa approssimazione i caratteri grandiosi e unici della sua dottrina.

Gli “spiriti immortali”: gli angeli
Zarathustra confutò la fede dei suoi padri che riconosceva un gran numero di ahura, le divinità della luce, e di daeva, i demoni. Egli sostenne che una sola di quelle divinità ahura era l'unico dio: Ahura Mazdah, "saggio signore". Ahura Mazdah non appare più agli uomini, come gli altri ahura, in maniera visibile, non sposa altre dee e non genera figli, non è nemmeno più una divinità volubile che incomprensibilmente dispensa a volte il bene, altre volte il male. Il suo Ahura Mazdah non ha un'immagine corporea, è onnipresente, astratto e eterno; ben lontano dalle passioni umane incarna un principio facilmente identificabile: il bene. A questo unico dio si oppone però un antagonista col nome di Angra Mainyu, lo "spirito del male". Il grande oppositore, un daeva in origine, non lascia niente di intentato per distogliere gli uomini dalla fede nel bene.
Ci sono poi figure ausiliarie quali forze del bene e del male: sono spiriti e demoni derivati nelle loro qualità dalle divinità precedenti. Dalla parte di Ahura Mazdah sta innanzitutto Spenta Mainyu, "spirito santo" che compare talvolta quale incarnazione dell'unico dio, altre volte come entità a se stante in qualità di annunciatore della volontà divina. I dei-servitori di questo "spirito santo" sono divinità della luce, amesha spentas, "spiriti immortali", gli angeli; essi ricevono di regola l'incarico di annunciare agli uomini i messaggi divini. Vohu Manu, "animo buono", era uno di quegli angeli apparso a Zarathustra per accompagnarlo al trono di dio.

La creazione
Dalla parte dello "spirito del male", Angra Mainyu, stanno i daeva, i demoni. A quel gruppo appartengono la maggior parte delle divinità venerate dai contemporanei di Zarathustra e sono spiriti cupi al servizio del male. Dio è eterno ma la lotta tra il bene e il male, tra la luce e le tenebre, è limitata nel tempo, così insegnò Zarathustra. La lotta iniziò dopo che Dio aveva creato un mondo senza peccato, abitato da un uomo e da un animale ideali. Allora nel regno della luce di Ahura Mazdah comparve il suo antagonista Angra Mainyu che negò la creazione divina e volle corromperla secondo le sue attitudini. Passarono tremila anni finché lo spirito del male riuscì a penetrare nel mondo senza peccato e a eliminare l'uomo e l'animale ideali. Da quel momento si moltiplicarono sulla terra i demoni inferiori generati da Angra Mainyu. Lo spirito del male non riuscì però a scacciare dal mondo l'influenza del bene perché sia l'uomo che l'animale ideali avevano lasciato il loro seme sulla terra. Da quel seme nacquero, magicamente, la prima coppia umana e le prime specie animali. In quelle nuove forme viventi erano però frammischiati sia il bene che il male, l'epoca d'oro del paradiso senza antagonismi e senza peccato era finita. Fu così che iniziò la storia universale costellata da conflitti e intrighi drammatici: da quel momento l'uomo fu, ed è ancora, chiamato a scegliere tra il bene e il male.
La nuova epoca durava da trentamila anni. Poi Dio decise di aiutare gli uomini inviando tra loro un profeta: Zarathustra. Il profeta però viene riconosciuto tale solo da una minoranza degli uomini e più tempo passerà dalla sua morte, più gli uomini si allontaneranno dalla morale e dalla virtù. Come punizione Dio condannerà il mondo a una catastrofe di inondazioni, di incendi e di guerre disastrose, quindi i suoi angeli suoneranno le trombe del giudizio universale. Così gli uomini tutti si alzeranno dalle loro tombe e dovranno rispondere al cospetto del divino Signore della loro vita, se hanno accettato o rifiutato il messaggio spirituale del profeta. Mentre per i fedeli inizia a quel punto una vita eterna nel regno di Dio, gli altri saranno condannati all'eterno tormento nell'inferno. Alcuni caratteri di questo insegnamento religioso erano nuovi, mai formulati e predicati fino ad allora da nessun altro uomo. Spesso si tratta di concetti che i cristiani, gli ebrei e i musulmani, pur con tutte le differenze nei dettagli, riconoscono a loro familiari, ovvi addirittura. Tutto ciò fu annunciato seicento anni prima della nascita di Cristo. In ogni caso però la dottrina di Zarathustra nacque mezzo millennio dopo Mosé e più di un secolo dopo la venuta dei grandi profeti ebraici Isaia, Geremia e Elia.

La fede in un unico Dio e gli indiani arii
Zarathustra ha fondato una religione monoteistica ma non fu il primo ad annunciare il credo in un unico dio. Gli ebrei, i cristiani e i musulmani ascrivono tale primogenitura al patriarca ebreo Abramo che attorno al 2100 a.C. emigrò dalla Mesopotamia a Cana. Abramo visse mille e cinquecento anni prima di Zarathustra, anche Mosé e Isaia sono precedenti al padre della religione dell'Iran orientale. Dunque Zarathustra è stato influenzato da quei profeti ebrei?
Battria era una città di commerci posta su una battuta via carovaniera sulla quale i mercanti del Mediterraneo si recavano fino in India e in Cina. Una città cosmopolita dunque, dove confluivano anche le idee dell'Oriente e dell'Occidente. Ciò nonostante è ben poco verosimile che il pensiero ebraico sia arrivato fino a Battria dato che gli ebrei non mostravano propensione a viaggiare cosi lontano e meno ancora a predicare ad altri popoli la loro religione. Zarathustra dovette ricevere stimoli da un'altra direzione. Ma quale? Nessun popolo del suo tempo, eccetto gli ebrei, credeva in un unico dio valido per tutti gli uomini. Un popolo però aveva mosso i primi passi in quella direzione: gli indiani arii.
Gli indiani avevano iniziato già un secolo prima di Zarathustra a sviluppare nella parte filosofica del loro Veda, la cosiddetta Upanisad (dottrina segreta), una nuova forma di religione. Non pochi tra i loro significativi pensatori presumevano che, dietro la complicata molteplicità degli dei, ci fosse una magica forza primigenia, un'anima universale creatrice del tutto che veniva chiamata brahman. Si trattava di un principio astratto quasi incomprensibile per le masse dei fedeli. I semplici contadini e artigiani continuavano a credere solo a Siva, Visnu e a mille altre divinità: per i colti sacerdoti quegli dei rappresentavano soltanto forme apparenti dell'inesauribile brahman.
Presso gli indiani si stava delineando, sia pur con contorni vaghi, l'idea del dio unico. Zarathustra conosceva forse quei testi? E’ probabile. Addirittura molto verosimile dato che l'orientalista americano Richard Frye richiama l'attenzione sul fatto che le sue preghiere in versi, le Gatha, sono riconducibili per metro e ritmo al Veda dei brahman indiani. Lo stesso titolo dell'opera omnia Avesta (Sapere) corrisponde a quello della raccolta indiana di scritti religiosi Veda (Sapere). Inutile sottolineare che non dovrebbe esser stato difficile decifrare la "lingua sacra" degli indiani arii, il sanscrito, che era parecchio somigliante al dialetto di Battria. A quel tempo dovevano poi verificarsi frequenti contatti tra i sacerdoti arii dell'Iran orientale e dell'India settentrionale.
Zarathustra avrebbe quindi sviluppato ulteriormente, e in maniera radicale, ciò che gli eruditi indù avevano fatto germogliare; egli ha - indipendentemente dai profeti ebraici e con lo sguardo diretto all'India - impresso un nuovo corso all'idea di un principio primordiale, di un’anima universale. Vicino a Battria, molto lontano dalla Palestina, la culla dei profeti ebrei, ha preso corpo ancora una volta, e in un geniale atto creativo, la fede in un unico Dio. Zarathustra però non diventerà per questo un genio nella storia delle religioni. Elaborò soltanto ciò che gli ebrei avevano già formulato in maniera analoga. Dove sta dunque l'aspetto unico e originale che, prima di lui, nessun profeta annunziò?

L’esistenza del diavolo e il giudizio universale
Oggi una gran parte degli studiosi di storia delle religioni, impegnati nell'analisi delle fonti storiche, sono d'accordo nel loro giudizio su un punto: che Zarathustra fu il primo profeta ad annunciare l'esistenza di Satana. Zarathustra per primo ha considerato il mondo terreno come il luogo dello scontro tra il bene e il male e nessuno prima di lui ha chiamato gli uomini a fare una libera scelta tra queste due forze assolute. Zarathustra ha - come si espresse il suo lontano ammiratore e critico Friedrich Nietzsche in “Ecce homo” - "intuito per primo quella che è la ruota decisiva nell'ingranaggio delle cose, la traduzione della morale nella metafisica".
E’ certo che questo modello ha dei precedenti - gli indiani arii e gli iraniani operavano da tempo una distinzione tra dei del bene e del male, suddividendo così l'universo in due mondi contrapposti - ma fu peculiare di Zarathustra l'aver fissato linee precise in quell'ordine ancora vago. Lui per primo predicò la resurrezione dei morti nel giorno del giudizio universale in cui l'uomo, al cospetto di Dio, deve rispondere delle sue buone e cattive azioni.
Prima di Zarathustra nessuno ha annunciato l'esistenza di un aldilà, del paradiso per i buoni e dell'inferno per i cattivi. Ciò che molti di noi credevano appartenesse alla tradizione ebraica non venne ideato per tramite di apparizioni nei deserti della Giudea o sul fiume Giordano, bensì nelle montagne e nelle steppe dell'Afghanistan e sulle rive dell'Amu Darja.
Gli ebrei ai tempi di Zarathustra conoscevano già i dieci comandamenti di Mosé e credevano che i peccatori suscitassero l'ira di Dio. La pena però li minacciava nell'aldiquà, per mano di un giudice, e spesso avveniva, come raccontano in maniera leggendaria le parti più antiche del Vecchio Testamento, che Dio intervenisse direttamente e funestasse i peccatori con la guerra e le epidemie. Una giustizia compensatrice nell'aldilà era sconosciuta anche agli stessi profeti Isaia e Ezechiele, che furono quasi contemporanei di Zarathustra. E’ pur vero che nelle loro scritture si trova formulata la promessa che i morti sarebbero rinati, ma quella profezia per immagini e metafore annunciava più che altro la resurrezione dello stato di Israele dopo un periodo di decadenza: il loro pensiero era quindi legato all'aldiquà, era di tipo politico. Nell’immaginario degli ebrei esisteva soltanto un regno delle ombre dove tutti i morti sarebbero giunti, senza distinzioni tra ricompensa e pena, tra paradiso e inferno. Un tale regno delle ombre era in tutto simile all'ade dei greci. Gli ebrei non conoscevano ancora il diavolo quale potente antagonista di Dio. Nelle scritture bibliche di quel tempo Satana compariva soltanto quale esecutore di Jahvè e spirito della punizione, cioè doveva sempre adempiere al volere del suo supremo signore. Il diavolo non era ancora il demone ostinato che cercava di trionfare su Dio con l'aiuto degli uomini. Inoltre gli ebrei consideravano la storia dell'umanità come un unico susseguirsi di avvenimenti. Non si parlava ancora per loro della prima coppia umana, Adamo (in ebraico: essere umano) e Eva (in ebraico: terra), della svolta drammatica causata dall'apparizione del diavolo, del peccato originale e del divenire storico sulla terra che aveva come meta conclusiva il giudizio universale alla fine dei giorni.

Gli ebrei incontrano Zarathustra
Gli ebrei consideravano la storia dell'umanità come un eterno ripetersi di avvenimenti simili, senza uno scopo intrinseco al divenire. Immagini e concetti religiosi degli ebrei di quel tempo non si discostavano molto da quelli degli altri popoli progrediti, dagli indiani ai cinesi ai babilonesi e egiziani fino ai greci e romani. Tre secoli dopo la morte di Zarathustra, gli ebrei pensavano diversamente. Nelle loro scritture bibliche si ritrovavano ormai quelle idee religiose che noi oggi consideriamo essere in tutto e per tutto ebree e, in senso traslato, cristiane, appartenenti alla cultura europea tutta. La diffusione delle idee religiose di Zarathustra venne assicurata dal sorgere di una potenza politica che riuscì a difendere efficacemente la nuova religione contro i suoi oppositori. Solo allora si realizzò per Zarathustra la possibilità di diventare famoso oltre i confini iraniani e di influenzare così in maniera decisiva altre religioni.
In nessun caso i persiani costrinsero un popolo sottomesso a convertirsi alla religione di Zarathustra; al contrario, essi lasciarono a ciascuno la propria fede. Tutti i sudditi però avevano la possibilità di interessarsi attivamente alla nuova religione. Ciò dovette avere conseguenze imprevedibili e decisive per quel tempo. L'incontro con Zarathustra portò a una svolta religiosa di grande importanza presso uno dei popoli sottomessi: gli ebrei. Gli effetti furono di importanza storica mondiale. Gli ebrei di quel tempo passarono attraverso la più grande crisi della loro storia. Nell'anno 587 a.C. Nabucodonosor re di Babilonia aveva fatto distruggere la capitale ebraica Gerusalemme fino alle mura di cinta e deportato soprattutto uomini di lettere, sacerdoti, funzionari dell'amministrazione, commercianti e soldati nelle regione del Tigri ed Eufrate. Lo stato ebraico non esisteva più, l'intera élite intellettuale, e con lei una parte del popolo, viveva sotto il dominio di governanti stranieri, molto lontano dalla patria nativa. Quell'epoca - che è entrata nella storia col nome di prigionia babilonese - ebbe fine per mano di Ciro, il Grande Re dei persiani; egli fece tornare gli ebrei nella terra dei loro padri dopo aver conquistato il regno babilonese. Ma idee e indirizzi spirituali di coloro che tornarono a casa erano diversi da quelli dei loro diretti antenati: nella loro permanenza in terra straniera erano stati influenzati dall'incontro e scontro con una cultura assolutamente nuova e, per certi versi, affascinante. Messi alla prova da quell'esperienza, profondamente disorientati, i sacerdoti ebrei cominciarono a riflettere intensamente sulle grandi questioni religiose, sul senso dell'esistenza; anche il popolo si mostrava ricettivo a nuovi messaggi profetici. Durante quel periodo storico vennero formulate parti fondamentali del Vecchio Testamento ispirate al patrimonio culturale straniero. Innanzitutto a Babilonia: da lì gli ebrei presero il mito della creazione della prima coppia di uomini dal fango e la leggenda del diluvio. Ma impararono molto anche dai persiani.
Come possiamo però dimostrare che gli ebrei furono influenzati proprio dalla dottrina di Zarathustra?

Il Libro di Daniele
A questo riguardo siamo in possesso di un documento illuminante. Si trova nel Vecchio Testamento: il libro di Daniele. Non ne conosciamo gli autori, probabilmente il libro è stato scritto uno o diversi secoli dopo la morte del profeta ebraico. Deve poi trattarsi di una commistione di elementi leggendari e di avvenimenti realmente accaduti; ciononostante possiamo tirare alcune importanti conclusioni dal testo. Se proviamo a seguire la biografia di Daniele - per come la si può ricostruire con l'ausilio della tradizione biblica - ne rimaniamo sorpresi. Daniele visse alla corte del re babilonese Nabucodonosor; era stato destinato a una posizione di rango dagli alti funzionari che avevano avuto il compito di scegliere tra gli ebrei prigionieri i più belli, i più intelligenti e i più capaci per il servizio di corte. Daniele fece carriera a corte grazie alla sua capacità di interpretare in maniera convincente i sogni di Nabucodonosor, e ciò non era poco in un paese in cui dai sogni si leggeva il futuro. Egli diventò addirittura alto funzionario. Quando Ciro conquistò Babilonia, l'esperto di riguardo andò a corte a Susa e diventò per decenni un importante consigliere del Grande Re Dario. Fin qui la sua biografia.
Di importanza decisiva sono le parole che gli autori biblici a lui posteriori attribuiscono a Daniele. Nel dodicesimo capitolo del libro che porta il suo nome leggiamo:
"E molti, sicché giacciono dormienti sotto la terra, si sveglieranno, certuni per la vita eterna, altri per l'umiliazione e la vergogna eterne... Tu però Daniele (è Dio che parla) vai pure finché arriverà la fine; e sii tranquillo, che tu risorgerai nella tua terra alla fine dei giorni".
Frasi simili non si erano mai trovate negli scritti del Vecchio Testamento. Sono pensieri attribuiti a un ebreo al servizio dei persiani e che a Susa ebbe senz'altro contatti quotidiani con seguaci di Zarathustra. Per la prima volta un ebreo annuncia la resurrezione dei morti nel giorno del giudizio universale. Nello stesso libro si legge, per la prima volta, che il divenire storico ha una meta precisa nella fine del tempo: la necessaria scomparsa del nostro mondo imperfetto e l'inizio raggiante di un eterno regno di Dio. Il libro di Daniele dimostra l'influenza della religione di Zarathustra sul pensiero ebraico.

Fino a Gesù e Maometto
Non deve trattarsi certo dell'unico caso. Nel corso del III e II secolo a.C. gli ebrei si appropriarono anche della dottrina degli angeli e dei demoni, di Dio e Satana quali antagonisti universali in questo mondo terreno. Gli ebrei non credettero più che sia il bene quanto il male provenivano in uguale misura da Dio e che in quanto tali dovevano essere accettati. Da quel momento tutto il male era da ascriversi a forze demoniache che operavano da un ben definito regno delle tenebre e contro le quali bisognava opporre un'energica resistenza.
Nel II secolo a.C. la religione ebraica si configurava così come Gesù la conobbe. Il Redentore accolse poi diversi aspetti fondamentali di quelle nuove idee. E non solo lui. Seicento anni dopo, Maometto diede vita all'islamismo prendendo le mosse dal patrimonio ebraico e cristiano: anche quest'ultimo predicò che gli uomini erano posti in questo mondo per scegliere tra Dio e Satana; anche lui insegnò la resurrezione dei morti nel giorno del giudizio universale, anche lui annunciò il paradiso quale ricompensa per gli uomini retti e l'inferno come punizione per i peccatori. E' un vero paradosso: i seguaci di Zarathustra sono oggi una minoranza in via di sparizione di nemmeno duecentomila fedeli ma il pensiero del padre fondatore ha collaborato a forgiare tre grandi religioni, i cui seguaci rappresentano più della metà della popolazione mondiale.

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MessaggioInviato: Lun Nov 12, 2007 12:30 pm    Oggetto:  CONOSCI IL TUO ANGELO
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Il Nome del vostro Angelo Custode secondo la Cabala ebraica

La tabella, elaborata dai testi dell’angelologo Haziel, è suddivisa in 12 parti per facilitare la ricerca in base alla vostra data di nascita. Ogni Angelo Custode (secondo la tradizione cabalistica ebraica) ha la propria dimora in cinque gradi dello zodiaco, a partire dal grado zero del Segno dell’Ariete: da questi cinque gradi/giorno l’Angelo Custode esercita la propria influenza sulla vita quotidiana delle persone nate durante i cinque giorni della sua Reggenza. Noi possiamo invocarlo affinché il nostro organismo funzioni normalmente e la nostra vita quotidiana risulti nel suo complesso soddisfacente.

Ad ogni tabella corrisponde anche un segno zodiacale. Oltreall’azionedirettiva e di governo dei Cori degli Angeli, gli Arcangeli esercitano un’influenza diretta sull’ambiente delle persone, sul loro entourage e sugli avvenimenti spiccioli della vita quotidiana: essi esplicano i loro influssi positivi sulle persone nate in un determinato segno e in una determinata decade. Inoltre, le qualifiche che contraddistinguono gli Angeli dei vari Cori - Serafini, Cherubini, Troni, etc. - hanno carattere onorifico, esattamente come noi portiamo il nome di un santo, poniamo Francesco o Giorgio: sono quindi Angeli anche gli appartenenti al Coro degli Angeli Arcangeli. Ogni coro è retto da un Arcangelo propriamente detto: la differenza che separa un Angelo da un Arcangelo non differisce da quella che contraddistingue un essere umano da un Angelo (più precisamente, possiamo posizionare il nostro corpo fisico nel mondo Materiale, il corpo di un Angelo nel mondo Emotivo-Astrale, il corpo di un Arcangelo nel mondo Mentale).

NOTA:

I cinque giorni consecutivi di reggenza dei 72 Angeli coprono un arco di 360 giorni a fronte dei 365. Haziel, e con lui una moderna interpretazione angelologica, distribuisce i 5 giorni di differenza durante tutto l'arco dell'anno, mantenendo così la corrispondenza con il cerchio dello Zodiaco o, se vogliamo, con l'esatta durata nel nostro anno.
La Tradizione più antica, per intenderci (e per chi la conoscesse) quella riportata dal Lenain, propone una diversa ripartizione: affida cioè a ciascun Angelo la reggenza di cinque giorni esatti a partire dal 20 marzo a mezzanotte, per un totale di 360 giorni. I cinque giorni rimanenti (15, 16, 17, 18 e 19 marzo), riporta la Tradizione, "sono consacrati dagli egiziani e dai persiani a cinque divinità dette Epagomeni, che costituivano la Pentade sacra".

In alternativa, quei cinque giorni sono attribuiti alle Intelligenze che presiedono ai quattro elementi, ai quattro punti cardinali, alle quattro parti del cerchio che corrispondono agli equinozi e ai solstizi, alle quattro stagioni. Resta un altro giorno, consacrato al Gran Principio (Dio) e quando l'anno è bisestile ne restano due, numero attribuito al Genio dell'uomo.

Per la teologia di Orfeo, invece, i cinque giorni residui sono consacrati alle cinque divinità: Osiride, Apollo, Iside, Tifone e Venere.

Per un utilizzo "popolare" si è scelto di proporre qui la ripartizione proposta da Haziel, poiché non implica l'introduzione di elementi estranei a quello che può essere il Credo della maggior parte dei visitatori del sito né un approfondimento esoterico che non tutti desiderano perseguire (la ripartizione di Haziel si basa esclusivamente sulla durata del nostro anno e trova corrispondenza coi gradi dello zodiaco).

C'è da aggiungere che alcuni testi recenti ovviano alla presenza di questi 5 giorni "scomodi" assegnandoli alla reggenza del 72° Angelo, il quale dunque avrebbe la reggenza su 10 giorni, oppure farebbero scegliere all'interessato il proprio Angelo tra il 72° e il 1° Angelo. Tuttavia, questi sembrano superficiali artifizi per non affrontare una tematica più complessa.

Il nostro suggerimento generale è dunque quello di attenervi alla ripartizione qui proposta, rimandando, coloro i quali lo desiderassero per inclinazione o cultura, ad un approfondimento sui testi della Tradizione Esoterica (in particolare, le opere di Agrippa e Lenain).

Per concludere, una considerazione: se a taluni il contenuto di questa pagina può apparire in superficie come una eccessiva razionalizzazione, si tenga presente come a volte non sia sufficiente il "cuore" per innalzarsi ma occorra anche un'educazione della "mente", una costanza e un rigore che solo una pratica concreta e definita possono portare.

Nella colonna 1, di seguito, sono elencati, nell’ordine:

- i Nomi dei 72 Angeli (vedi Angeli e Cabala
e Nomi in ebraico degli Angeli)

- il significato del loro Nome

- la Gerarchia Angelica a cui essi appartengono (vedi Gerarchie Angeliche)

- la dimora zodiacale dell’Angelo (5 gradi dello zodiaco). Ogni Angelo ha eletto la sua dimora nello zodiaco per lavorare con le Essenze dispensate dagli Arcangeli, formatori-reggenti delle energie zodiacali e planetarie
(vedi Angeli e Astri)

- i 5 giorni consecutivi di reggenza dell’Angelo nell’arco dell’anno (365 giorni) che corrispondono all’incirca a 5 gradi dello zodiaco (360°): egli è il Custode delle persone nate in quel periodo. Tali persone possono rivolgergli delle preghiere e ottenere dei risultati in qualsiasi momento. Gli altri otterranno i Doni e i Poteri elargiti da quest’Angelo pregandolo durante i giorni della sua reggenza, in qualità di Angelo del Giorno, riportati nella colonna di destra

- l’Essenza Angelica o il Dono accordato dall’Angelo Custode

A partire dall'indomani del proprio compleanno e contando via via il 73° giorno si ottengono 5 giorni distribuiti lungo tutto l'arco dell'anno: questi 5 giorni ci vengono messi a disposizione in modo speciale dal nostro Angelo Custode e rappresentano i momenti privilegiati per comunicare con lui.

Nella colonna 2, DI SEGUITO, sono elencati:

- i 5 giorni singoli (corrispondenti ciascuno ad un grado zodiacale) di reggenza dell’Angelo, a rotazione con gli altri 71 Angeli nell’arco dell’anno, in qualità di Angelo del Giorno. Ogni giorno dell’anno è presieduto da un Angelo diverso (Angelo del Giorno), incaricato di stimolare la nostra attività sentimentale ed emotiva. E’ utile conoscere ed invocare l’Angelo che ha presieduto al giorno della nostra nascita; è inoltre quindi possibile prevedere il clima sentimentale e la qualità emotiva di qualunque giornata dell’anno attraverso l’avvicendarsi delle esortazioni angeliche. Di seguito, sono indicati i benefici concessi dall’Angelo del Giorno

- i 20 minuti di reggenza dell’Angelo, a rotazione con gli altri 71 Angeli nell’arco della giornata, in qualità di Angelo delle Missioni. Ogni 20 minuti un Angelo (Angelo delle Missioni) ha l’incarico di stimolare i nostri pensieri e le nostre attività mentali. E’ utile conoscere ed invocare l’Angelo che aveva questa responsabilità al momento della nostra nascita; è inoltre quindi possibile prevedere quali saranno le idee ammesse ed emanate in un preciso momento della giornata attraverso l’avvicendarsi delle esortazioni angeliche. Di seguito, sono indicati gli incoraggiamenti offerti dall’Angelo delle Missioni


21 MARZO - 20 APRILE
Ariete, Fuoco
Arcangelo KAMAEL l
Influssi positivi:
prima decade (21-30 marzo) Arcangelo Kamael
seconda decade (31 marzo-9 aprile) Arcangelo Raffaele
terza decade (10-20 aprile) Arcangelo Hesediel
---------------------------------------------------------------------
1. VEHUIAH
Dio innalza al di sopra di tutte le cose
Coro degli Angeli Serafini
Da 0° a 5° dell’Ariete
Angelo Custode dei nati
dal 21 marzo al 25 marzo
Volontà
21 marzo: determinazione
3 giugno: conquista
17 agosto: forza
29 ottobre: giovinezza
9 gennaio: distensione
Ore 00,00 - 00,20: intraprendenza
-----------------------------------------------------------------------
2. JELIEL
Dio caritatevole
Coro degli Angeli Serafini
Da 5° a 10° dell’Ariete
Angelo Custode dei nati
dal 26 marzo al 30 marzo
Amore
22 marzo: appoggio
4 giugno: tecniche
18 agosto: ideali
30 ottobre: pedagogia
10 gennaio: fortuna
Ore 00,20 - 00,40: amare ed essere amati
-----------------------------------------------------------------------
3. SITAEL
Dio speranza di ogni creatura
Coro degli Angeli Serafini
Da 10° a 15° dell’Ariete
Angelo Custode dei nati
dal 31 marzo al 4 aprile
Costruzione
23 marzo: concepimento
5 giugno: pubblicazioni
19 agosto: riuscita
31 ottobre: abnegazione
11 gennaio: rinnovamento
Ore 00,40 - 01,00: avere e incontrare nobiltà
-------------------------------------------------------------------------
4. ELEMIAH
Dio rifugio
Coro degli Angeli Serafini
Da 15° a 20° dell’Ariete
Angelo Custode dei nati
dal 5 aprile al 9 aprile
Potere
24 marzo: novità
6 giugno: esteriorizzazione
20 agosto: comunicazione
1 novembre: amore
12 gennaio: fabbricazioni
Ore 01,00 - 01,20: felicità incipiente
-------------------------------------------------------------------
5. MAHASIAH
Dio salvatore
Coro degli Angeli Serafini
Da 20° a 25° dell’Ariete
Angelo Custode dei nati
dal 10 aprile al 14 aprile
Purificazione
25 marzo: attività
7 giugno: immaginazione
21 agosto: spazio
2 novembre: superiorità
13 gennaio: creazioni
Ore 01,20 - 01,40: bel viso e buon carattere
------------------------------------------------------------
6. LELAHEL
Dio lodevole
Coro degli Angeli Serafini
Da 25° a 30° dell’Ariete
Angelo Custode dei nati
dal 15 aprile al 20 aprile
Luce
26 marzo: fiducia
8 giugno: pedagogia
22 agosto: concordia
3 novembre: grandezza
14 gennaio: focolare
Ore 01,40 - 02,00: stima, prosperità, salute
------------------------------------------------------
21 APRILE - 20 MAGGIO
Toro, Terra
Arcangelo HANIEL
Influssi positivi:
prima decade (21-30 aprile) Arcangelo Binael
seconda decade (1-10 maggio) Arcangelo Haniel
terza decade (11-20 maggio) Arcangelo Michele
----------------------------------------------------------
7. ACHAIAH
Dio buono e paziente
Coro degli Angeli Serafini
Da 0° a 5° del Toro
Angelo Custode dei nati
dal 21 aprile al 25 aprile
Coraggio
27 marzo: protezione
9 giugno: scienza
23-24 agosto: ricostruzione
4 novembre: ammirazione
15 gennaio: coraggio
Ore 02,00 - 02,20: diffusione della verità
----------------------------------------------------
8. CAHETEL
Dio adorabile
Coro degli Angeli Serafini
Da 5° a 10° del Toro
Angelo Custode dei nati
dal 26 aprile al 30 aprile
Prosperità
28 marzo: perspicacia
10 giugno: energia
25 agosto: rinascita
5 novembre: espansione
16 gennaio: realizzazioni
Ore 02,20 - 02,40: fortuna provvidenziale
---------------------------------------------------------
9. HAZIEL
Dio misericordioso
Coro degli Angeli Cherubini
Da 10° a 15° del Toro
Angelo Custode dei nati
dal 1° maggio al 5 maggio
Indulgenza
29 marzo: novità
11 giugno: idee
26 agosto: viaggi
6 novembre: esemplarità
17 gennaio: amore
Ore 02,40 - 03,00: guarigione, stato di grazia
---------------------------------------------------------
10. ALADIAH
Dio propizio e favorevole
Coro degli Angeli Cherubini
Da 15° a 20° del Toro
Angelo Custode dei nati
dal 6 maggio al 10 maggio
Grazia
30 marzo: grazia
12 giugno: eredità
27 agosto: nomadismo
7 novembre: decisione
18 gennaio: intelligenza
Ore 03,00 - 03,20: risultati, porte aperte
-----------------------------------------------------
11. LAUVIAH
Dio loda ed esalta
Coro degli Angeli Cherubini
Da 20° a 25° del Toro
Angelo Custode dei nati
dall’11 maggio al 15 maggio
Vittoria
31 marzo: fama
13 giugno: dominare
28 agosto: edificazione
8 novembre: stima
19 gennaio: felicità
Ore 03,20 - 03,40: fama, successo
-----------------------------------------------
12. HAHAIAH
Dio rifugio
Coro degli Angeli Cherubini
Da 25° a 30° del Toro
Angelo Custode dei nati
dal 16 maggio al 20 maggio
Rifugio
1 aprile: carattere
14 giugno: comunicare
29 agosto: solidità
9 novembre: cuore
20 gennaio: generosità
Ore 03,40 - 04,00: sogni realizzati, protezione
---------------------------------------------------------------
21 MAGGIO - 21 GIUGNO
Gemelli, Aria
Arcangelo MICHELE
Influssi positivi:
prima decade (21-31 maggio) Arcangelo Haniel
seconda decade (1-10 giugno) Arcangelo Raziel
terza decade (11-21 giugno) Arcangelo Michele
--------------------------------------------------------------
13. IEZALEL
Dio glorifica per ogni cosa

Coro degli Angeli Cherubini
Da 0° a 5° dei Gemelli

Angelo Custode dei nati
dal 21 maggio al 25 maggio

Fedeltà
2 aprile: fedeltà
15-16 giugno: chiarezza
30 agosto: arte
10 novembre: rettitudine
21 gennaio: amicizia

Ore 04,00 - 04,20: fedeltà, riconciliazione
-----------------------------------------------------
14. MEBAHEL
Dio conservatore

Coro degli Angeli Cherubini
Da 5° a 10° dei Gemelli

Angelo Custode dei nati
dal 26 maggio al 31 maggio

Verità e Libertà
3 aprile: luce
17 giugno: riunire
31 agosto: suggestioni
11 novembre: realismo
22 gennaio: fedeltà

Ore 04,20 - 04,40: fortuna, pioggia fertile
-----------------------------------------------------
15. HARIEL
Dio creatore

Coro degli Angeli Cherubini
Da 10° a 15° dei Gemelli

Angelo Custode dei nati
dal 1° giugno al 5 giugno

Chiarezza
4 aprile: ordine
18 giugno: artigianato
1 settembre: fortuna
12 novembre: liberalità
23 gennaio: ragione

Ore 04,40 - 05,00: successo artistico o scientifico
-------------------------------------------------------------------
16. HEKAMIAH
Dio edificatore dell'universo

Coro degli Angeli Cherubini
Da 15° a 20° dei Gemelli

Angelo Custode dei nati
dal 6 giugno al 10 giugno

Lealtà
5 aprile: previsione
19 giugno: rispetto
2 settembre: generosità
13 novembre: generazioni
24 gennaio: seduzione

Ore 05,00 - 05,20: opportunità provvidenziali
---------------------------------------------------------------
17. LAUVIAH (2)
Dio ammirevole

Coro degli Angeli Troni
Da 20° a 25° dei Gemelli

Angelo Custode dei nati
dall’11 giugno al 15 giugno

Rivelazione
6 aprile: abilità
20 giugno: comprensione
3 settembre: sostegno
14 novembre: sboccio
25 gennaio: simpatia

Ore 05,20 - 05,40: intelligenza chiara, gioia
----------------------------------------------------------
18. CALIEL
Dio pronto a soccorrere e ad esaudire

Coro degli Angeli Troni
Da 25° a 30° dei Gemelli

Angelo Custode dei nati
dal 16 giugno al 21 giugno

Giustizia
7 aprile: opportunità
21 giugno: memoria
4 settembre: amore
15 novembre: pienezza
26 gennaio: perfezione

Ore 05,40 - 06,00: verità, giustizia utile
--------------------------------------------------------
22 GIUGNO - 22 LUGLIO
Cancro, Acqua

Arcangelo GABRIELE


Influssi positivi:

prima decade (22 giugno-1 luglio) Arcangelo Gabriele
seconda decade (2-11 luglio) Arcangelo Kamael
terza decade (12-22 luglio) Arcangelo Metatron
--------------------------------------------------------------
19. LEUVIAH
Dio che esaudisce i peccatori

Coro degli Angeli Troni
Da 0° a 5° del Cancro

Angelo Custode dei nati
dal 22 giugno al 26 giugno

Espansione
8 aprile: eleganza
22 giugno: favore
5 settembre: modernizzare
16 novembre: complemento
27 gennaio: libertà

Ore 06,00 - 06,20: generosità, padronanza
-----------------------------------------------------------
20. PAHALIAH
Dio redentore

Coro degli Angeli Troni
Da 5° a 10° del Cancro

Angelo Custode dei nati
dal 27 giugno al 1° luglio

Redenzione
9 aprile: forza
23 giugno: amore
6 settembre: devozione
17 novembre: potenza
28 gennaio: abilità

Ore 06,20 - 06,40: elevazione, miglioramento
--------------------------------------------------------------
21. NELCHAEL
Dio solo e unico

Coro degli Angeli Troni
Da 10° a 15° del Cancro

Angelo Custode dei nati
dal 2 luglio al 6 luglio

Insegnamento
10 aprile: efficacia
24 giugno: tenacia
7 settembre: filosofia
18 novembre: felicità
29 gennaio (mattina): benessere

Ore 06,40 - 07,00: saggezza, sapere, scienza
--------------------------------------------------------------
22. YEIAYEL
La destra di Dio

Coro degli Angeli Troni
Da 15° a 20° del Cancro

Angelo Custode dei nati
dal 7 luglio all’11 luglio

Fama
11 aprile: dolcezza
25 giugno: cuore
8 settembre: avanzamento
19 novembre: dignità
29 gennaio (pomeriggio): prestigio

Ore 07,00 - 07,20: fama, fortuna, arte politica
----------------------------------------------------------
23. MELAHEL
Dio che libera da tutti i mali

Coro degli Angeli Troni
Da 20° a 25° del Cancro

Angelo Custode dei nati
dal 12 luglio al 16 luglio

Guarigione
12 aprile: realismo
26 giugno: padronanza
9 settembre: provvidenza
20 novembre: realizzazioni
30 gennaio: successo

Ore 07,20 - 07,40: natura, salute, stabilità
--------------------------------------------------------------
24. HAHEUIAH
Dio buono in sé

Coro degli Angeli Troni
Da 25° a 30° del Cancro

Angelo Custode dei nati
dal 17 luglio al 22 luglio

Protezione
13 aprile: servizio
27 giugno: illuminazione
10 settembre: comprensione
21 novembre: creatività
31 gennaio: opportunità

Ore 07,40 - 08,00: sincerità, nuovo inizio
----------------------------------------------------------------------------
23 LUGLIO - 22 AGOSTO
Leone, Fuoco

Arcangelo RAFFAELE


Influssi positivi:

prima decade (23 luglio-1 agosto) Arcangelo Kamael
seconda decade (2-12 agosto) Arcangelo Raffaele
terza decade (13-22 agosto) Arcangelo Hesediel
-------------------------------------------------------------------------------
25. NITHAIAH
Dio che dona la saggezza

Coro degli Angeli Dominazioni
Da 0° a 5° del Leone

Angelo Custode dei nati
dal 23 luglio al 27 luglio

Serenità
14 aprile: padronanza
28 giugno: magnetismo
11 settembre: progresso
22 novembre: sapere
1 febbraio: espansione

Ore 08,00 - 08,20: saggezza, pace, intuizioni
--------------------------------------------------------------------------
26. HAAIAH
Dio rifugio

Coro degli Angeli Dominazioni
Da 5° a 10° del Leone

Angelo Custode dei nati
dal 28 luglio al 1° agosto

Finezza
15 aprile: comprensione
29 giugno: affari
12 settembre: dinamismo
23 novembre: vittoria
2 febbraio: realizzazione

Ore 08,20 - 08,40: discrezione, diplomazia, veggenza
------------------------------------------------------------------------------
27. YERATEL
Dio che punisce gli empi

Coro degli Angeli Dominazioni
Da 10° a 15° del Leone

Angelo Custode dei nati
dal 2 agosto al 6 agosto

Civiltà
16 aprile: felicità
30 giugno: scambi
13 settembre: diffusione
24 novembre: professione
3 febbraio: invenzione

Ore 08,40 - 09,00: protezione, libertà, elevazione
--------------------------------------------------------------------------
28. SEHEIAH
Dio che guarisce i malati

Coro degli Angeli Dominazioni
Da 15° a 20° del Leone

Angelo Custode dei nati
dal 7 agosto al 12 agosto

Longevità
17 aprile: intuizione
1 luglio: soluzioni
14 settembre: donazioni
25 novembre: negoziazione
4 febbraio: scoperta

Ore 09,00 - 09,20: salute, longevità felice
-------------------------------------------------------------------
29. REIYEL
Dio pronto a soccorrere

Coro degli Angeli Dominazioni
Da 20° a 25° del Leone

Angelo Custode dei nati
dal 13 agosto al 17 agosto

Liberazione
18 aprile: realizzazione
2 luglio: successo
15 settembre: ricominciare
26 novembre: umanità
5 febbraio: bellezza

Ore 09,20 - 09,40: elevazione mentale e sociale
--------------------------------------------------------------------
30. OMAEL
Dio paziente

Coro degli Angeli Dominazioni
Da 25° a 30° del Leone

Angelo Custode dei nati
dal 18 agosto al 22 agosto

Crescita
19 aprile: elaborazione
3 luglio: iniziazioni
16 settembre: cambiamenti
27 novembre: autorità
6 febbraio: scienza

Ore 09,40 - 10,00: fertilità, espansione, fecondità
---------------------------------------------------------------------------
23 AGOSTO - 23 SETTEMBRE
Vergine, Terra

Arcangelo MICHELE


Influssi positivi:

prima decade (23 agosto-2 settembre) Arcangelo Binael
seconda decade (3-12 settembre) Arcangelo Haniel
terza decade (13-23 settembre) Arcangelo Michele
----------------------------------------------------------------------------
31. LECABEL
Dio che ispira

Coro degli Angeli Dominazioni
Da 0° a 5° della Vergine

Angelo Custode dei nati
dal 23 agosto al 28 agosto

Opportunità
20 aprile: potere
4 luglio: entusiasmo
17 settembre: indipendenza
28 novembre: scoperte
7 febbraio: riuscita

Ore 10,00 - 10,20: talento, intelligenza pratica
---------------------------------------------------------------------
32. VASARIAH
Dio giusto

Coro degli Angeli Dominazioni
Da 5° a 10° della Vergine

Angelo Custode dei nati
dal 29 agosto al 2 settembre

Generosità
21 aprile: amore
5 luglio: risultato
18 settembre: coscienza
29 novembre: avanzamento
8 febbraio: armonia

Ore 10,20 - 10,40: cuore nobile, memoria felice
-----------------------------------------------------------------------
33. YEHUIAH
Dio onnisciente

Coro degli Angeli Potestà
Da 10° a 15° della Vergine

Angelo Custode dei nati
dal 3 settembre al 7 settembre

Accordo
22-23 aprile: profusione
6 luglio: organizzazione
19 settembre: larghezza
30 novembre: energia
9 febbraio: amicizia

Ore 10,40 - 11,00: fedeltà, protezione
----------------------------------------------------------------
34. LEHAHIAH
Dio clemente

Coro degli Angeli Potestà
Da 15° a 20° della Vergine

Angelo Custode dei nati
dall’8 settembre al 12 settembre

Rettitudine
24 aprile: memoria
7 luglio: elevazione
20 settembre: saggezza
1 dicembre: elevazione
10 febbraio: associazione

Ore 11,00 - 11,20: integrità, dedizione
------------------------------------------------------------------
35. CHAVAQUIAH
Dio che dà la gioia

Coro degli Angeli Potestà
Da 20° a 25° della Vergine

Angelo Custode dei nati
dal 13 settembre al 17 settembre

Riconciliazione
25 aprile: cambiamento
8-9 luglio: bellezza
21 settembre: speranza
2 dicembre: riconciliazione
11 febbraio: modernità

Ore 11,20 - 11,40: amore familiare, eredità
---------------------------------------------------------------------
36. MENADEL
Dio adorabile

Coro degli Angeli Potestà
Da 25° a 30° della Vergine

Angelo Custode dei nati
dal 18 settembre al 23 settembre

Lavoro
26 aprile: edificazione
10 luglio: premonizioni
22 settembre: progetti
3 dicembre: saggezza
12 febbraio: diffusione

Ore 11,40 - 12,00: sicurezza di impiego, ideali
-----------------------------------------------------------------
24 SETTEMBRE - 23 OTTOBRE
Bilancia, Aria

Arcangelo HANIEL
Influssi positivi:

prima decade (24 settembre-3 ottobre) Arcangelo Haniel
seconda decade (4-13 ottobre) Arcangelo Raziel
terza decade (14-23 ottobre) Arcangelo Michele
-----------------------------------------------------------------------------
37. ANIEL
Dio delle virtù

Coro degli Angeli Potestà
Da 0° a 5° della Bilancia

Angelo Custode dei nati
dal 24 settembre al 28 settembre

Spezzare il circolo
27 aprile: attività
11 luglio: ambizione
23 settembre: riunire
4 dicembre: moralità
13 febbraio: progetti

Ore 12,00 - 12,20: idee, attività, amore
------------------------------------------------------------------
38. HAAMIAH
Dio speranza di tutti i figli della Terra

Coro degli Angeli Potestà
Da 5° a 10° della Bilancia

Angelo Custode dei nati
dal 29 settembre al 3 ottobre

Celebrazione
28 aprile: preveggenza
12 luglio: evoluzione
24 settembre: intuizioni
5 dicembre: chiarezza
14 febbraio: riforme

Ore 12,20 - 12,40: spiritualità, ricchezza
------------------------------------------------------------
39. REHAEL
Dio che accoglie i peccatori

Coro degli Angeli Potestà
Da 10° a 15° della Bilancia

Angelo Custode dei nati
dal 4 ottobre all’8 ottobre

Rispetto
29 aprile: ingegno
13 luglio: immaginazione
25 settembre: associazioni
6 dicembre: fedeltà
15 febbraio: moda

Ore 12,40 - 13,00: pienezza familiare
---------------------------------------------------------------------------
40. YEZALEL
Dio che rallegra

Coro degli Angeli Potestà
Da 15° a 20° della Bilancia

Angelo Custode dei nati
dal 9 ottobre al 13 ottobre

Gioie
30 aprile: opere
14 luglio: scritture
26 settembre: convivialità
7 dicembre: servire
16 febbraio: fama

Ore 13,00 - 13,20: rinascita, creatività
----------------------------------------------------------------
41. HEHAHEL
Dio in tre persone

Coro degli Angeli Virtù
Da 20° a 25° della Bilancia

Angelo Custode dei nati
dal 14 ottobre al 18 ottobre

Spiritualità


1 maggio: felicità
15 luglio: chiarezza
27 settembre: comprensione
8 dicembre: perfezione
17 febbraio: ideale

Ore 13,20 - 13,40: speranza, religiosità, vittoria
------------------------------------------------------------------
42. MIKAEL
Simile a Dio

Coro degli Angeli Virtù
Da 25° a 30° della Bilancia

Angelo Custode dei nati
dal 19 ottobre al 23 ottobre

Organizzazione
2 maggio: elevazione
16 luglio: autenticità
28 settembre: coesione
9 dicembre: conoscenza
18 febbraio: discernimento

Ore 13,40 - 14,00: autorità, viaggi, fortuna
---------------------------------------------------------------
24 OTTOBRE - 22 NOVEMBRE
Scorpione, Acqua

Arcangelo KAMAEL


Influssi positivi:

prima decade (24 ottobre-2 novembre) Arcangelo Gabriele
seconda decade (3-12 novembre) Arcangelo Kamael
terza decade (13-22 novembre) Arcangelo Metatron
------------------------------------------------------------------------
43. VEULIAH
Re dominatore

Coro degli Angeli Virtù
Da 0° a 5° dello Scorpione

Angelo Custode dei nati
dal 24 ottobre al 28 ottobre

Riuscita
3 maggio: sublimazione
17 luglio: valore
29 settembre: armonia
10 dicembre: stabilità
19 febbraio: amore

Ore 14,00 - 14,20: prosperità pubblica, dedizione
------------------------------------------------------------------------------
44. YELAHIAH
Dio eterno

Coro degli Angeli Virtù
Da 5° a 10° dello Scorpione

Angelo Custode dei nati
dal 29 ottobre al 2 novembre

Arte militare
4 maggio: fortuna
18 luglio: volontà
30 settembre: alleanze
11 dicembre: tutto possibile
20 febbraio: celebrità

Ore 14,20 - 14,40: coraggio, viaggi, eroismo
--------------------------------------------------------------------------
45. SEHALIAH
Motore di tutte le cose

Coro degli Angeli Virtù
Da 10° a 15° dello Scorpione

Angelo Custode dei nati
dal 3 novembre al 7 novembre

Promozione
5 maggio: gioia
19 luglio: amore
1 ottobre: spostamenti
12 dicembre: gioia
21 febbraio: desiderio

Ore 14,40 - 15,00: guarigione, sapere, realizzazioni
-------------------------------------------------------------------------------
46. ARIEL
Dio rivelatore

Coro degli Angeli Virtù
Da 15° a 20° dello Scorpione

Angelo Custode dei nati
dall’8 novembre al 12 novembre

Scoperta
6 maggio: ricchezza
20 luglio: ricchezza
2 ottobre: energia
13 dicembre: appoggio
22 febbraio: energia

Ore 15,00 - 15,20: fortuna, intelligenza sublime
-------------------------------------------------------------------------------
47. ASALIAH
Dio giusto, che indica la Verità

Coro degli Angeli Virtù
Da 20° a 25° dello Scorpione

Angelo Custode dei nati
dal 13 novembre al 17 novembre

Contemplazione
7 maggio: pienezza
21 luglio: integrazione
3 ottobre: fraternità
14 dicembre: provvidenza
23 febbraio: devozione

Ore 15,20 - 15,40: onestà, equilibrio luminoso
-----------------------------------------------------------------------------
48. MIHAEL
Dio, padre misericordioso

Coro degli Angeli Virtù
Da 25° a 30° dello Scorpione

Angelo Custode dei nati
dal 18 novembre al 22 novembre

Procreazione
8 maggio: pertinenza
22 luglio: moderazione
4 ottobre: riuscita
15 dicembre: benessere
24 febbraio: incanto

Ore 15,40 - 16,00: sogni realizzati, fecondità, fortuna
----------------------------------------------------------------------------------
23 NOVEMBRE - 21 DICEMBRE
Sagittario, Fuoco

Arcangelo HESEDIEL


Influssi positivi:

prima decade (23 novembre-2 dicembre) Arcangelo Kamael
seconda decade (3-12 dicembre) Arcangelo Raffaele
terza decade (13-21 dicembre) Arcangelo Hesediel
--------------------------------------------------------------------
49. VEHUEL
Dio che magnifica ed innalza

Coro degli Angeli Principati
Da 0° a 5° del Sagittario

Angelo Custode dei nati
dal 23 novembre al 27 novembre

Elevazione
9 maggio: eccellenza
23 luglio: adorazione
5 ottobre: habitat
16 dicembre: evoluzione
25 febbraio: purezza

Ore 16,00 - 16,20: intelligenza, altruismo, riuscita
--------------------------------------------------------------------------------
50. DANIEL
Segno di misericordia

Coro degli Angeli Principati
Da 5° a 10° del Sagittario

Angelo Custode dei nati
dal 28 novembre al 2 dicembre

Eloquenza
10 maggio: fecondità
24 luglio: associazione
6 ottobre: intraprendere
17 dicembre: considerazione
26 febbraio: avventura

Ore 16,20 - 16,40: eloquenza, fascino, umanità
---------------------------------------------------------------------------
51. HAHASIAH
Dio occulto

Coro degli Angeli Principati
Da 10° a 15° del Sagittario

Angelo Custode dei nati
dal 3 dicembre al 7 dicembre

Panacea, pietra filosofale
11 maggio: eroismo
25 luglio: modestia
7 ottobre: fascino
18 dicembre: abbondanza
27 febbraio: anima gemella

Ore 16,40 - 17,00: sapere, saggezza, discernimento
--------------------------------------------------------------------------
52. IMAMIAH
Dio eleva al di sopra di tutto

Coro degli Angeli Principati
Da 15° a 20° del Sagittario

Angelo Custode dei nati
dall’8 dicembre al 12 dicembre

Amnistia,
espiazione dei peccati
12 maggio: dono di sé
26 luglio: missione
8 ottobre: gioia
19 dicembre: adattamento
28 febbraio: emozioni

Ore 17,00 - 17,20: liberazione, iniziazione, viaggi
------------------------------------------------------------------------
53. NANAEL
Dio che ridimensiona gli orgogliosi

Coro degli Angeli Principati
Da 20° a 25° del Sagittario

Angelo Custode dei nati
dal 13 dicembre al 16 dicembre

Comunione,
comunicazione spirituale
13 maggio: progresso
27 luglio: provvidenza
9 ottobre: incontro
20 dicembre: fortuna
29 febbraio: bontà; 1 marzo: volontà

Ore 17,20 - 17,40: calma, pace, spiritualità
-------------------------------------------------------------------------------------
54. NITHAEL
Re dei Cieli

Coro degli Angeli Principati
Da 25° a 30° del Sagittario

Angelo Custode dei nati
dal 17 dicembre al 21 dicembre

Eredità
14 maggio: benevolenza
28 luglio: gran cuore
10 ottobre: scrittura
21 dicembre: amnistia
2 marzo: amore

Ore 17,40 - 18,00: autorità, elevazione, celebrità
---------------------------------------------------------------------------
22 DICEMBRE - 20 GENNAIO
Capricorno, Terra

Arcangelo BINAEL


Influssi positivi:

prima decade (22-31 dicembre) Arcangelo Binael
seconda decade (1-10 gennaio) Arcangelo Haniel
terza decade (11-20 gennaio) Arcangelo Michele
---------------------------------------------------------------------------------
55. MEBAHIAH
Dio eterno

Coro degli Angeli Principati
Da 0° a 5° del Capricorno

Angelo Custode dei nati
dal 22 dicembre al 26 dicembre

Lucidità intellettuale
15 maggio: rettitudine
29 luglio: profezia
11 ottobre: progetti
22 dicembre: trasformazione
3 marzo: coraggio

Ore 18,00 - 18,20: lucidità, moralità, notorietà
------------------------------------------------------------------------------
56. POYEL
Dio che sostiene l’universo

Coro degli Angeli Principati
Da 5° a 10° del Capricorno

Angelo Custode dei nati
dal 27 dicembre al 31 dicembre

Fortuna, talento, modestia
16 maggio: grazia
30-31 luglio: successo logico
12 ottobre: solidarietà
23 dicembre: accrescimento
4 marzo: promozione

Ore 18,20 - 18,40: talento, ricchezza, fortuna, successo
--------------------------------------------------------------------------------
57. NEMAMIAH
Dio lodevole

Coro degli Angeli Arcangeli
Da 10° a 15° del Capricorno

Angelo Custode dei nati
dal 1° al 5 gennaio

Discernimento
17 maggio: prodigalità
1 agosto: perseveranza
13 ottobre: direzione
24 dicembre: integrazione
5 marzo: pubblicità

Ore 18,40 - 19,00: mentalità superiore, riuscita
----------------------------------------------------------------------------
58. YEIALEL
Dio che esaudisce le generazioni

Coro degli Angeli Arcangeli
Da 15° a 20° del Capricorno

Angelo Custode dei nati
dal 6 gennaio al 10 gennaio

Intelligenza, forza mentale
18 maggio: devozione
2 agosto: sviluppo
14 ottobre: veemenza
25 dicembre: grazia
6 marzo: potere

Ore 19,00 - 19,20: ordine, rigore, fedeltà, salute
-------------------------------------------------------------------------------
59. HARAEL
Dio onniscente

Coro degli Angeli Arcangeli
Da 20° a 25° del Capricorno

Angelo Custode dei nati
dall’11 gennaio al 15 gennaio

Ricchezza intellettuale
19 maggio: probità
3 agosto: prosperità
15 ottobre: idee
26 dicembre: solidità
7 marzo: ricchezza

Ore 19,20 - 19,40: intelligenza pratica, fortuna
------------------------------------------------------------------------------------
60. MITZRAEL
Dio che soccorre gli oppressi

Coro degli Angeli Arcangeli
Da 25° a 30° del Capricorno

Angelo Custode dei nati
dal 16 gennaio al 20 gennaio

Consolidamento, riparazione
20 maggio: retribuzione
4 agosto: opportunità
16 ottobre: organizzazione
27 dicembre: edificazione
8 marzo: risoluzione

Ore 19,40 - 20,00: grande talento, salute, fedeltà
----------------------------------------------------------------------------------
21 GENNAIO - 19 FEBBRAIO
Acquario, Aria

Arcangelo RAZIEL


Influssi positivi:

prima decade (21-30 gennaio) Arcangelo Haniel
seconda decade (31 gennaio-9 febbraio) Arcangelo Raziel
terza decade (10-19 febbraio) Arcangelo Michele
-----------------------------------------------------------------------------------
61. UMABEL
Dio al di sopra di tutto

Coro degli Angeli Arcangeli
Da 0° a 5° dell’Acquario

Angelo Custode dei nati
dal 21 gennaio al 25 gennaio

Amicizia, affinità
21 maggio: amicizia
5 agosto: equilibrio
17 ottobre: proselitismo
28 dicembre: abbellire
9 marzo: solidarietà

Ore 20,00 - 20,20: amicizia, pensiero analogico, successo
------------------------------------------------------------------------------------
62. IAHHEL
Essere supremo

Coro degli Angeli Arcangeli
Da 5° a 10° dell’Acquario

Angelo Custode dei nati
dal 26 gennaio al 30 gennaio

Sapere
22 maggio: eloquenza
6 agosto: prospettiva
18 ottobre: invenzione
29 dicembre: esperienze
10 marzo: distensione

Ore 20,20 - 20,40: pace, misticismo, modestia
-------------------------------------------------------------------------
63. ANAUEL
Dio infinitamente buono

Coro degli Angeli Arcangeli
Da 10° a 15° dell’Acquario

Angelo Custode dei nati
dal 31 gennaio al 4 febbraio

Unità
23 maggio: scienza
7 agosto: coscienza
19 ottobre: bellezza
30 dicembre: coordinamento
11 marzo: piacere

Ore 20,40 - 21,00: intelligenza, denaro, risultati
-----------------------------------------------------------------------------
64. MEHIEL
Dio che vivifica tutte le cose

Coro degli Angeli Arcangeli
Da 15° a 20° dell’Acquario

Angelo Custode dei nati
dal 5 febbraio al 9 febbraio

Vivificazione
24-25 maggio: realizzazione
8 agosto: fortuna
20 ottobre: intesa
31 dicembre: attenzione
12 marzo: calma

Ore 21,00 - 21,20: diffusione di idee, notorietà
--------------------------------------------------------------------------------
65. DAMABIAH
Dio fonte di saggezza

Coro degli Angeli Angeli
Da 20° a 25° dell’Acquario

Angelo Custode dei nati
dal 10 febbraio al 14 febbraio

Saggezza
26 maggio: decisione
9 agosto: eleganza
21 ottobre: unione
1 gennaio: gentilezza
13 marzo: giustizia

Ore 21,20 - 21,40: provvidenza, successo nell’acqua
---------------------------------------------------------------------------------
66. MANAKEL
Dio che asseconda e sostiene ogni cosa

Coro degli Angeli Angeli
Da 25° a 30° dell’Acquario

Angelo Custode dei nati
dal 15 febbraio al 19 febbraio

Conoscenza
27 maggio: modestia
10 agosto: armonizzazione
22 ottobre: avvenire
2 gennaio: pace
14 marzo: riuscita

Ore 21,40 - 22,00: vita piacevole e pacifica, fiori
------------------------------------------------------------------------------
20 FEBBRAIO - 20 MARZO
Pesci, Acqua

Arcangelo METATRON


Influssi positivi:

prima decade (20-29 febbraio) Arcangelo Gabriele
seconda decade (1-10 marzo) Arcangelo Kamael
terza decade (11-20 marzo) Arcangelo Metatron
-----------------------------------------------------------------------------------
67. EYAEL
Dio delizia dei bambini e degli uomini

Coro degli Angeli Angeli
Da 0° a 5° dei Pesci

Angelo Custode dei nati
dal 20 febbraio al 24 febbraio

Trasformazione
28 maggio: modernità
11 agosto: chiarezza
23 ottobre: elevazione
3 gennaio: rimessa in forma
15 marzo: vittoria

Ore 22,00 - 22,20: longevità, evoluzione, esoterismo
------------------------------------------------------------------------
68. HABUHIAH
Dio che dona con liberalità

Coro degli Angeli Angeli
Da 5° a 10° dei Pesci

Angelo Custode dei nati
dal 25 febbraio al 29 febbraio

Guarigione
29 maggio: memoria
12 agosto: fiducia
24 ottobre: amore
4 gennaio: svago
16 marzo: prudenza

Ore 22,20 - 22,40: creatività, guarigione, progresso
-----------------------------------------------------------------------------
69. ROCHEL
Dio che vede tutto

Coro degli Angeli Angeli
Da 10° a 15° dei Pesci

Angelo Custode dei nati
dal 1° marzo al 5 marzo

Ristabilimento, restituzione
30 maggio: scoperta
13 agosto: amore
25 ottobre: utilità
5 gennaio: natura
17 marzo: gioia

Ore 22,40 - 23,00: favori e onori, rivivere
-------------------------------------------------------------------------------
70. JABAMIAH
Verbo che produce ogni cosa

Coro degli Angeli Angeli
Da 15° a 20° dei Pesci

Angelo Custode dei nati
dal 6 marzo al 10 marzo

Trasmutazione, alchimia
31 maggio: lealtà
14 agosto: rapidità
26 ottobre: memoria
6 gennaio: guadagni
18 marzo: sapere

Ore 23,00 - 23,20: magia, trasformazione, alchimia
-----------------------------------------------------------------------
71. HAIAYEL
Dio, Signore dell’universo
Coro degli Angeli Angeli
Da 20° a 25° dei Pesci
Angelo Custode dei nati
dall’11 marzo al 15 marzo
Motivazione
1 giugno: verità
15 agosto: politica
27 ottobre: prodezze
7 gennaio: prestigio
19 marzo: provvidenza
Ore 23,20 - 23,40: energia, lucidità, vittoria
-----------------------------------------------------------------------------
72. MUMIAH
Fine di tutte le cose
Coro degli Angeli Angeli
Da 25° a 30° dei Pesci
Angelo Custode dei nati
dal 16 marzo al 20 marzo
Rinascita
2 giugno: conciliazione
16 agosto: ordine
28 ottobre: esaltazione
8 gennaio: intelligenza
20 marzo: incontri
Ore 23,40 - 24,00: rinascita, purificazione, futuro

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MessaggioInviato: Lun Nov 12, 2007 1:34 pm    Oggetto:  GERARCHIE ANGELICHE
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Le origini

Il giudaismo e il cristianesimo nascente distinguevano gli spiriti buoni, fedeli a Dio, e i malvagi, capitanati da Satana; tra i primi ponevano non solo gli Angeli propriamente detti, con gli Arcangeli, ma anche i Cherubini e i Serafini, e tra i secondi i demoni che, identificati con gli dei del paganesimo (il quale adorava le forze della natura), vennero a identificarsi in qualche modo con gli spiriti creduti animatori degli astri e degli elementi. In san Paolo, Principati, Potestà, Virtù (I Corinzi, XV, 24 seg.) e Troni (Colossesi, I, 16), sono titoli degli Angeli in genere, buoni o cattivi; la teologia posteriore li restrinse ai buoni.
Da sant' Agostino infatti si distinsero soltanto gli Angeli di Dio, in cielo, e i demoni di Satana, nell’inferno; per cui i nomi di Principati, Potestà, Virtù e Troni passarono a designare gli Spiriti Celesti. Ma sorse la questione della ragione di tali distinzioni e denominazioni nella Corte Celeste. Era una diversità di natura, ovvero, supposto che la natura di spirito sia la medesima in tutti, di merito, di funzione o di dignità, come pensarono, per esempio, Clemente Alessandrino e Origene? Per lungo tempo i Padri rimasero divisi e incerti; anche perché non si sapeva precisare in che consistesse questa diversità di natura e quante e quali fossero le diversità di ufficio. Inoltre, i testi biblici che si riferiscono alle gerarchie angeliche non hanno carattere sistematico. Per san Girolamo i Cori erano sette, mentre sant’Ambrogio e san Gregorio Magno organizzano diversamente l’ordine gerarchico.
Portò chiarezza ed ordine in questa lo pseudo Dionigi Areopagita (possiamo dire che mentre i nomi dei singoli Ordini angelici derivano dalla tradizione biblica, l’organizzazione gerarchica è il frutto in gran parte della sistemazione dionisiana) con il De Caelesti hyerarchia, al quale fa riscontro il De ecclesiastica hyerarchia. Da questo stesso si comprende come egli non concepisse la Gerarchia Celeste fondata sopra una diversità di natura tra gli spiriti, ma semplicemente, alla stessa guisa della gerarchia ecclesiastica, sopra la differenza del posto che essi occupano a seconda dell’ordine sacro di cui sono rivestiti, della scienza che posseggono e dall’azione che esercitano. Come cioè nella Chiesa la grazia e i doni di Dio si dispensano attraverso una scala discendente di tre gradini – l’episcopato, il presbiterio, il diaconato – così la pienezza della Vita e Luce Divina discende dal Cielo in Terra attraverso tre ordini, diviso ciascuno in tre gradi (nove in tutto), dei quali il più alto la riceve immediatamente da Dio, e ciascuno degli altri da quello che gli sta immediatamente sopra. Sono per ordine discendente: Serafini, Cherubini e Troni; Dominazioni, Virtù e Potestà; Principati, Arcangeli e Angeli. Questa teoria, i cui princìpi, come tutte le altre dello pseudo Dionigi, si ricollegano a quelli neoplatonici, specie da Proclo, fu portata in Occidente da S. Gregorio Magno; poi, quando gli scritti dell’Areopagita furono tradotti in latino da Scoto Eriugena, fu universalmente ricevuta nella scolastica e passò nel linguaggio comune della Chiesa.

Dionigi Areopagita

Gli scritti che vanno sotto il nome di Dionigi Areopagita, primo vescovo di Atene e discendente di san Paolo, a cui si accenna negli Atti (XVII, 34), dal Rinascimento in poi hanno dato luogo a laboriose discussioni. Essi sono ricordati la prima volta verso il 532 da Innocenzo, vescovo di Maronia, ma in occasione della grande conferenza religiosa tenutasi a Costantinopoli (533) per appianare la lotta fra ortodossi e severiani si cominciò a dubitare della loro autenticità per opera di Ipazio di Efeso. Invece papa Martino I li difese strenuamente come autentici e li introdusse in Occidente, e la loro fama si diffuse così rapidamente e stabilmente che specialmente per il commento che ne fece Massimo il Confessore, non si dubitò affatto, per tutto il Medioevo, del loro carattere apocrifo. Attribuiti a Dionigi sono i quattro trattati: De divinis nominibus, De theologia mystica, De caelesti hierarchia, De ecclesiastica hierarchia, e inoltre dieci lettere.
L’Areopagita distingue una teologia affermativa, la quale discende da Dio alle cose finite, e una teologia negativa, che, mediante un processo di negazioni, dalle cose finite sale a Dio. Così l’uomo sciolto e libero da tutte le cose di quaggiù entra in quella caligine veramente mistica dell’inconoscibilità, dove egli fuori da ogni apprensione scientifica non esiste più per sé, ma aderisce assolutamente a colui che è al di sopra di tutto. Di qui l’esaltazione dell’ignoranza mistica come la più alta conoscenza che si possa avere di Dio.
Nella sua opera più importante, quella sui Nomi divini, egli cerca di dimostrare che non è possibile la conoscenza delle scienze spirituali, e tanto meno di Dio, muovendo dalle cose sensibili. La dottrina su Dio è da ricercare nella Scrittura, la quale, peraltro, ci fornisce una conoscenza di Dio che si adatta soltanto alla nostra capacità intellettuale. Ma Dio in se stesso è imperscrutabile, tanto vero che a Lui possono convenire tutti i nomi e nessun nome. La divinità è dunque superiore a tutto, ed essa non è solo unità (monade) ma anche trinità (triade), ma non può essere da noi conosciuta, perché le stesse categorie di unità e trinità non sono capaci di esprimerla: Dio è il sopraente, il sopraunificante, il sopraessenziale.
Il primo attributo di Dio è la Bontà. Da essa derivano gli ordini e le funzioni degli Angeli, le anime e le loro facoltà e anche le cose animate e inanimate, in un sistema gerarchico degli esseri, che ha avuto un’enorme efficacia nella determinazione di taluni dogmi cattolici. La creazione divina è racchiusa dentro i limiti di una gerarchia fantasticamente architettata, ma dentro cui è però visibile il distendersi dell’unico principio divino, che contiene in sé tutti gli esseri.
Giacché il fine della gerarchia propriamente consiste nell’assimilazione e nella congiunzione, per quanto è possibile, con Dio. Gesù è al centro di questa deificazione, perché è posto in mezzo fra Dio trascendente e gli altri esseri. Le gerarchie, che costituiscono gli ordini degli esseri superiori all’uomo, sono distribuite in tre gruppi: Troni, Cherubini, Serafini; Signorie, Potenze, Autorità; Principati, Arcangeli, Angeli.
Inoltre, posto il concetto che Dio è tutto e abbraccia tutto, e che la sua vera essenza si esprime nel Bene, il quale per sua natura è diffusivo, l’Areopagita arriva alla conclusione che in Dio sono uniti anche tutti i contrari. Se Dio è tutto bene, e come tale abbraccia tutto, il male in quanto male non esiste, sicché: "tutte le cose, in quanto sono, sono bene e dal bene; in quanto sono prive del bene, non sono bene, né esistono".
Dunque il male non si può dire che sia nelle cose o nella materia prima o nel corpo umano; la sua realtà, se di realtà si può parlare, è nella nostra volontà, la quale accidentalmente opera il male, ma in grazia del bene, cioè con la coscienza di compiere una cosa giusta. Questa conclusione chiarisce la soluzione di altri problemi teologici sulla provvidenza divina e sulla malvagità dei demoni. Dio conosce il male come difetto del bene o bene difettoso, e i demoni non sono cattivi per natura, ma sono cattivi per quello che non sono.

"Come specchi..."

Nel testo in greco di Dionigi, costituito da quindici brevi capitoli, per un totale di un'ottantina di pagine, leggiamo molte cose a proposito delle "beatissime gerarchie angeliche nelle quali il Padre ha generosamente manifestato la Sua luce e attraverso le quali noi possiamo elevarci fino al Suo assoluto splendore".
Viene detto per esempio che gli appartenenti alle gerarchie sono come specchi trasparenti "adatti a ricevere il raggio di Luce del Principio divino, santamente ricolmi dello splendore a loro dovuto e a loro volta largamente risplendenti verso quelli che li seguono".
E ancora: "Parlando di gerarchia, intendiamo un ordinamento sacro, immagine della bellezza del Principio divino, che ha la sacra funzione di portare a compimento… i misteri della sua propria illuminazione e che tende ad assimilarsi, per quanto gli è consentito, al proprio "Principio", divenendo "collaboratore di Dio" e mostrando "come in se stesso, per quel che è possibile, si compie l'attività divina. (…) L'illuminazione del Principio divino si compie dapprima nelle gerarchie celesti, ed è poi da esse che vengono a noi trasmesse le rivelazioni superiori".
L'autore sembra anche sottintendere che sta parlando di esperienze personali: dice spesso io vedo che gli angeli, alludendo così a vere e proprie visioni che gli avrebbero permesso di conoscere l'ordinamento angelico.

La mediazione

Dionigi l'Areopagita così continua:
Io vedo che gli Angeli furono per primi iniziati al divino mistero dell'amore di Gesù per gli uomini, e che in seguito per opera loro venne a noi la grazia della conoscenza. Fu così che il divino Gabriele rivelò in segreto al sommo sacerdote Zaccaria che il bambino che sarebbe nato da lui, contro ogni speranza e per grazia divina, sarebbe stato un profeta dell'opera divina e umana di Gesù, il quale sarebbe apparso al mondo come benefico salvatore; e fu così che Gabriele rivelò in segreto a Maria come in lei si sarebbe compiuto il mistero del Principio, riguardo all'ineffabile incarnazione divina.
Un altro Angelo comunicò a Giuseppe come in verità si fossero compiute le divine promesse fatte al suo avo Davide; un altro ancora diede la buona novella ai pastori in quanto essi si erano purificati con la loro vita di isolamento e di quiete, e con lui "la moltitudine dell'esercito celeste", che trasmise quel celebre inno di lode agli abitanti della terra. Ma mi innalzerò anche alle più alte illuminazioni dei Loghia (nota: ciò che è stato detto da Dio nel corso dei tempi e tramandato dai testi sacri): io vedo infatti che lo stesso Gesù, causa sovressenziale delle entità celesti, giunto fino a noi rimanendo immutabile, non si sottrae al buon disegno, stabilito e scelto da Lui secondo la convenienza umana, ma si sottomette docilmente ai voleri di Dio Padre, trasmesso attraverso gli Angeli, con la cui mediazione viene anche annunciata a Giuseppe la ritirata in Egitto del Figlio, disposta dal Padre, e in seguito il trasferimento dall'Egitto in Giudea.
E' perciò per mediazione degli Angeli che noi Lo vediamo sottomettersi alle leggi del Padre. Tralascio di dire, a te che lo sai (nota: Dionigi indirizza il suo libro al "confratello Timoteo"), tutto ciò che ci è stato rivelato dalle tradizioni sacerdotali circa l'Angelo che confortò Gesù, o il fatto che lo stesso Gesù, entrato nell'ordine rivelatore per la sua benefica opera salvatrice, fu proclamato "Angelo del gran consiglio". Ed è proprio così, perché Egli stesso dice, nel modo proprio degli Angeli, di annunziarci tutte le cose che ha udito dal padre.

I Nomi

Quanto alle gerarchie celesti vere e proprie, Dionigi afferma di ritenere che "lo sappia con esattezza solo il loro divino Principio iniziatore. (…) Noi non diremo nulla che venga solo da noi, ma esporremo, secondo le nostre capacità, quelle visioni celesti che furono contemplate dai santi conoscitori del Divino e a cui anche noi siamo stati iniziati".

Nove sono gli ordini delle entità celesti, a loro volta suddivisi in tre ordini maggiori: il primo è quello che è sempre presso Dio e comprende i santi Troni e le loro corti "dai molti occhi e dalle molte ali", cioè Cherubini e Serafini. Il secondo ordine comprende Potestà, Dominazioni e Virtù; il terzo gli Angeli, gli Arcangeli e i Principati. Ogni nome delle Intelligenze celesti indica il carattere divino proprio ad ognuna.
Di seguito, riportiamo il testo di Dionigi nella traduzione di G. Burrini (Roma, 1981).

Serafini, Cherubini, Troni

Il santo nome dei Serafini significa sia "coloro che bruciano" sia "coloro che riscaldano", e quello dei Cherubini significa "pienezza di conoscenza" o "effusione di saggezza". Il nome Troni sta ad indicare la vicinanza al trono divino, quindi entità altissime che siedono immediatamente accanto a Dio e ricevono in maniera diretta e immediata le perfezioni e le conoscenze divine. (…)
(Quanto al nome dei Serafini esso ci rivela) il loro continuo ed incessante movimento attorno alle realtà divine, il calore, l'ardore, il ribollire di questo eterno movimento continuo, stabile e fermo, la capacità di rendere simili a se stessi i subordinati, elevandoli energicamente, facendoli ribollire ed infiammare fino ad un calore uguale al loro, il potere catartico simile alla folgore, la natura luminosa e risplendente che mai si occulta e che è inestinguibile, fugatrice di ogni tetra oscurità.
Quanto al nome dei Cherubini, esso ci rivela il loro potere di conoscere e di contemplare la Divinità, la loro attitudine a ricevere il dono di luce più alto e a contemplare la dignità del Principio divino nella sua potenza originaria, la loro capacità di riempirsi del dono della saggezza e di comunicarlo, senza invidia, a quelli del secondo ordine…
Quanto al nome di Troni, spiriti molto alti e sublimi, esso ci indica che questi trascendono in modo puro ogni vile inclinazione, che si elevano verso la vetta in modo ultraterreno, che fermamente si ritraggono da ogni bassezza, che siedono totalmente, in modo saldo e ben fondato, attorno a Colui che è veramente l'Altissimo, che accolgono ciò che discende dal Principio divino con una calma tutta immateriale, e infine che sono portatori del Divino, premurosamente aperti a ricevere le Sue donazioni.

Dominazioni, Virtù, Potestà

Io credo che il nome rivelatore delle sante Dominazioni ci indichi la loro forza di elevarsi, che mai si sottomette, libera da ogni inferiore cedimento; esse non si abbassano assolutamente a nessuna realtà discordante e tirannica, superano… ogni degradante asservimento…, entrano il più possibile in comunione con l'eterna divinità del Principio della Dominazione.
Il nome delle sante Virtù significa coraggio saldo e intrepidità in tutte le attività, un coraggio che mai si stanca di accogliere le illuminazioni donate dal Principio divino, che è anzi potentemente teso all'imitazione di Dio…
Quanto al nome delle sante Potestà, esso ci rivela la loro parità di grado condivisa con le divine Dominazioni e con le Virtù, la disposizione molto armoniosa nell'accogliere i doni divini, il carattere di potenza ultraterrena e intelligente, che non abusa tirannicamente delle sue potenti forze, volgendole al peggio, ma che si eleva ed eleva con bontà i subordinati verso le realtà divine, e che tende ad assimilarsi al Principio della Potestà, fonte di ogni potestà, che Lo riflette, per quanto è possibili agli Angeli…

Principati, Arcangeli, Angeli

Il nome dei Principati ci indica che essi possiedono un carattere divinamente sovrano e un potere di comando, entro un ordine sacro che è il più consono a delle potenze sovrane; che si modellano il più possibile su quello stesso Principio, fonte di ogni altro principio; e infine che essi, con il buon ordinamento delle loro potenze sovrane, Lo esprimono come Principio ordinatore sovressenziale…
Il santo ordine degli Arcangeli, per la sua posizione centrale nella gerarchia, partecipa ugualmente degli estremi. Infatti è affine ai santissimi Principati ed è affine agli Angeli… in quanto riceve gerarchicamente le illuminazioni del Principio divino attraverso le potenze primarie e le annuncia benevolmente agli Angeli, e tramite gli Angeli le manifesta a noi, in proporzione alle sante attitudini di coloro che vengono divinamente illuminati.
Con gli Angeli, come abbiamo detto, terminano e si completano tutti gli ordini delle Intelligenze celesti, perché essi, da ultimi fra le entità celesti, possiedono il carattere di messaggeri e sono più vicini a noi; perciò più ad essi che ai precedenti è appropriato il nome di Angeli, in quanto la loro gerarchia si occupa di ciò che è più manifesto e, ancor più, delle cose di questo mondo… Per questo la Scienza divina ha affidato agli Angeli la nostra gerarchia, designando Michele principe del popolo ebraico, e chiamando anche altri Angeli a presiedere sui vari popoli. Difatti l'Altissimo "stabilì i confini dei popoli secondo il numero degli Angeli di Dio" (Deut. 32, Cool.

L'Armonia sovressenziale

Le Intelligenze celesti sono tutte rivelatrici e messaggere di chi le precede: quelle più degne lo sono di Dio che le muove, mentre le altre, a misura delle loro forze, lo sono delle entità che vengono mosse da Dio.
L’Armonia sovressenziale di tutte le cose ha difatti così ben provveduto alla regolare elevazione e alla santa ed armoniosa disposizione di ciascun essere razionale ed intelligente che ha ripartito ogni gerarchia in ordini sacri, per cui noi vediamo tutta la gerarchia divisa in potenze primarie, intermedie ed ultime; ma, a dire il vero, Essa ha suddiviso anche ogni ordinamento secondo gli stessi rapporti divini. Perciò i conoscitori del Divino dichiarano che gli stessi altissimi Serafini "gridavano l’uno all’altro" (Isaia 6, 3) per dimostrare con ciò chiaramente, a mio avviso, che essi per primi trasmettevano agli altri le conoscenze che hanno sul Divino.
A mio parere c’è ancora una cosa che merita un’intelligente riflessione: la tradizione dei Loghia dice degli Angeli che essi sono "mille migliaia" e "diecimila miriadi" (Daniele 7, 10. Apocalisse 5, 11 e 9, 16) – ripetendo per essi e moltiplicando i numeri più alti che noi usiamo – con l’intenzione di rivelarci chiaramente, con ciò, che gli ordini delle entità celesti sono per noi incalcolabili. Molti difatti sono i beati eserciti delle Intelligenze ultraterrene, superiori alla nostra debole e limitata numerazione materiale, e definiti compiutamente solo dal loro pensiero e dal loro sapere ultraterreno e celeste, ad essi felicemente donato dal Principio divino onnisciente e fonte di saggezza, parimenti Principio sovressenziale, Causa creatrice di essenza, Potenza e Termine che comprende ed abbraccia tutti gli esseri.

Sant'Agostino e san Tommaso d'Aquino

Sant'Agostino così commenta la questione riguardante le gerarchie angeliche:
Come sia composta quella società suprema, e quali siano le differenze gerarchiche, così da permettere, nonostante il comune nome di angeli, l’esistenza anche di Arcangeli, e se gli Arcangeli si chiamino anche Virtù e in che rapporti stiano tra loro quei quattro termini con cui l’apostolo Paolo sembra voler abbracciare tutta la suddetta società dei celesti, dicano pure quelli che possono dirlo, se però possono provare quello che dicono; io per me confesso di ignorarlo (Enchiridion, 5Cool.

Nel tardo medioevo, Tommaso d’Aquino scrive nella sua Summa Theologica:
Circa i soggetti, occorre distinguere i gruppi gerarchici in quanto ricevono in maniera non uguale gli ordini del Principe, come può avvenire nelle città sottomesse ad un unico sovrano, anche se abbiano ricevuto legislazioni diverse. Gli Angeli dotati di una intelligenza più o meno possente conoscono le leggi divine in maniera diversa. E’ questo il fattore principale su cui si fonda la varietà gerarchica in essi. La Prima Gerarchia conosce e apprezza queste leggi come procedenti da un Principio Universale, che è Dio. La seconda le coglie come dipendenti da cause universali create, che sono già più o meno numerose. La terza gerarchia le coglie come sono applicate a ciascun essere e dipendenti da cause particolari. La distinzione degli Angeli in gerarchie e ordini si poggia non tanto sui doni naturali della loro essenza specifica, quanto sul grado della loro elevazione soprannaturale e sulla visione intuitiva che Dio ha loro concesso dopo che ebbero superato la prova, un pelago senza limiti e fondo di beatitudine in cui, con diversa profondità, si immerge la loro estasi.
Quanto alla possibilità degli umani di guadagnare l’accesso alle Gerarchie Celesti, "gli uomini possono sì entrare nei diversi ordini degli Angeli, ma non assumendo la loro natura, pur meritando in Cielo una Gloria che li eguaglia all’uno o all’altro dei Cori Angelici".

L'opera angelica "oggi"

Possiamo dunque intendere le Gerarchie Angeliche come i tramiti o i veicoli dell’emanazione del Pensiero Divino Creatore verso la manifestazione fisica del Creato. Le schiere angeliche operano lungo il percorso della Creazione secondo il loro grado di Conoscenza e la loro Funzione: operano dal momento in cui la Volontà Divina "decide" fino alla manifestazione fisica di tale Volontà, secondo le Leggi a cui essi (e il Tutto) sono sottoposti. Ogni singolo Coro e Ordine riceve dal livello superiore ed emana al livello inferiore quanto tali Leggi consentono: ciò permette alfine all’elemento creato di assumere una propria identità e caratteristiche proprie. Dai Serafini agli Angeli assistiamo dunque alla "solidificazione" della Volontà Creatrice: i primi ne saranno Puro Specchio, i secondi Custodi e Costruttori a livello fisico.

Serafini - Il loro nome significa Ardenti. Sono statici conservatori dell’energia divina increata; pur non conoscendo quella che sarà la Volontà Creatrice, essi reggono fra le loro mani l’energia primordiale e la rendono disponibile nel momento in cui dovrà canalizzarsi per manifestarsi.

Cherubini - Il loro nome significa Colui che prega. Ricevono l’onda del Pensiero Divino, e l’energia per realizzarlo, direttamente dai Serafini. Costituiscono l’elemento dinamico: in base al Progetto, distribuiscono e organizzano le leggi e le strutture dell’energia divina emanata. Per tale motivo, li conosciamo quali guardiani dell’Arca dell’Alleanza e della Porta del Paradiso.

Troni - Portatori della Giustizia di Dio, sovrintendono alla corretta collocazione nello spazio e nel tempo dell’elemento creato.

Dominazioni - Stabiliscono i confini entro i quali l’elemento creato potrà agire, nel pieno rispetto delle leggi statiche e dinamiche che i Cherubini hanno stabilito in precedenza. Confini entro cui la nuova creazione potrà muoversi interagendo con gli altri elementi creati, secondo un principio di generale armonia e in ottemperanza alle leggi universali.

Virtù - Dispensatori di Grazia, definiscono l’archetipo, in termini di qualità specifiche, dell’elemento creato. Stabiliscono pertanto le caratteristiche proprie dell’elemento: attribuiscono la forma, il colore, la dimensione, il profumo, la temperatura. Da questo momento in poi l’elemento è pronto per scendere nei piani della materia, manifestandosi, sia esso un fiore o una galassia.

Potenze o Potestà - Caricano l’elemento creato dell’energia vitale più adatta alla sua specie. Praticamente formano i suoi corpi sottili, infondono il "prana", modellano l’aura che permetterà l’espressione del Sé e difendono dall’attività eversiva delle forze maligne.

Principati - Sono i protettori delle manifestazioni religiose e di culto che stabiliscono e conservano i legami tra creature e Creatore; costituiscono il ponte tra la manifestazione materiale e l’essenza spirituale.

Arcangeli - Custodiscono gli archetipi dello specifico elemento creato, collocato all’interno di una specie. Sovrintendono direttamente all’attività degli Angeli posti a custodia di ogni singolo elemento. Il termine Arcangelo è composto e deriva dal greco essere a capo e messaggero.
Angeli - Sono i Custodi delle singole entità, siano queste esseri umani, appartenenti ai regni vegetale e minerale, oppure oggetti costruiti dall’uomo. Inoltre sono i Costruttori delle forme all’interno dei quattro elementi e dell’etere cosmico che li contiene. In pratica, si occupano di mantenere correttamente saldo nella materia il Progetto Divino lasciando all’Uomo la possibilità, tramite il libero arbitrio, di far progredire ed evolvere tale Progetto. La categoria degli Angeli è dunque quella più vicina agli esseri umani ed opera direttamente sulla loro natura energetica.

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MessaggioInviato: Lun Nov 12, 2007 1:38 pm    Oggetto:  ANGELI CUSTODI
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Incontri

"Parlare" dell’Angelo Custode significa parlare di una presenza molto intima e discreta nella nostra esistenza: ognuno di noi ha instaurato un rapporto particolare col proprio Angelo, sia che lo si abbia coscientemente accettato, sia che lo si ignori.
Nella sezione I vostri contributi sono raccolte le vostre esperienze e i vostri incontri "speciali" con l'Angelo, lasciando da parte, per un attimo, quello che dottrine, religioni e tradizioni ci riportano riguardo ai nostri Custodi Celesti.
Quelle che invece riportiamo qui in apertura sono solo alcune fra le tante esperienze che hanno caratterizzato la vita di santi, mistici e credenti di ogni epoca. La lista degli incontri è lunghissima e una parte di essa è stata inclusa nella sezione Testimonianze. Naturalmente l’Angelo Custode non è una prerogativa delle grandi personalità religiose: il "non vederlo" e il "non sentirlo" di molti uomini comuni, immersi nella vita frenetica della quotidianità, non intacca minimamente la sua presenza accanto a noi.
Nella sezione I Nomi degli Angeli riportiamo inoltre l'elenco dei 72 Angeli che ci custodiscono e ci stimolano alla Virtù, così come sono riportati dalla Cabala. Lì troverete, in base alla vostra data di nascita, il nome di colui al quale siete stati affidati.

Padre Pio

Il pensiero di padre Pio su questo angelo speciale per ciascuno di noi è sempre chiaro e conforme alla teologia cattolica e alla dottrina ascetico-mistica tradizionale. Padre Pio raccomanda a tutti "grande devozione a questo sì benefico angelo" e stima "un grandissimo dono della Provvidenza la presenza di un angelo che ci custodisce, guida e illumina per la via della salvezza".

Sfogliando l'Epistolario ci si imbatte in una fioritura abbondante e variopinta di appellativi: piccolo compagno della mia infanzia, buon segretario, angioletto, il mio buon angiolino, inseparabile compagno, celeste personaggio, insigne guerriero, messaggero celeste, come un fratello, come un amico, come un familiare… Il compito dell'angelo custode non si limita soltanto agli aiuti spirituali, ma si estende anche a quelli materiali: previene i pericoli che sovrastano il corpo, come le insidie tese a interrompere e ostacolare i rapporti dell'anima con Dio; spinge a scansare il male ed a praticare il bene; partecipa pure all'azione delle facoltà superiori… illumina la mente con le buone ispirazioni per una maggiore conoscenza della verità; muove e fortifica la volontà con la tendenza al bene.

L'angelo custode di padre Pio svolgeva anche compiti particolari, per esempio quello di traduttore: "I celesti personaggi non cessano di visitarmi e farmi pregustare l'ebbrezza dei beati. E se la missione del nostro angelo custode è grande, quella del mio è di certo più grande dovendomi fare anche da maestro nella spiega di altre lingue" (E I, 304). Gli suggeriva i mezzi per smascherare le insidie diaboliche (E I, 321); fungeva da mediatore: "Il venti volgente mese offersi il santo sacrificio per voi. Lo sa il buon angelo mio custode, a cui tante volte gli ho affidato il delicato ufficio di venirvi a consolare" (E I, 394); tramite l'angelo custode, padre Pio presentava a Dio tutte le buone opere e consigliava la stessa pratica alle anime a lui affidate (E I, 251); lo sceglieva come collaboratore delle proprie iniziative di zelo per la propagazione del regno di Dio: "Vorrei avere una voce sì forte per invitare i peccatori di tutto il mondo ad amare la Madonna. Ma poiché ciò non è in mio potere, ho pregato e pregherò il mio angiolino a compiere per me questo ufficio" (E I, 277).

Nelle sue lettere si legge:

Il tuo angelo custode vegli sempre su di te, sia egli il tuo condottiero che ti guidi per l'aspro sentiero della vita; ti custodisca sempre nella grazia di Gesù, ti sostenga con le sue mani affinché tu non dia del piede in qualche sasso; ti protegga sotto le ali sue dalle insidie tutte del mondo, del demonio e della carne. Come è consolante il pensiero che vicino a noi sta uno spirito, il quale dalla culla alla tomba non ci lascia mai un istante, nemmeno quando osiamo di peccare. E questo spirito celeste ci guida, ci protegge come un amico, un fratello. Ma è oltremodo consolante il sapere che quest'angelo prega incessantemente per noi, offre a Dio tutte le buone azioni e opere che compiamo, i nostri pensieri, i nostri desideri, se son puri. Abbilo sempre davanti agli occhi della mente, ricordati spesso della presenza di quest'angelo, ringrazialo, pregalo, tienigli sempre buona compagnia. Apriti e confida a lui i tuoi dolori; abbi continuo timore di offendere la purezza del suo sguardo. Sappilo e fissalo bene nella mente. Egli è così delicato, così sensibile. A lui rivolgiti nelle ore di suprema angoscia e esperimenterai i di lui benefici effetti (E III, 82-83).

(…) Quanto consola il sapersi di essere sempre sotto la custodia di un celeste spirito, il quale non ci abbandona nemmeno (cosa ammirabile!) nell'atto che diamo disgusto a Dio! Di chi dunque può temere l'anima devota avendo sempre con sé un sì insigne guerriero? O non fu egli forse uno di quei tanti che assieme all'angelo san Michele lassù nell'empireo difesero l'onore di Dio contro satana e contro tutti gli altri spiriti ribelli ed infine li indussero alla perdita e li relegarono nell'inferno? Ebbene, sappiate che egli è ancor potente contro satana e i suoi satelliti, la sua carità non è venuta meno, né giammai potrà venir meno dal difenderci. Invocate spesso questo angelo custode, quest'angelo benefico, ripetete spesso la bella preghiera: "Angelo di Dio, che sei custode mio, a te affidato dalla bontà del Padre celeste, illuminami, custodiscimi, guidami ora e sempre". Qual sarà la consolazione quando, al momento della morte, l'anima vostra vedrà quest'angelo sì buono che vi accompagnò lungo la vita e fu sì largo di cure materne? (E II, 403-405)

Racconta poi uno dei biografi: "Ero un giovane seminarista quando padre Pio mi confessò, mi diede l’assoluzione e poi mi chiese se credevo al mio angelo custode. Risposi esitante che, per la verità, non l’avevo mai visto e lui, fissandomi con sguardo penetrante, mi tirò un paio di ceffoni e aggiunse: Guarda bene, è là ed è molto bello!. Mi girai e non vidi niente, ma il padre aveva negli occhi l’espressione di qualcuno che davvero guarda qualcosa. Non stava fissando il vuoto. I suoi occhi brillavano: riflettevano la luce stessa del mio angelo".

Una lettera di padre Pio del 1912 racconta della "lite" col suo angelo, il quale se n’era stato via troppo a lungo lasciandolo in balìa delle tentazioni:

Lo rimproverai severamente per essersi fatto attendere così a lungo, sebbene non avessi mai smesso di chiamarlo in mio soccorso. Per punirlo, decisi di non guardarlo in faccia: volevo andarmene, sfuggirgli. Ma lui, poverino, mi raggiunse quasi in lacrime. Mi afferrò e mi fissò, finché non alzi gli occhi, lo guardai in faccia e vidi che era molto dispiaciuto. Disse: "Ti sono sempre vicino, mio caro protetto, ti circondo sempre con l’affetto che ha fatto nascere la riconoscenza verso il beneamato del tuo cuore. L’affetto che provo per te non si spegnerà nemmeno con la fine della tua vita".
A quanti poi gli domandavano se veramente sentisse la voce dell’angelo, rispondeva ironicamente: "Credi forse che sia sordo?".

Anna Caterina Emmerich

Anna Caterina Emmerich (Germania 1774-1824), monaca agostiniana, è la stigmatizzata alle cui visioni il poeta Paul Claudel dovette la sua conversione al cattolicesimo. La santa fin dall’età di nove anni ebbe visioni angeliche che la seguirono poi intensamente per tutta la vita; oltre a leggere nel pensiero e sollevarsi dal suolo, usciva dal corpo e veniva trasportata dal suo angelo custode a migliaia di chilometri dal suo villaggio natale (Dulmen, in Vestfalia) il che le permetteva di portare in anteprima notizie provenienti da molto lontano. Una volta riferì al suo parroco di aver scorto il Papa che poneva una corona in capo ad un piccolo personaggio. Alcuni giorni dopo giunse la notizia che Napoleone Bonaparte era stato incoronato imperatore. Questi strani poteri misero in sospetto tanto le autorità civili che quelle ecclesiastiche, le quali, sospettando una frode, sottoposero Caterina a ripetuti controlli e verifiche per rilevare i possibili imbrogli: i risultati furono costantemente negativi. A proposito del suo angelo custode diceva:

Lo splendore emanante da lui è pari solo al suo sguardo: un raggio di luce. A volte passavo intere giornate con lui. Mi mostrava delle persone che conoscevo e altre che non avevo mai visto. Con lui attraversavo i mari alla velocità del pensiero. Potevo vedere molto lontano. Mi condusse dalla regina di Francia (Maria Antonietta) mentre era in prigione. Quando arriva per portarmi con sé solitamente vedo un debole chiarore e poi improvvisamente mi appare dinanzi come la luce di una lanterna che illumina le tenebre... La mia guida è sempre davanti a me, a volte al mio fianco e non ho mai visto i suoi piedi muoversi. E’ silenzioso, fa pochi movimenti, ma talvolta accompagna le sue brevi risposte con un cenno della mano, o inclinando il capo. Oh, com’è brillante e trasparente! E’ serio e gentile e ha capelli setosi, fluttuanti e brillanti. Il suo capo non è coperto e l’abito che indossa è lungo e di un candore abbagliante... Gli parlo liberamente e tuttavia non ho mai potuto guardarlo in viso. Mi inchino dinanzi a lui ed egli mi guida con diversi cenni. Non gli faccio mai troppe domande perché la soddisfazione che provo solo sapendolo al mio fianco, mi trattiene. E’ sempre molto breve nelle sue risposte... Una volta mi persi nei campi di Flamske, ero terrorizzata, cominciai a piangere e pregare Dio. Improvvisamente vidi davanti a me una luce, simile a una fiamma, che si trasformò nella mia guida. La terra sotto i miei piedi diventò secca e né pioggia né neve cadevano più su di me. Ritornai a casa senza nemmeno bagnarmi.

Maria Angela Astorch

La cappuccina catalana Maria Angela Astorch (1592-1662) descrive così le sensazioni che provò allorché vide per la prima volta il suo angelo custode:

Non appena percepii la sua presenza, avvenne un tale cambiamento nel mio spirito che si può dire vivessi in me stessa e allo stesso tempo fuori dal mio corpo. Infuse una grande nobiltà alle mie percezioni, il mio cuore si riempì di una dolce sensazione di conforto e con una minuziosa operazione fortificò tutto il mio spirito. Lasciò in me una tale impronta, una gratitudine così umile e dolce che non conoscevo più la debolezza delle creature, poiché tutte le passioni erano scomparse; provai una tale purezza di coscienza e una tale mortificazione dei sensi, che non dovevo più combattere con essi grazie alla potenza di quella misericordia.

Emanuel Swedenborg

Emanuel Swedenborg (Stoccolma 1688 - Londra 1772), appartenente alla Chiesa protestante e fino a 56 anni "semplice" scienziato, cominciò ad avere, da quell’età in poi e ininterrottamente per decenni, sogni misteriosi che si trasformarono in visioni e viaggi mistici. Così afferma riguardo gli angeli custodi:

Angeli di ogni società sono inviati agli uomini per salvaguardarli dai pensieri e dai desideri sbagliati. Se costoro li ricevono liberamente, inviano loro buoni sentimenti che li aiutano ad allontanare le intenzioni malvagie. Tutte queste funzioni sono funzioni del Signore, svolte attraverso gli angeli, perché gli angeli le svolgono non per se stessi, ma in base all’ordine divino.

Maria Lataste

Maria Lataste (Francia 1822-1847), morta a soli 25 anni, entrò in convento e scrisse lungamente di angeli sotto dettatura medianica, specie nel quarto libro della sua opera, intitolato "Gli angeli e gli uomini". Eccone un estratto:

La più intima unione dell’uomo è con gli angeli ed è un’unione destinata a durare per sempre, fino all’eternità. L’unione con la creatura materiale invece è a un livello molto più basso ed è solo transitoria; dura solo fino alla soglia della vita. L’unione dell’anima con l’angelo è la più forte, poiché essa non è mai passiva, ma operante, attiva. Tra l’uomo e gli angeli c’è comunicazione e intesa; tanto che l’uomo finisce per somigliare all’angelo e innalzarsi con lui... Due cose gli angeli hanno il potere di creare negli uomini. La prima è l’illuminazione dell’intelligenza, la seconda è il moto della volontà. Essi illuminano gli uomini in tre modi: annunciando loro i divini misteri, istruendoli ed esortandoli. Li illuminano manifestandosi a loro visibilmente o invisibilmente. Invisibilmente, quando non si servono di nessun oggetto sensibile per manifestarsi, agendo direttamente con l’anima sull’anima, parlando come da spirito a spirito, come da un angelo ad un altro angelo. E ciò avviene sia quando l’interlocutore è sveglio, sia quando dorme. Gli angeli si avvicinano a tutti quelli che si interessano a loro e che vi si rivolgono ispirati da buoni pensieri. Quanto alla volontà, essa rimane libera e né gli angeli, né Dio stesso, possono imporre un movimento verso il bene se l’anima non lo vuole. Il moto dell’anima è una disposizione, un’attitudine verso il bene. Solo in questo modo gli angeli possono agire, eliminando gli ostacoli che la limitano... Dio ha affidato l’esecuzione degli atti della Provvidenza ai propri ministri, che sono gli angeli. Ha creato l’uomo e lo ha affidato a loro, perciò gli angeli rimangono sempre al suo fianco, come suoi custodi. Tutti gli uomini hanno un angelo custode perché tale è la volontà del Padre, nel cielo, il quale sempre per il bene e la salvezza dell’uomo. Gli angeli custodi sono stati creati da Dio fin dal principio. Tutti gli uomini ne hanno ricevuto uno che vegli su di loro... Ecco quello che l’angelo custode fa per voi e quello che voi dovete fare per lui. Egli allontana da voi i mali del corpo e dell’anima; lotta contro i vostri nemici, vi incita a fare il bene; porta a Dio le vostre preghiere e incide sul libro della vita le vostre opere buone; prega per voi, vi segue fino alla morte e vi porterà in seno a Dio se vivrete nella giustizia durante il vostro passaggio sulla terra. Un nonnulla può affliggere il vostro corpo per sempre, un incidente può per sempre carpire la vita della vostra anima. Non siete abbastanza preparati per scavalcare e allontanare tutti i pericoli; e quand’anche lo foste, spesso non lo potreste fare da soli. Ciò che non vedete, il vostro angelo può vederlo per voi e proteggerà il vostro corpo e la vostra anima allontanando tutto quello che potrebbe creare danno; lo fa senza che voi ve ne accorgiate. Se qualche volta ci riflettete e vi domandate come mai siete sfuggiti a tale incidente, a tale disgrazia, toccherete con mano l’azione del vostre angelo... Infine il vostro angelo custode vi seguirà dappertutto, ogni giorno della vostra vita e quando Dio vi ritirerà da questo mondo, vi presenterà davanti a Lui.

Eugenio Ferrarotti

Padre Eugenio Ferrarotti, superiore della Chiesa di San Filippo a Genova ed esorcista riconosciuto, riceve messaggi dal proprio angelo custode tramite la scrittura automatica. Ecco le sue parole:

Stabilire un contatto con l’angelo custode è semplice. Prima di tutto pensandolo: se non lo si pensa, lui è quasi con le mani legate. Però ci dà ugualmente assistenza e protezione e chissà quante volte ci ha salvato da pericoli spirituali e corporali. L’angelo bisogna invocarlo, raccomandandosi a lui, giusto per mantenere aperto il canale di comunicazione. Io lo faccio spesso, specie se devo incontrarmi con persone difficili... Funziona sempre. E non lo penso solo io. Una volta papa Pio XI confidò a monsignor Roncalli, il futuro Papa buono, che quando doveva incontrare certe persone faceva la commissione al suo angelo custode e le cose poi andavano meglio. Consiglio a tutti di provare... prima o poi l’angelo trova il modo di rivelarsi a chi lo invoca. La sua presenza è per me una certezza. Lo dicono anche le Sacre Scritture: "Ecco, io mando un Angelo davanti a te, perché ti guidi durante il cammino e ti conduca al luogo che ti ho preparato. Rispetta la sua presenza e ascolta la sua voce" (Esodo, 23 20).

Katsuko Sasagawa

Katsuko Sasagawa (Giappone 1931) si chiama oggi suor Agnese e vive uno stretto rapporto con la dimensione angelica, fin da quando si salvò da un coma profondo nel corso del quale ebbe visioni magnifiche, che continuarono in seguito anche in stato di coscienza. In una visione del luglio 1973, la religiosa vide una figura che pregava al suo fianco:

E’ la stessa che avevo visto al lato del letto in ospedale, una donna fatta di luce, dalla voce magnifica, pura, che risuonava nella mia testa. Fissandola mi accorsi che somigliava vagamente a mia sorella morta. Appena l’idea mi sfiorò, la creatura mi rispose sorridendo gentilmente e facendo cenno di no con la testa. Poi disse: "Sono colei che resta sempre al tuo fianco e ti protegge". L’angelo brillava, non lo si può descrivere a parole, emanava una sensazione di dolcezza. Il suo abito era di luce.

Segue una nuova visione del 2 ottobre successivo, festa degli angeli custodi. Racconta suor Agnese:

Una luce brillante mi abbagliò. Nello stesso istante apparvero le figure degli angeli che pregavano davanti all’ostia luminosa. Erano in otto, inginocchiati intorno all’altare e formavano un semicerchio. Quando dico che erano inginocchiati, non intendo che vedevo le loro gambe, o distinguevo i loro tratti. E’ difficile perfino descriverne gli abiti. Sicuramente non assomigliavano a degli esseri umani, non avevano l’aspetto di bambini, né di adulti, erano senza età ed erano proprio lì. Non avevano ali, ma i loro corpi erano avvolti da una specie di luminescenza misteriosa. Non credevo ai miei occhi. Tutti adoravano il Santo Sacramento con grande devozione. Al momento della comunione, uno di essi mi invitò ad avanzare verso l’altare, da dove potei distinguere chiaramente gli angeli custodi di ogni membro della comunità. Davano veramente l’impressione di guidarli e proteggerli con gentilezza ed affetto. Niente come quella scena riuscì ad aprirmi gli occhi sul profondo significato dell’angelo custode: fu molto meglio di qualsiasi spiegazione teologica...

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MessaggioInviato: Lun Nov 12, 2007 1:44 pm    Oggetto:  I TRE ARCANGELI
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Nella sezione Nomi degli Angeli abbiamo conosciuto il nome dei 9 Arcangeli che presiedono all’attività dei 9 Cori Angelici secondo la Cabala ebraica: in questa sezione approfondiremo la loro funzione e il legame col nostro mondo, accennando anche al decimo Arcangelo preposto alla sfera energetica della Terra, Sandalphon.
In realtà, nel pensiero comune, 3 sono gli Arcangeli a cui è dedicata la maggior parte delle invocazioni e che quindi risultano collegati a molte funzioni diverse: Michele, Gabriele e Raffaele. Il motivo di questa predilezione è dovuto in gran parte al fatto che la Chiesa ci indica solo i tre nomi esplicitamente citati nell’Antico e Nuovo Testamento.
Iniziamo dunque a parlare dei 3 Arcangeli più noti attraverso la ricerca di Giuditta Dembech che ha attinto da diverse tradizioni (vedi anche Angeli e Astri).

Michael
La predilezione degli umani nei confronti di Michael, divenuto per tutti San Michele Arcangelo, è dovuta al fatto che gli viene attribuito uno dei compiti più importanti: quello della lotta contro le Forze del Male. Per questo, è familiarmente raffigurato con la corazza e la spada di un guerriero nell’atto di calpestare e dunque sconfiggere Satana, rappresentato sotto forma di serpe o drago.
La sua spada fiammeggiante, naturalmente, ha valore simbolico: con essa, non solo trafigge il drago ma squarcia il buio, sconfigge le tenebre e riporta ai suoi protetti il conforto della Luce. Egli è dunque il protettore dalle insidie che provengono dalle forze oscure, è la roccaforte della Luce, il baluardo nei confronti delle tenebre. Il suo è il ruolo centrale di capo delle armate Celesti, il vincitore della Bestia, il vincitore per eccellenza di tutte le battaglie.
Questo suo aspetto di guerriero vittorioso ed invulnerabile gli assicurerà il grande favore da parte di tutti gli eserciti, dei soldati e dei regnanti di tutte le epoche. Infatti, già nel 313 l’imperatore Costantino gli tributa un intenso culto. Personaggio piuttosto dubbio, Costantino fu un feroce massacratore di Cristiani; si ravvide dopo aver avuto una grande visione. Una croce fiammeggiante gli apparve in cielo con una scritta: "In hoc signo vinces", (con questo segno vincerai). Stava infatti per scendere in battaglia contro l’esercito dell’imperatore Massenzio: la tradizione vuole che ciò accadesse alle pendici del monte Musinè. Dimenticando l’odio con cui ha martorizzato tanti cristiani proprio in nome di quella croce, decide di accettare il consiglio del cielo. Fa contrassegnare con la croce tutte le armi, i carri e gli stendardi e, com’era prevedibile, vincerà la battaglia. Toccato nel vivo, Costantino ordina immediatamente che cessino le persecuzioni contro i cristiani, viene catechizzato e fa costruire, tra l’altro, un grande santuario a Costantinopoli tutto dedicato all’Arcangelo, il Micheleion, ponendo la città sotto alla sua celeste protezione. In seguito, furono ben quindici le chiese della città costruite in onore di Michele. Dal mondo bizantino, il culto dell’Arcangelo Michele dilaga rapidamente ovunque, diffuso soprattutto dalla popolarità che gode fra i soldati.
Nel 490 in Italia inizia una serie di eventi miracolosi nel Gargano che culminerà con l’apparizione dell’Arcangelo all’arcivescovo Lorenzo di Siponto. Chiede che gli venga costruito un santuario in una grotta inaccessibile. E’ molto esplicito:
Io sono l’Arcangelo Michele e sto sempre alla presenza di Dio. La caverna è a me sacra, è una mia scelta; io stesso ne sono il vigile custode… Là dove si spalanca la roccia i peccati degli uomini verranno perdonati… Quello che qui verrà chiesto con la preghiera, qui verrà esaudito.
Ma l’impresa è ardua, quella caverna è collocata in una posizione veramente impossibile per costruirci dentro. Il vescovo temporeggia, l’Angelo no. Tre anni dopo, Michele torna a riapparire, insiste. Avvisa che quel luogo è stato consacrato da lui stesso, che i culti possono iniziare senza aspettare oltre. Monsignore si reca nella grotta e, con suo grande stupore, trova un altare di marmo già pronto, ricoperto da un velo rosso "disceso dal cielo". Sul blocco di marmo è impressa l’orma dei piedi dell’Angelo. Il luogo viene denominato "la Celeste Basilica" e i culti iniziano immediatamente. A tutt’oggi Monte sant’Angelo sul Gargano è meta di continui pellegrinaggi, dettati da una grandissima devozione.
Altre grotte saranno consacrate dall’Arcangelo, altre basiliche saranno costruite in suo nome e altri potenti lo invocheranno a protezione dei propri regni o nelle battaglie: Michael giunge dunque fino a noi conservando intatte le sue prerogative di Principe delle Milizie Celesti, Guerriero e Difensore della Luce.

Gabriel
L’Arcangelo Gabriele ha sempre avuto nell’ambito delle Sacre Scritture, compreso il Corano, il compito di annunciatore, messaggero, divulgatore della Parola di Dio nei confronti dell’umanità; egli si manifesta in prevalenza per annunciare l’incarnazione e la nascita di fanciulli molto speciali… Il suo ruolo è particolarmente legato alla sfera della maternità. Le nascite annunciate da Gabriele non sono mai comuni, avverranno sempre in un ambito di prodigio, e i bambini che nasceranno avranno dinanzi a sé un grande compito da svolgere.
Gabriel appare ad Abramo per annunciargli che sua moglie Sara, ormai avanti negli anni e ritenuta sterile, gli darà il figlio che ha atteso invano per tutta la sua giovinezza e che, da questo figlio, nascerà un popolo eletto. Gabriele torna sulla Terra secoli dopo, per annunciare ad una giovane vergine la nascita di un figlio che avrà nome Gesù, una nascita destinata a cambiare la storia dell’umanità, attesa e profetizzata da tutte le Sacre Scritture dei secoli precedenti. Nello stesso periodo, Gabriele appare a Zaccaria, sacerdote del Tempio e marito di Elisabetta, cugina di Maria. Anche Elisabetta è avanti negli anni e sterile ed anche Zaccaria, pur avendo visto coi suoi occhi l’Angelo, stenta a credere a questa paternità annunciata.
Oltre al ruolo di annunciatore, Gabriele pare avere anche un compito importante nella protezione dei fanciulli "speciali" che ha accompagnato dal cielo al ventre delle madri. Ferma la mano di Abramo che sta per sacrificare il piccolo Isacco. Fa sgorgare l’acqua per dissetare il piccolo Ismaele nel deserto. Avvisa Giuseppe di levarsi e fuggire col bambino perché Erode lo cerca per ucciderlo.
Da tutto questo, Gabriele può essere ben definito come il custode della creatività espressa in tutti i campi dello scibile: è colui che apre la mente dell’uomo alla comprensione del genio e della bellezza, colui che fa appunto "concepire" le idee, poiché a lui attiene tutto quanto concerne il concepimento, sia sui piani fisici che su quelli puramente astratti. Gabriel, dunque, agendo attraverso le Legioni dei suoi Angeli, estende il suo dominio su tutto quanto concerne la creazione fisica e spirituale di un nuovo Essere, accompagnandolo lungo il viaggio verso l’incarnazione.


Raphael
E’ l’Arcangelo che fin dai tempi più antichi ha in custodia la facoltà di guarire. In tempi moderni il suo dominio si è esteso sulla medicina, la farmacologia, la chimica. E’ quindi l’Arcangelo ispiratore della scienza applicata all’uomo, soprattutto della ricerca scientifica; colui che fa scendere, attraverso le sue Legioni, idee ed intuizioni nella mente degli individui predisposti.
L’Antico Testamento parla di Raffaele quando, camuffato come un qualunque essere umano, appare al giovane Tobia e lo accompagna e protegge in un viaggio lungo e pieno di pericoli. Il padre di Tobia è cieco, strada facendo Raffaele (che ha dichiarato di chiamarsi Azaria) dà istruzioni precise al giovane sulla preparazione di un particolare farmaco estratto dalle interiora di un pesce: Aprilo e togline il fiele, il cuore e il fegato, mettili in disparte; getta via invece gli intestini. Tobia non ha conoscenze terapeutiche ed interroga il "forestiero" sull’utilità di conservare queste parti non certo nobili. L’Angelo sa ciò che sarebbe accaduto nel futuro e così gli risponde: Quanto al cuore ed al fegato ne puoi fare suffumigi in presenza di una persona, uomo o donna, invasata dal demonio o da uno spirito cattivo e cesserà in essa ogni vessazione e non ne resterà più traccia alcuna. Il fiele invece serve per spalmarlo sugli occhi di un affetto da albugine. Si soffia su quelle macchie e gli occhi guariscono. (Tb 6, 4)
Il viaggio è ancora lungo, l’Angelo conosce cose che per il ragazzo sono nascoste. Tobia non sa che sposerà una fanciulla in una città lontana. Una fanciulla perseguitata dal demone Asmodeus che ha ucciso i suoi sette mariti prima che potessero anche solo sfiorarla. Quando si realizzeranno i progetti divini, la notte delle nozze Tobia teme di essere ucciso come gli altri, ma i suffumigi suggeriti dal misterioso accompagnatore libereranno la sua sposa: L’odore respinse il demonio che fuggì nelle regioni dell’alto Egitto. Raffaele vi si recò all’istante e in quel luogo lo incatenò in ceppi (Tb 8, 3). Tornato a casa con la sposa, Tobia spalma l’unguento ottenuto dal pesce sugli occhi del padre, soffia come lo ha istruito l’Angelo, e il vecchio riacquista la vista.
Sarà questo antefatto a consacrare Raphael come nume tutelare della medicina; con qualunque nome egli venga da sempre chiamato (sia esso Mercurio per i romani, Hermes per i greci, Thot per gli egiziani) il suo compito è quello di dispensare l’energia risanante e la sua risposta ha come unica condizione la nostra invocazione e la nostra richiesta di aiuto.

La tradizione ebraica

Contrariamente a quella cristiana, la tradizione ebraica ha dedicato studi approfonditi per estrapolare i nomi segreti degli Angeli dai versetti delle Sacre Scritture. Nel "Pentateuco", la serie dei cinque libri di Mosè, sarebbero nascoste le indicazioni dei nomi segreti. Fu proprio Yahvè a chiedere di osservare attentamente: Io mando il mio Angelo innanzi a voi, osservatelo poiché egli porta il mio nome. Rigorosi esecutori della Parola Divina, i Rabbini hanno esaminato i 3 versetti (ciascuno composto da 72 lettere) del capitolo 14 dell’Esodo, e per esattezza i capitoli 19, 20 e 21, traendo da essi i 72 nomi angelici.
Vedi Nomi in ebraico degli Angeli.
Ma la tradizione cristiana non ha accettato alcun nome che non fosse esplicitamente, e non "occultamente", rivelato nelle Scritture. Quando altri nomi sono stati introdotti nei rituali sono subito insorti problemi con le gerarchie ecclesiastiche. Nella sezione Angeli e Astri è trattato il "caso" dei 7 Angeli planetari, anticamente venerati e conosciuti anche con diversi nomi: "i 7 Reggitori del mondo", "le 7 Luci Ardenti", "i 7 Occhi del Signore", "i 7 Troni".
Qui ricorderemo solo le "disavventure" dell’Arcangelo chiamato Uriel.

Uriel

Nel 745 papa Zaccaria, in un Sinodo diocesano, condannò e sospese l’Arcivescovo Adalberto di Magdeburgo; accusato di compiere opere di magia tramite l’invocazione di Angeli, sarebbe stato aiutato da Uriel per produrre grandi fenomeni. Il motivo della condanna risiedeva in una preghiera "miracolosa", composta da Adalberto, che, accanto ai nomi già noti di Michael, Gabriel, Raphael e Uriel, includeva nomi di Angeli "sospetti": Raguel, Tubuel, Ineas, Tubuas, Sabaoc, Siniel. Negli atti del Sinodo si ribadisce che nelle Sacre Scritture sono resi noti soltanto tre nomi di Angeli…dunque si ritiene che gli altri Angeli invocati nella preghiera di Adalberto fossero autentici demoni. Le preghiere da lui composte furono accuratamente cancellate e Uriel fu fatto oggetto di una attenta inquisizione. Alla fine, la Chiesa decise che esistevano due Uriel: uno era l’immacolato compagno di Adamo di prima e dopo la caduta, l’altro era un demone perfido che aveva acconsentito alle richieste del vescovo-mago Adalberto.

I Nomi degli Arcangeli

Ritornando a noi, è dunque facile comprendere che per giungere alla conoscenza dei nomi angelici è necessario addentrarsi nella sacra scienza dei Rabbini: nessuna scrittura ufficialmente accettata dal Cristianesimo ci ha infatti tramandato quei nomi. E teniamo presente che il culto degli Angeli è iniziato nelle Sinagoghe per poi passare al Cristianesimo. Riportiamo quindi di seguito i nomi e le funzioni dei 9 Arcangeli che presiedono all’attività dei 9 Cori Angelici. I testi derivano dall'angelologo Haziel e sono il frutto dello studio sui libri della cultura ebraica, in particolare sulla Cabala che può essere definita come la dottrina esoterica ebraica.

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INTRODUZIONE AI MONDI ARCANGELICI

L’area di attività degli Angeli e degli Arcangeli è il Mondo Etereo: esso è formato dal riflesso delle Sfere Superiori e, in tal modo, ha la possibilità di fungere da punto di congiunzione fra la nostra Terra in senso fisico e i Mondi Spirituali. La Sfera Eterea rappresenta, per così dire, il cordone ombelicale che ci unisce ai Mondi di Lassù, e per suo tramite tutte le regioni attive sulla Terra (quelle del Mondo Astrale o del Desiderio e quelle del Mondo Mentale) trasmettono le loro correnti.
I vari Cori degli Angeli risiedono nel Mondo Astrale e gli Arcangeli hanno la loro sede nel Mondo Mentale. Il Corpo più basso di un Angelo è il Corpo Etereo, detto Corpo Vitale, mentre il Corpo più basso di un Arcangelo è il Corpo del Desiderio, detto Corpo Astrale. Gli Angeli operano dunque ad un livello più "vicino" rispetto al livello fisico umano. Tale è il motivo per cui gli Arcangeli sono costretti a fare ricorso ai loro Angeli per agire interiormente sugli umani, sebbene abbiano la possibilità di influire direttamente sulle circostanze che si producono intorno a noi (le circostanze esteriori altro non sono che l’esteriorizzazione delle circostanze interiori). D’altro canto, a mano a mano che il nostro Corpo Vitale acquista maggior compattezza strutturale, gli Arcangeli svolgono opera crescente, sia tramite gli Angeli, sia intervenendo in modo diretto per avvolgerci in circostanze favorevoli alla nostra evoluzione.

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METATRON

POTENZA DELLE POTENZE

ARCANGELO DEL CORO DEGLI ANGELI SERAFINI

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Metatron è l’inviato speciale della Divinità per tutte le questioni che attengono al nostro Mondo: egli determina l’unione fra Desiderio e Ragione, allo scopo di proiettare le realtà astratte dai Mondi Superni ai Mondi Inferiori. In altri termini, Metatron accorda alla nostra mentalità e sensibilità il potere di recepire chiaramente ciò esiste nei Mondi dello Spirito sotto forma di possibili creazioni, così che per noi la Creazione diventa un insieme coerente. Quest’Arcangelo ci offre la conoscenza; ci rivela l’obiettivo, il fine, i progetti della Divinità. Per mezzo dell’intelletto e dei sentimenti, la sua energia ci svela il motivo per cui le cose sono come sono. Grazie a lui, possiamo conoscere il futuro, il nostro avvenire: infatti l’energia gestita da Metatron rivela la visione del Piano completo della Creazione, un insieme di particolari che non sono ancora stati realizzati. Grazie a questa visione, ci è dato di capire perché sia utile adottare una determinata linea di comportamento, e parimenti il fine delle Leggi Cosmiche.
Metatron è colui che infonde la Volontà. Si può dire che egli si situi al sommo di una torre dalla quale è possibile osservare tutto ciò che si svolge in basso: ogni nostra domanda rivolta a lui avrà una risposta pienamente captata dalla nostra mente e totalmente compresa dai nostri sentimenti. Pertanto Metatron non ci fa vedere quello che ci spiega. Non è compito suo suscitare la chiaroveggenza poiché noi non siamo in grado di recepire in una sola immagine il progressivo sviluppo di un processo cosmico.
Agli uomini desiderosi di percepire le sue radiazioni, egli rivela, nelle sue fasi molteplici, lo svolgimento di ogni singola cosa, dal germe iniziale alla solidificazione conclusiva. Se da un lato questo Arcangelo ci permette di conoscere il passato, per altro verso ci rivela i fatti quali saranno in un futuro prossimo o lontano. Da Metatron, insomma, noi riceviamo il dono della profezia.

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RAZIEL

POTENZA DELL'AMORE E DEL SAPERE

ARCANGELO DEL CORO DEGLI ANGELI CHERUBINI

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L’Arcangelo Raziel è, per gli Esseri Umani, l’aspetto comprensibile, visibile, della Divinità. Egli è colui che trasmette le Virtù Divine, il Cammino che conduce al Creatore dell’Universo; egli applica concretamente e visibilmente la Volontà invisibile.
Raziel è l’Iniziatore, la scintilla attiva e permanente destinata ad accendere, a infiammare la nostra Coscienza. Il suo influsso, diretto alla scoperta della Verità, non si risolve nell’intelligenza attiva, nel mondo del Pensiero, ma attraverso la rivelazione diretta e immediata, al pari del bagliore di un lampo. Egli ha il compito di apportare ai ricercatori della Verità il dono provvidenziale, la ricompensa dovuta al loro sforzo di ricerca: è lo strumento vettore dei nostri desideri, colui che li orienta verso obiettivi sublimati, infondendo in essi una dose ingente di Volontà. In questa pulsione ed elevazione dei nostri sentimenti verso l’Alto per mezzo dell’Amore, si verificherà una frattura tra noi e ciò che si situa in Basso. Tale frattura, generata da una forza distruttrice, è nondimeno dovuta alla nostra elevazione in rapporto al livello nel quale noi ci trovavamo. Sotto l’aspetto materiale, l’Arcangelo, a causa del suo Amore traboccante, è l’aspetto distruttore di quanto è multiplo, diverso, perverso…. l’oscurità è costretta a convergere sull’Oscurità, affinché brilli la Luce. La sua energia vanifica tutto ciò che è in contraddizione con il Piano della Creazione, tutto ciò che ostacola il progredire dell’Opera Divina: egli è nemico di tutti coloro che vivono calpestando le regole cosmiche e divine.
Allo scopo di illuminare il nostro cammino verso la Perfezione, Raziel ci accorda la Saggezza (e il Sapere) che ci guida verso la conoscenza della Verità, così che ci sia dato di applicarla con Amore in seno alla Società che ci circonda. Egli ci porta a desiderare l’Unità: quanto è diverso è destinato a unificarsi, a "essere Uno".

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BINAEL

POTENZA DEL PENSIERO CONCRETO

ARCANGELO DEL CORO DEGLI ANGELI TRONI

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Binael è l’Ordinatore dell’Universo nella duplice valenza del termine: ordina e mette in ordine. Egli trasforma le energie cosmiche in Leggi che permettono il funzionamento dell’Universo e, di conseguenza, consente agli Umani di scoprire innanzitutto le Leggi in questione, per poter in seguito adottare una linea di comportamento conforme alle stesse. L’Arcangelo Binael ha dunque avuto l’incarico di esteriorizzare l’Opera Divina nel nostro Universo: ne è stato per così dire l’esportatore verso livelli inferiori e tale ruolo di "esportazione" è stato denominato Sacrificio. In altre parole, ciò che le Forze Celesti (Angeli e Arcangeli) mirano a ottenere, tramite il Sacrificio di Binael, è la Conoscenza, ossia la trasmissione-diffusione del sapere davvero utile e autentico verso gli Uomini.
Spetta quindi a Binael rappresentare e dettare le Leggi; è lui a indicarci come dobbiamo agire, la direzione verso la quale procedere, il peso, la misura, le proporzioni di ogni cosa. Spetta ancora a lui consentirci (se ne facciamo domanda esplicita) di capire il funzionamento della Macchina Cosmica. E lo consente esigendo studio e riflessione.
E’ l’Arcangelo Binael a dettare le regole future all’inizio della nostra incarnazione e a rettificare in seno alla nostra natura umana ciò che non è in armonia con la Legge (cosmica, naturale, logica e razionale). Egli si assume la responsabilità (ossia la funzione) di creare un quadro esistenziale all’interno del quale la nuova vita abbia modo di svilupparsi: accorda cioè agli Uomini lo Spazio-Destino ove i loro drammi saranno vissuti. Questo Arcangelo è pertanto il padre di tutte le creazioni materiali, di tutte le solidificazioni, di tutte le cristallizzazioni cosmiche (macro o micro-cosmiche).
Allorché sia stata violata, egli può facilitarci il ritorno alla Legge. Di fatto, l’azione di Binael diverrà operativa precipuamente tramiti i suoi otto Angeli-Troni, che rappresentano altrettante facce, altrettanti aspetti della Forza dell’Arcangelo.

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HESEDIEL

POTENZA DELLA PROSPERITA' E DELL'OPULENZA

ARCANGELO DEL CORO DEGLI ANGELI DOMINAZIONI

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Hesediel è il figlio del Pensiero Divino, trasmesso da Metatron, Raziel e Binael, nonché il portatore della Suprema Volontà (volontà divina): egli deve mettere a frutto questo grano nel nuovo mondo dei Sentimenti, intesi come desiderio imperioso che sprona la persona alla conquista della felicità totale e permanente. Pertanto, nelle energie elargite dall’Arcangelo Hesediel, sono presenti i poteri dei sentimenti, che ci spingono alla conquista di tutto ciò che esiste sulla Terra. Ma, sulla distanza, questo Arcangelo è anche apportatore di Giustizia, di ciò che ci indurrà alla rinuncia del superfluo, di ogni forma di futile abbondanza: beneficiando della grazia di Hesediel, noi dobbiamo cercare e conquistare l’Equilibrio. Egli è il frutto dell’intelligenza (il figlio di Binael, se così si può dire) ma la sua forza generatrice determina l’insorgere del desiderio. Nella vita quotidiana, poi, Hesediel si manifesta più nella sua prerogativa di promotore di desideri, che in quanto Figlio dell'Intelletto Supremo. Liberato e affrancato da questa peculiarità, egli ha organizzato l’Universo a propria immagine e somiglianza. Pertanto ha fatto sì che i Desideri regnassero da padroni, da sovrani assoluti. Grazie all’invocazione a Hesediel i nostri desideri quindi trionferanno: l’adempimento dei nostro auspici, la realizzazione dei nostri progetti, il successo, la gloria, il coronamento delle nostre ambizioni. Tutto ciò rischia forse di condurci a degli eccessi, a infrangere le leggi (umane o divine) o le usanze… se tale circostanza si produce, i Figli di Hesediel (Camael e Raffaele) non tarderanno ad arrivare al fine di ristabilire l’ordine.
La prima influenza, quella che si configura come il frutto dell’Intelligenza Divina, farà sbocciare i frutti delle nostre trascorse azioni positive oppure del nostro anelito alla bontà, alla gioia e all’abbondanza, in relazione ai nostri comportamenti futuri. La seconda, invece, produce in noi il seme del Desiderio e lo farà sbocciare nello spazio sociale (non per legittima o meritata ricompensa a causa dei servizi resi all’Opera Divina). Sta di fatto che, in qualsivoglia modo, Hesediel è portatore di benessere, di soddisfazione, di piacere, di vita agiata, di euforia.

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CAMAEL

POTENZA DELLA GIUSTIZIA E DELLA GRAZIA

ARCANGELO DEL CORO DEGLI ANGELI POTESTA'

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Nel dispiegamento della Vita, quale appare nella Bibbia, le forze guidate da Camael sono quelle che hanno causato l’espulsione di Adamo dal Paradiso Terrestre (retto da Hesediel) dopo che egli aveva ceduto alle lusinghe degli Angeli dell’Abisso. Il Programma dell’Arcangelo Camael è contenuto nel decreto divino in base al quale l’uomo dovrà guadagnarsi il pane con il sudore della fronte, ma inteso in senso lato; ossia: tutto ciò che emanerà dall’Uomo – l’Opera Umana – sarà fatto al prezzo dello sforzo sostenuto, e perfino della sofferenza. Pertanto, Camael rappresenta la caduta (ovvero, l’ingresso) dell’Uomo in un mondo inferiore, ed è incaricato di condurre l’Umanità, tramite il suo lavoro, alla volta del lussureggiante Paradiso Perduto. Egli ci introduce alla Conoscenza delle Leggi del Mondo non attraverso l’illuminazione divina, ma tramite l’esperienza del loro funzionamento. Quest’ultima ci rivelerà l’essenza del Male, ovvero ciò che accade allorché si operi in margine alle Leggi del Mondo.
L’azione di Camael sarà avvertita inizialmente dagli Uomini in armonia con le leggi divine. Infatti, trovandosi in stato di perfezione paradisiaca, l’Uomo non sente la necessità di compiere esperienze nell’ambito dei mondi inferiori. In altri termini, non avverte il bisogno di accrescere e di allargare l’Opera Divina. Egli commetterebbe pertanto lo stesso errore degli Angeli dell’Abisso (ossia operare in funzione del proprio perfezionamento, anziché comunicare e diffondere le proprie conoscenze agli Uomini) se non apparisse Lucifero per tentarlo, in qualità di portatore di un’energia che ci conduce a voler conoscere ogni cosa, a voler assaporare tutto, onde sapere il motivo per cui l’assoluta pienezza è possibile. E’ a quel punto che Camael approfitta dello scatenarsi dei desideri per attivare nell’individuo una forte appetenza creativa, affinché egli stesso divenga Creatore, e non semplice creatura. Tuttavia, per diventare creatore, l’Uomo dovrà sbarazzarsi della sostanza interiore che produce la sua pienezza. Se dunque la contropartita dell’Arcangelo Camael (contropartita che porta il nome di Lucifero) non scatenasse le nostre passioni e se Camael non ci inducesse a prender parte all’Opera del Mondo (ossia all’Opera Divina) in veste di creatori, il processo creativo sarebbe bloccato e il Progetto Divino si tradurrebbe in un fallimento. Nei mondi inferiori Dio agisce servendosi quale tramite di creature che ivi albergano: allorché queste ultime si rifiutano di dare ulteriore seguito alla sua Opera, la Creazione viene riorientata verso l’Alto, senza avere dispiegato tutte le sue potenzialità. Pertanto Camael premerà affinché l’individuo abbandoni il suo stato di pienezza, di benessere, per indurlo ad affrontare l’esperienza dello sforzo di fornire (quando si debba plasmare) la materia, in vista di una creazione. Così, quando recupereremo (attraverso la Conoscenza) la pienezza, noi sapremo come questa possa essere ottenuta nel modo corretto. In tal modo, il nostro sarà un ruolo operativo all’interno del Progetto Divino.
L’impulso luciferino, dannoso per l’Uomo ma indispensabile alla prosecuzione dell’espansione e del perfezionamento di tale Progetto, costituisce un sotto-mondo che agisce in violazione delle norme celesti; pertanto finirà con l’autodistruggersi a causa della sua forza negativa. Il mondo delle Ombre delle Forze dell’Abisso non è stato creato da Dio, bensì dall’Uomo, e ciò in seguito all’uso distorto del potenziale creativo che gli Angeli gli conferirono, quando ancora l’Uomo non disponeva di una Coscienza che gli consentisse di utilizzare questo potenziale nel modo più opportuno.
Camael dunque fa sì che la Legge Divina venga da noi incorporata e, nello stesso tempo, fa sparire il Male, ovvero elimina tutto ciò che contrario alla Legge di Dio.

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RAFFAELE

POTENZA DELLA VOLONTA' E DELL'ELEVAZIONE

ARCANGELO DEL CORO DEGLI ANGELI VIRTU'

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Raffaele e i suo Angeli Solari sono i depositari della nostra Coscienza, ovverosia dell’accumulo di saggezza e sapere acquisiti lungo l’arco delle nostre esperienze. Grazie alla Forza di questo Arcangelo (grazie all’energia solare, invisibile, che ci dispensa) il nostro Ego, o Scintilla Divina interiore, ha la possibilità di agire. Noi dobbiamo chiedere a Raffaele di far sì che il nostro Dio Interiore possa farsi udire dalle nostre orecchie, sia in grado di farsi ascoltare. Nel corpo umano Raffaele è rappresentato dal cuore: così come il cuore, Raffaele ha il compito di alimentare e di purificare i nostri desideri.
Egli rappresenta anche la Volontà, Forza che riceve direttamente dall’Arcangelo Metatron: cioè l’energia solare, guidata da Raffaele, è la parte visibile dell’energia cosmica guidata da Metatron. Grazie dunque alla Volontà per un verso e alla Coscienza per l’altro (in altri termini, all’associazione Spirito-Anima), spetterà a Raffaele dirci se la nostra vita produrrà frutti saporiti. Il ruolo di questo Arcangelo è prioritario: tutti gli altri Arcangeli sono tenuti a consultarlo prima di potersi esprimere affinché egli accordi l’energia necessaria alla realizzazione materiale di un progetto conforme allo stato di Coscienza della persona. La coscienza è un filtro purificatore che incorpora quanto è nella sua linea, escludendo peraltro tutto ciò che è in contrasto con il suo modo specifico di essere. E’ così che Raffaele rende funzionanti i meccanismi divini. Ed è così che eserciterà il suo influsso sulla persona, affinché possa seguire senza difficoltà la linea della sua coscienza, secondo una propria evoluzione armoniosa.

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HANIEL

POTENZA DELL'AMORE E DELLA BELLEZZA

ARCANGELO DEL CORO DEGLI ANGELI PRINCIPATI

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L’Amore che ci viene concesso da Haniel consiste nel desiderio di incorporare ogni cosa in noi stessi, ovvero di possedere tutto e di goderne. Haniel è l’amministratore di questa energia, di questo desiderio che si esprime per mezzo dei cinque sensi. Grazie a questi ultimi, ci è dato di conoscere il mondo materiale. Non si tratta peraltro di una conoscenza globale, bensì di quella che penetra in noi per via sensoriale. Da Haniel dipende dunque il nostro concreto interesse per ogni cosa; e questo interesse, manipolato dai cinque sensi, farà sì che le cose suscitino in noi compiacenza o ripugnanza. Nello stesso tempo, l’Arcangelo Haniel e gli Angeli Principati esaltano, magnificano la realtà, per renderla desiderabile agli Uomini in cerca di esperienze.
Ciò è di portata fondamentale per la nostra evoluzione perché è così infatti che si perviene alla Conoscenza. Se Haniel non esercitasse la propria azione, la persona non proverebbe alcuna voglia di conoscere, di possedere il Mondo, onde non avvertirebbe interesse per alcunché. Nella sua fase involutiva, quando si punta alla conquista del mondo materiale, Haniel stimola nella persona l’interesse: a partire da quel momento, essa si precipita con determinazione verso l’attuazione dell’esperienza programmata dal suo Ego. Quando una persona si trova già nel riflusso della sua vita e orientata verso la realtà spirituale, Haniel parimenti la sprona per proiettarla in alto, sulle vette, quasi fosse una freccia. Questo Arcangelo rappresenta l’Amore, per ciò che si colloca Quaggiù, o che si situa Lassù. Così si è liberi di utilizzare, nell’uno o nell’altro senso, l’eccedenza di energia stimolante che viene dagli Angeli e dagli Arcangeli.

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MICHELE

POTENZA DELL'INTELLETTO

ARCANGELO DEL CORO DEGLI ANGELI ARCANGELI

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L’Arcangelo Michele è l’Entità Celeste di cui si serve il Creatore per esprimere il proprio pensiero nel mondo tangibile. Mentre Binael riversa il pensiero divino sul Mondo delle Creazioni, Michele agisce sul Mondo dell’Azione. Pertanto, dapprima il pensiero è stato generato e messo in gestazione, poi rettificato e corretto, eliminando tutti gli apporti perversi che la nostra natura emotiva cercava di aggiungervi. Ora infine tale pensiero si appresta con Michele a balzare sulla Terra, affinché tutto vi sia disposto secondo l’ordine delle cose adottato e invalso Lassù.
Michele e i suoi Angeli Arcangeli prelevano le esperienze vissute dalla nostra memoria per incorporarle al nostro Ego, o Io Superiore. Si tratta in effetti di memoria cosciente, perché le esperienze che non intaccano la nostra Coscienza vengono registrate, impresse nel nostro sangue e assimilate al processo post mortem. Grazie alla Preghiera che innalziamo all’Arcangelo Michele, i progetti del nostro Io Superiore (ossia i progetti opportunamente elaborati e ponderati) potranno trovare piena realizzazione.
Nella mitologia classica, Mercurio (divinità analoga all’Arcangelo Michele) era il Messaggero degli dei, latore dei messaggi delle divinità olimpiche, precipuamente incaricato di trasmettere i decreti di Giove, suo padre, che governava il Cielo. Così, gli otto Angeli Arcangeli agli ordini di Michele sono i veri Messaggeri degli dei. Per loro tramite, ci sarà dato comprendere l’Opera Divina e aprire i nostri centri di percezione, al fine di avere lucida cognizione della nostra missione sulla Terra e di stabilire il miglior modo di affermarci nell’arco della vita, ciò che d’altronde rappresenta il nostro dovere primario.

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GABRIELE

POTENZA DELLA RIPRODUZIONE E DELLA FECONDITA'

ARCANGELO DEL CORO DEGLI ANGELI ANGELI

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L’Arcangelo Gabriele e i suoi otto Angeli sono consacrati ad attività di fecondazione e cristallizzazione (ovvero, pietrificazione). Gabriele infatti concentra la totalità degli impulsi provenienti da tutti gli altri Arcangeli per convertirli in immagini all’interno degli umani. Tali pulsioni vengono integrate all’organismo umano grazie a particolari centri ricettivi che, nella terminologia induista, prendono il nome di chakra ("ruota"). La porzione delle energie che viene da noi incorporata si tramuta in atti, in azioni. Né si tratta di azioni indefinite: al contrario, esse corrispondono, alla lettera, alla potenzialità specifica dell’energia ricevuta. In pratica, nel momento in cui le sue energie penetrano in noi, l’Arcangelo Gabriele esplica sulle nostre persone un potere coercitivo. Non si tratta tuttavia di una fatalità che ci costringe ad agire contro la nostra volontà: infatti tali immagini altro non sono che lo stadio conclusivo di un lungo processo di elaborazione dei nostri sentimenti, dei nostri sensi, delle nostre idee. Inoltre, quando le energie penetrano nel nostro organismo, prossime alla realizzazione a livello fisico, la persona può avere coscienza di tale immagine ricevuta e comprendere all’istante la lezione che l’esperienza da vivere le insegnerebbe. Dunque, gli Angeli hanno facoltà di far salire verso l’Arcangelo la lezione già appresa, senza bisogno che questa sia vissuta. A sua volta l’Arcangelo la trasmette all’Ego, senza che la persona sia tenuta a viverla. L’Arcangelo Gabriele realizza in tal modo l’altra sua funzione: quella di restituire al Cosmo le energie che gli competono e che non sono state utilizzate. Questa seconda funzione dell’Arcangelo Gabriele è assai più ampia: se infatti da un lato "bombarda" gli Umani con la vitalità energetica inviata dagli altri Arcangeli, per altro verso si occupa anche di lanciare dei "missili" (verso gli altri Arcangeli e verso l’Ego) carichi dei frutti delle nostre esperienze. Esiste tuttavia una legge cosmica in forza della quale ogni cosa deve fare ritorno alla matrice da cui è sortita. Nel nostro Mondo, i Pensieri e i Sentimenti che esprimiamo finiscono sempre con il tornare a noi. Allorché questi Desideri-Pensieri si integrano ad altre persone che, grazie ad essi, agiscono vivendo esperienze che utilizzano i nostri prestiti, prima o poi le esperienze in questione ci verranno rese con un carico di Bene o di Male. Ciò che ci capita qui, nel nostro Mondo, si verifica similmente a livello interplanetario: una volta utilizzate nell’ambito della nostra attività quotidiana, le energie debbono ineluttabilmente tornare alla matrice che le ha emesse. Tuttavia, ciò che sale verso gli altri Arcangeli costituisce solo ed esclusivamente la parte positiva ottenuta con il materiale energetico che essi ci hanno inviato.
In senso fisico, la Luna è il riferimento visibile dell’energia emanata da Gabriele. Essa in ventotto giorni (malgrado il ciclo apparente di 29 giorni e mezzo) compie il periplo completo dello Zodiaco, per darci la possibilità di conoscere il contenuto del Messaggio Lunare dell’Arcangelo Gabriele e del Coro dei suoi Angeli. La Luna rappresenta infatti l’Inconscio (meglio, Subconscio) della persona: la sua sfera energetica è il ricettacolo che alberga la nostra storia e il nostro vissuto personale e, tramite Gabriele, tali vissuti vengono proiettati nell’Universo per ogni fine suscettibile di tornare proficuo.

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SANDALPHON

POTENZA RIGENERATRICE DELLA TERRA

ANGELO-PRINCIPE REGGENTE DELLA SFERA ENERGETICA DELLA TERRA



Sandalphon, cui l'esoterismo assegna di preferenza la qualifica di Angelo-Principe che non quella di Arcangelo, è il Reggente della sfera energetica del nostro Pianeta, la Terra. Egli esercita la sua influenza attraverso gli elementi Fuoco, Aria, Acqua e Terra.
Potremmo assimilare l'Arcangelo Sandalphon al Plutone della mitologia classica. Egli presiede agli elementi materiali tramite creature immateriali cui la Tradizione ha attribuito la denominazione di Elementali. Si tratta delle Salamandre per l'elemento Fuoco, delle Ondine per l'elemento Acqua, delle Silfidi per l'elemento Aria e degli Gnomi per l'elemento Terra.

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MessaggioInviato: Lun Nov 12, 2007 1:55 pm    Oggetto:  ANGELI LUNARI
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La Luna, nell’astrologia esoterica, è il riferimento visibile dell’ARCANGELO GABRIEL: egli concentra nella sfera energetica lunare le pulsioni provenienti dagli altri centri arcangelici per convertirle in immagini all’interno degli umani. Successivamente ridistribuisce l’energia elaborata dalle nostre esperienze ai rispettivi centri arcangelici dai quali essa promana. Per questo la Luna rappresenta per l’uomo il subconscio e centralizza tutto ciò che la nostra personalità ha elaborato nell’arco delle sue Vite. In altre parole, è il ricettacolo del nostro vissuto personale.
La distribuzione dell’energia dispensata dall’Arcangelo Gabriel e dai suoi Angeli è a carico dei 28 ANGELI LUNARI, al fine di modulare l’emanazione secondo la gradazione d’intensità delle Lune Nuove, delle Lune Piene e dei Quarti.
Di seguito sono elencati i Nomi dei 28 Angeli dominatori del ciclo lunare e i doni di cui sono portatori secondo la Cabala: il calcolo delle 28 Dimore parte dal giorno in cui si forma la Luna Nuova (collegati al nostro portale
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per seguire le fasi lunari).

1. GENIEL

2. ENEDIEL

3. AMIXIEL 1°

4. AZARIEL

5 GABRIEL

6. DIRACHIEL

7. SEHELIEL

8. MANEDIEL

9. BARBIEL

10. ARDEFIEL

11. NECIEL

12. ABDIZUEL

13. JAZERIEL

14. ERGEDIEL

15. ATALIEL

16. AZERUEL

17. ADRIEL

18. EGIBIEL

19. AMUTIEL

20. KJRIEL

21. BETHNAEL

22. GELIEL

23. REQUIEL

24. BARINAEL

25. AZIEL

26. TAGRIEL

27. ALHENIEL

28. AMIXIEL 2°


1 E' il portatore di un avvenire migliore
2 Fornisce aiuto provvidenziale
3 Interviene nella sfera del lavoro
4 Realizza i desideri
5 Rafforza la purezza dei sentimenti
6 Favorisce il commercio
7 Custodisce le buone intenzioni
8 E' portatore di coraggio
9 Aiuta la risoluzione dei problemi
10 Sviluppa la logica e la razionalità
11 Fornisce nuove idee e intuizioni
12 E' portatore di fortunate coincidenze
13 Aiuta i cambiamenti fortunati
14 E' il protettore della bellezza fisica
15 Favorisce i guadagni in danari
16 Favorisce la meditazione e la riflessione
17 Rafforza la volontà
18 Favorisce il concepimento e la maternità
19 Aiuta a districarsi dalle difficoltà
20 Favorisce l'equilibrio interiore
21 Portatore di bontà e generosità
22 Aiuta la realizzazione dei progetti
23 Portatore di chiaroveggenza
24 Favorisce l'affermazione personale
25 Protegge nei cambiamenti di lavoro
26 Portatore di creatività
27 Accresce il potere personale
28 Sviluppa l'amore per la Conoscenza

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MessaggioInviato: Lun Nov 12, 2007 1:57 pm    Oggetto:  DIZIONARIO DEI NOMI ANGELICI
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Prefazione dell'autore

Adamo era già stato creato ma non aveva ancora ricevuto un nome, quando il Signore disse ai quattro angeli di cercargli un nome. E Michele si diresse ad Oriente, dove vide la stella orientale di nome Ancoli, e ne prese la prima lettera. Gabriele si diresse verso Sud, dove vide la stella meridionale di nome Disis, e ne prese la prima lettera; Raffaele andò a Nord, dove vide la stella settentrionale di nome Arthos, e ne prese la prima lettera; Uriele si recò ad Occidente, dove vide la stella occidentale di nome Mencembrion, e ne prese la prima lettera. Una volta che ebbero portato queste lettere, il Signore disse ad Uriele: “Leggi queste lettere”; ed egli le lesse e pronunciò: “Adamo”. E il Signore disse a sua volta: “Sia questo il suo nome”. (La vita di Adamo ed Eva, 57)

“Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a portarti questo lieto annunzio”. (Lc 1, 19)

“Io sono Raffaele, uno dei sette angeli che sono sempre pronti ad entrare alla presenza della maestà del Signore”. (Tb 12, 15)

“Io sono l’arcangelo Michele. Il Signore mi ha mandato…”
(Libro dei Segreti di Enoc 0, 72, 5)

Di seguito è un elenco di nomi di angeli provenienti dalle diverse tradizioni. Per quanto riguarda la Chiesa Cattolica occorre ricordare che gli unici tre nomi riconosciuti sono quelli menzionati nella Bibbia: Michele, Gabriele e Raffaele. La maggior parte dei nomi elencati proviene quindi da testi di Cabala ebraica, da scritti apocrifi e da tradizioni esoteriche. Qui sono riportati nomi di angeli “buoni” e alcuni nomi di angeli “caduti”: per alcune tradizioni questi ultimi sono i nemici dell’uomo, i “ribelli”; per altre, essi sono comunque al servizio del Progetto Divino.
Rivelati dalla divinità, elaborati dall’uomo, ricevuti per intuito o per ispirazione: questi sono i nomi degli spiriti celesti che hanno accompagnato e accompagnano l’aspirazione umana verso i mondi superiori. Sono nomi che hanno sfidato i secoli e segnato molte tradizioni: consultando l’elenco constaterete quindi la sovrapposizione di diversi nomi (a volte simili perché derivati l’uno dall’altro, a volte completamente differenti) per intendere la medesima figura angelica. Ma qualunque sia il nome assegnato agli angeli è bene tenere presente che le Essenze angeliche sono immutabili nei secoli: per questo motivo, l’angelo Raphael fu Mercurio per i romani, Hermes per i greci, Thot per gli egizi, così come l’angelo Azrael fu Plutone e Osiride.
Conseguenze dell’antica origine di questi nomi sono inevitabilmente gli errori di trascrizione, accumulatisi nel tempo e molto frequenti nei libri di oggi. In particolare qui sono riportate diverse trascrizioni dei nomi degli angeli della Shemhamphorash: sono probabilmente i nomi più “pubblicati” e dunque quelli che maggiormente subiscono storpiature ed errori ortografici. Inoltre, poiché in ebraico tutte le lettere indicano consonanti, esiste il problema dell’interpretazione nella decodifica dei nomi. Tenendo dunque presente questi due fattori si è deciso di inserire nell’elenco anche quei nomi della Shemhamphorash di “incerta” derivazione (se non altro a motivo della loro attuale diffusione) e, nello stesso tempo, di indicare con un asterisco (*) quei nomi che corrispondono il più fedelmente possibile a quelli ricavati mediante l’impiego della corretta procedura cabalistica.
Per concludere ricordo che, secondo una tradizione, il vero nome degli angeli è destinato a rimanere un segreto per gli esseri umani poiché esso racchiuderebbe in sé l’essenza e la natura profonda di chi lo porta… a meno che non sia lo stesso angelo a riferire all’uomo il proprio nome.
Infatti, come ci suggerisce lo scrittore Vicente Beltran Anglada, ogni "cosa" avrebbe due nomi: uno conferito occultamente dalla Divinità per riconoscerla spiritualmente e uno assegnato dall'uomo per poterla distinguere intellettualmente dalle altre.

Subito Abram si prostrò con il viso a terra e Dio parlò con lui: "Eccomi: la mia alleanza è con te e sarai padre di una moltitudine di popoli. Non ti chiamerai più Abram ma ti chiamerai Abramo perché padre di una moltitudine di popoli ti renderò". (Genesi 17, 3-5)

Gli domandò: "Come ti chiami?". Rispose: "Giacobbe". Riprese: "Non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele, perché hai combattuto con Dio e con gli uomini e hai vinto!". Giacobbe allora gli chiese: "Dimmi il tuo nome". Gli rispose: "Perché mi chiedi il nome?". E qui lo benedisse. (Genesi 32, 28-30)

Il nome occulto degli Angeli è un segreto iniziatico che si sviluppa nel silenzio e nella penetrazione della propria vita spirituale. Poiché ad ogni Angelo corrisponde una delle creazioni della Natura, conoscerne il Nome occulto e raggiungere la capacità di pronunciarlo correttamente significa operare attraverso l'Alchimia della Trasmutazione e attivare il potere creativo dell'Uomo. In questo modo è reso possibile al Suono di trasformarsi in Luce e alla Luce in Forma.

Giorgio Gelmini

Aggiornamenti, segnalazioni, approfondimenti

Il prossimo aggiornamento dell’elenco riguarda l’inserimento e l’approfondimento di:
- nomi arcangelici nella Cabala
- altre interpretazioni dei nomi degli angeli della Shemhamphorash
- nomi angelici da testi apocrifi

Per segnalazioni inviate le vostre e-mail al seguente indirizzo:

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Per gli approfondimenti:
- Shemhamphorash: vedi Nomi degli Angeli – Nomi in ebraico degli Angeli
- angeli lunari: vedi testo relativo al calendario lunare angelico nella home page
- arcangeli e spiriti planetari: vedi Arcangeli – Angeli e Astri
- angeli preposti ai venti: vedi Angeli e Venti
- angeli dai testi apocrifi: vedi Angeli e Apocrifi – Tradizione Enochiana

Nota: Il numero tra parentesi dopo il nome segnala le diverse interpretazioni riferite al medesimo angelo e non è indicativo della diffusione o dell’importanza della relativa interpretazione.
Per esempio in “Gabriel” è specificato:
1. il nome apparso nel vangelo di Luca e rivelato dall'angelo stesso
2. il nome indicante la funzione di arcangelo
3. il nome indicante la funzione di angelo planetario
4. il nome indicante la funzione di angelo reggitore del mondo, apparso negli antichi messali della Chiesa Cattolica (poi rigettati)
5. il nome indicante la funzione di angelo lunare
6. il nome apparso nel Libro dei Segreti di Enoc
7. il nome apparso nel Libro dei Vigilanti


ABDIZUEL Angelo dominatore 12 del ciclo lunare insieme ad altri 27 angeli; collabora con l’arcangelo Gabriel. E' portatore di fortunate coincidenze

ACHAIAH o AKAIAH ”Dio buono e paziente”. Angelo 7 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Serafini. Da 0° a 5° del Toro. Angelo Custode dei nati dal 21 aprile al 25 aprile. Dono accordato: Coraggio

AdNachiel o Aduachiel Uno dei 12 angeli zodiacali che presiedono le porte tra noi e il cielo e ricevono l’influenza dei 7 angeli governatori del mondo (angeli planetari). Oltre il proprio angelo custode sono gli angeli più vicini all’uomo. Segno in astrologia onomantica esoterica: Sagittario. Coro degli Angeli. Governa: novembre, giovedì, turchino, leone e airone, aloe, turchese, noce moscata, pino, malva, agrimonio, ira e trasporti di fegato

ADONAEL Uno degli angeli guaritori menzionati nel Testamento di Salomone; l’invocazione dei loro nomi avrebbe funzioni terapeutiche di origine magica

ADRIEL Angelo dominatore 17 del ciclo lunare insieme ad altri 27 angeli; collabora con l’arcangelo Gabriel. Rafforza la volontà

Aduachiel Vedi ADNACHIEL

AHAYAH Vedi HAAIAH

AIHEL Vedi EYAEL

AKAIAH Vedi ACHAIAH

AKIBEEL Dal Libro dei Vigilanti, VI, uno degli angeli più importanti tra i duecento figli del cielo o “angeli vigilanti” che scesero in Ardis, sulla vetta del Monte Armon, per congiungersi alle figlie degli uomini. Il loro capo era Semeyaza (vedi)

ALADIAH “Dio propizio e favorevole”. Angelo 10 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Cherubini. Da 15° a 20° del Toro. Angelo Custode dei nati dal 6 maggio al 10 maggio. Dono accordato: Grazia

ALHENIEL Angelo dominatore 27 del ciclo lunare insieme ad altri 27 angeli; collabora con l’arcangelo Gabriel. Accresce il potere personale

Ambriel Uno dei 12 angeli zodiacali che presiedono le porte tra noi e il cielo e ricevono l’influenza dei 7 angeli governatori del mondo (angeli planetari). Oltre il proprio angelo custode sono gli angeli più vicini all’uomo. Segno in astrologia onomantica esoterica: Gemelli. Coro dei Troni. Governa: maggio, mercoledì, grigio, toro e gallo, topazio, pietre striate, verbena, lauro, caprifoglio, odorato e sua essenza

AMEZARAK Dal Libro dei Vigilanti, VIII, uno dei duecento figli del cielo o “angeli vigilanti” che scesero in Ardis, sulla vetta del Monte Armon, per congiungersi alle figlie degli uomini. Il loro capo era Semeyaza (vedi). “Amezarak istruì tutti gli incantatori ed i tagliatori di radici”

AMIXIEL 1° Angelo dominatore 3 del ciclo lunare insieme ad altri 27 angeli; collabora con l’arcangelo Gabriel. Interviene nella sfera del lavoro

AMIXIEL 2° Angelo dominatore 28 del ciclo lunare insieme ad altri 27 angeli; collabora con l’arcangelo Gabriel. Sviluppa l'amore per la Conoscenza

AMUTIEL Angelo dominatore 19 del ciclo lunare insieme ad altri 27 angeli; collabora con l’arcangelo Gabriel. Aiuta a districarsi dalle difficoltà

ANAEL Vedi HANIEL

ANANAEL “Grazia di Dio”; secondo testi apocrifi, con Raffaele e Azariel “uno dei sette angeli che sono sempre pronti ad entrare alla presenza della maestà del Signore” (Tb 12, 15)

ANANI Dal Libro dei Vigilanti, VI, uno degli angeli più importanti tra i duecento figli del cielo o “angeli vigilanti” che scesero in Ardis, sulla vetta del Monte Armon, per congiungersi alle figlie degli uomini. Il loro capo era Semeyaza (vedi)

ANAUEL o HANUEL “Dio infinitamente buono”. Angelo 63 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Arcangeli. Da 10° a 15° dell’Acquario. Angelo Custode dei nati dal 31 gennaio al 4 febbraio. Dono accordato: Unità

ANIEL “Dio delle virtù”. Angelo 37 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Potestà. Da 0° a 5° della Bilancia. Angelo Custode dei nati dal 24 settembre al 28 settembre. Dono accordato: Spezzare il circolo

ARAEL Uno degli angeli guaritori menzionati nel Testamento di Salomone; l’invocazione dei loro nomi avrebbe funzioni terapeutiche di origine magica

ARAZEYAL Dal Libro dei Vigilanti, VI, uno degli angeli più importanti tra i duecento figli del cielo o “angeli vigilanti” che scesero in Ardis, sulla vetta del Monte Armon, per congiungersi alle figlie degli uomini. Il loro capo era Semeyaza (vedi)

ARDEFIEL Angelo dominatore 10 del ciclo lunare insieme ad altri 27 angeli; collabora con l’arcangelo Gabriel. Sviluppa la logica e la razionalità

ARIEL “Dio rivelatore”. Angelo 46 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Virtù. Da 15° a 20° dello Scorpione. Angelo Custode dei nati dall’8 novembre al 12 novembre. Dono accordato: Scoperta

ARIOCH Dal Libro dei Segreti di Enoc, XXIII, uno dei 2 angeli del Signore, con Marioch, posti sulla terra per custodirla e comandare alle cose temporali; ricevettero l’ordine dal Signore di conservare lo scritto della mano di Enoc e della mano dei padri di Enoc fino al secolo ultimo

ARMAROS Dal Libro dei Vigilanti, VIII, uno dei duecento figli del cielo o “angeli vigilanti” che scesero in Ardis, sulla vetta del Monte Armon, per congiungersi alle figlie degli uomini. Il loro capo era Semeyaza (vedi). “Armaros insegnò la soluzione degli incantesimi”

ARMERS Dal Libro dei Vigilanti, VI, uno degli angeli più importanti tra i duecento figli del cielo o “angeli vigilanti” che scesero in Ardis, sulla vetta del Monte Armon, per congiungersi alle figlie degli uomini. Il loro capo era Semeyaza (vedi)

ARSEYALEYOR Dal Libro dei Vigilanti, X, angelo inviato dal Signore presso il figlio di Lamek: “Digli, a nome mio, di nascondersi e manifestagli la fine che verrà poiché la terra, tutta, perirà; un diluvio verrà su tutta la terra e quel che è in essa perirà. Avvisalo che fugga e resti, il suo seme, per tutta la terra!” (vedi Semeyaza)

ASAEL Dal Libro dei Vigilanti, VI, uno degli angeli più importanti tra i duecento figli del cielo o “angeli vigilanti” che scesero in Ardis, sulla vetta del Monte Armon, per congiungersi alle figlie degli uomini. Il loro capo era Semeyaza (vedi)

ASALIAH “Dio giusto, che indica la Verità”. Angelo 47 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Virtù. Da 20° a 25° dello Scorpione. Angelo Custode dei nati dal 13 novembre al 17 novembre. Dono accordato: Contemplazione

Asmodel Uno dei 12 angeli zodiacali che presiedono le porte tra noi e il cielo e ricevono l’influenza dei 7 angeli governatori del mondo (angeli planetari). Oltre il proprio angelo custode sono gli angeli più vicini all’uomo. Segno in astrologia onomantica esoterica: Toro. Coro dei Cherubini. Governa: aprile, venerdì, verde, stambecco e colomba, agata, corallo bianco, verbena, mirto, giglio, lillà, margheritina, udito e sordità

ASRADEL Dal Libro dei Vigilanti, VIII, uno dei duecento figli del cielo o “angeli vigilanti” che scesero in Ardis, sulla vetta del Monte Armon, per congiungersi alle figlie degli uomini. Il loro capo era Semeyaza (vedi). “Insegnò il corso della luna”

ATALIEL Angelo dominatore 15 del ciclo lunare insieme ad altri 27 angeli; collabora con l’arcangelo Gabriel. Favorisce i guadagni in danari

AUMEL Vedi OMAEL

AZARIEL (1) Angelo dominatore 4 del ciclo lunare insieme ad altri 27 angeli; collabora con l’arcangelo Gabriel. Realizza i desideri

AZARIEL (2) “Aiuto di Dio”; secondo testi apocrifi, con Raffaele e Ananael “uno dei sette angeli che sono sempre pronti ad entrare alla presenza della maestà del Signore” (Tb 12, 15)

AZAZEL Dal Libro dei Vigilanti, VIII, uno dei duecento figli del cielo o “angeli vigilanti” che scesero in Ardis, sulla vetta del Monte Armon, per congiungersi alle figlie degli uomini. Il loro capo era Semeyaza (vedi). “E Azazel insegnò agli uomini a far spade, coltello, scudo, corazza da petto e mostrò loro quel che, dopo di loro e in seguito al loro modo di agire, sarebbe avvenuto: braccialetti, ornamenti, tingere ed abbellir le ciglia, pietre, più di tutte le pietre, preziose e scelte, tutte le tinture e gli mostrò anche il cambiamento del mondo. E vi fu grande scelleratezza e molto fornicare. E caddero nell’errore e tutti i loro modi di vivere si corruppero”

AZERUEL Angelo dominatore 16 del ciclo lunare insieme ad altri 27 angeli; collabora con l’arcangelo Gabriel. Favorisce la meditazione e la riflessione

AZIEL Angelo dominatore 25 del ciclo lunare insieme ad altri 27 angeli; collabora con l’arcangelo Gabriel. Protegge nei cambiamenti di lavoro

Azra'il Nell’islamismo, l'angelo della morte

BARADIEL Dal Libro di Enoch etiopico, uno degli angeli preposti ai fenomeni naturali: principe della grandine

BARAQAL Dal Libro dei Vigilanti, VIII, uno dei duecento figli del cielo o “angeli vigilanti” che scesero in Ardis, sulla vetta del Monte Armon, per congiungersi alle figlie degli uomini. Il loro capo era Semeyaza (vedi). “Baraqal istruì gli astrologi”

BARAQUEL Dal Libro di Enoch etiopico, uno degli angeli preposti ai fenomeni naturali: principe del lampo

BARBIEL Angelo dominatore 9 del ciclo lunare insieme ad altri 27 angeli; collabora con l’arcangelo Gabriel. Aiuta la risoluzione dei problemi

Barchiel (1) Uno dei 12 angeli zodiacali che presiedono le porte tra noi e il cielo e ricevono l’influenza dei 7 angeli governatori del mondo (angeli planetari). Oltre il proprio angelo custode sono gli angeli più vicini all’uomo. Segno in astrologia onomantica esoterica: Pesci. Santi confessori. Governa: febbraio, giovedì, turchino, cavallo e cigno, timo, zaffiro e corallo, granoturco, olmo, trifoglio, erbe marine, sonno e languore

Barchiel (2) “La Beatitudine di Dio”. Uno dei 7 angeli, chiamati anche i “Sette Occhi del Signore”, i “Sette Troni”, le “Sette Luci Ardenti”, i “7 Reggitori del Mondo”, anticamente menzionati nei messali della Chiesa Cattolica e poi cancellati. Erano identificati con i 7 pianeti

BARINAEL Angelo dominatore 24 del ciclo lunare insieme ad altri 27 angeli; collabora con l’arcangelo Gabriel. Favorisce l'affermazione personale

BATRAAL Dal Libro dei Vigilanti, VI, uno degli angeli più importanti tra i duecento figli del cielo o “angeli vigilanti” che scesero in Ardis, sulla vetta del Monte Armon, per congiungersi alle figlie degli uomini. Il loro capo era Semeyaza (vedi)

betatrone Vedi METATRON

BETHNAEL Angelo dominatore 21 del ciclo lunare insieme ad altri 27 angeli; collabora con l’arcangelo Gabriel. Portatore di bontà e generosità

Binael o TSaphkiel o TSAPKIEL o TZAPHQIEL o Zaphkiel Arcangelo “visione di Dio”. Rappresentato da un uomo simile a bronzo brillante, con una tunica di lino bianco, tiene in mano utensili per scrivere. Secondo la Cabala: in Briah (mondo creativo) Arcangelo Principe della Lotta Spirituale contro il Male; Sephirah: 3 Binah, Saturno; il Nome del suo Ordine di Angeli è Aralim, i Forti e Possenti, chiamati anche Troni

BITAEL Angelo di Venere; il suo colore è il bianco. Nome citato nei testi dei Sabei di Harran, una setta religiosa in cui confluirono i culti assiro-babilonesi, gli influssi della Grecia classica e il filone stoico-ermetico

CAHETEL “Dio adorabile”. Angelo 8 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Serafini. Da 5° a 10° del Toro. Angelo Custode dei nati dal 26 aprile al 30 aprile. Dono accordato: Prosperità

CAMAEL o KAMAEL Arcangelo “rigore di Dio”, aiuta la propria volontà e la riuscita. Rappresentato da un angelo con quattro ali bianche immacolate e una veste arancione; in una mano tiene una spada di piatto di fronte ad una fiamma divampante. Secondo la Cabala: in Briah (mondo creativo) Arcangelo Principe della Forza e del Coraggio; Sephirah: 5 Geburah, Marte; il Nome del suo Ordine di Angeli è Seraphim, i Fiammeggianti, chiamati anche Potestà

CALIEL “Dio pronto a soccorrere e ad esaudire”. Angelo 18 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Troni. Da 25° a 30° dei Gemelli. Angelo Custode dei nati dal 16 giugno al 21 giugno. Dono accordato: Giustizia

CASSIEL Uno dei 7 angeli planetari. Dominio: Saturno. In astrologia onomantica esoterica: spirito meditativo; governa: nota LA, numero 8, neve, grandine, tempesta, incenso, radici, malinconia, tesori e segreti (coadiuvato da Zapkiel). Nella magia evocativa governa: sabato, nero, saggezza, conoscenza, risultati, meriti, stabilità, concretezza, conferme. Nella Cabala: angelo planetario di Saturno o Shabbathai

CAVAKIAH Vedi CHAVAQUIAH

CHABUIAH Vedi HABUHIAH (1)

CHAHUIAH Vedi HAHEUIAH

CHAIRUM Secondo il vangelo apocrifo di Bartolomeo, l’angelo a Borea. Uno dei 4 angeli preposti ai venti insieme a Oertha, Kerkutha e Nautha. “Tiene in mano una verga di fuoco, con cui attenua la grande potenza di umidità, ma non tanto che la terra si dissecchi”

CHALKATURA Secondo il vangelo apocrifo di Bartolomeo, uno degli angeli contrari a Satana. Uno degli angeli che “corrono attraverso gli spazi celesti, volano per le regioni del cielo, della terra e sottoterra” insieme a Mermeoth, Onomataht, Duth, Melioth, Charuth, Oertha, Nefonos, Grafathas

CHARUTH Secondo il vangelo apocrifo di Bartolomeo, uno degli angeli contrari a Satana. Uno degli angeli che “corrono attraverso gli spazi celesti, volano per le regioni del cielo, della terra e sottoterra” insieme a Mermeoth, Onomataht, Duth, Melioth, Grafathas, Oertha, Nefonos, Chalkatura

CHAHMIAH Vedi HAAMIAH

CHAVAQUIAH o CAVAKIAH “Dio che dà la gioia”. Angelo 35 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Potestà. Da 20° a 25° della Vergine. Angelo Custode dei nati dal 13 settembre al 17 settembre. Dono accordato: Riconciliazione

DAMABIAH (1) “Dio fonte di saggezza”. Angelo 65 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Angeli. Da 20° a 25° dell’Acquario. Angelo Custode dei nati dal 10 febbraio al 14 febbraio. Dono accordato: Saggezza

DAMABIAH (2) Secondo una tradizione esoterica, uno dei 7 angeli planetari. Dominio: Urano. Una percezione extrasensoriale gli consente di accedere ai mondi inferiori. Efficace per ottenere saggezza e successo, nonché per combattere le negatività

DANEL Dal Libro dei Vigilanti, VI, uno degli angeli più importanti tra i duecento figli del cielo o “angeli vigilanti” che scesero in Ardis, sulla vetta del Monte Armon, per congiungersi alle figlie degli uomini. Il loro capo era Semeyaza (vedi)

DANIEL “Segno di misericordia”. Angelo 50 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Principati. Da 5° a 10° del Sagittario. Angelo Custode dei nati dal 28 novembre al 2 dicembre. Dono accordato: Eloquenza

DIRACHIEL Angelo dominatore 6 del ciclo lunare insieme ad altri 27 angeli; collabora con l’arcangelo Gabriel. Favorisce il commercio

DUTH Secondo il vangelo apocrifo di Bartolomeo, uno degli angeli contrari a Satana. Uno degli angeli che “corrono attraverso gli spazi celesti, volano per le regioni del cielo, della terra e sottoterra” insieme a Mermeoth, Onomataht, Melioth, Charuth, Grafathas, Oertha, Nefonos, Chalkatura

EGIBIEL Angelo dominatore 18 del ciclo lunare insieme ad altri 27 angeli; collabora con l’arcangelo Gabriel. Favorisce il concepimento e la maternità

ELEMIAH “Dio rifugio”. Angelo 4 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Serafini. Da 15° a 20° dell’Ariete. Angelo Custode dei nati dal 5 aprile al 9 aprile. Dono accordato: Potere

ENEDIEL Angelo dominatore 2 del ciclo lunare insieme ad altri 27 angeli; collabora con l’arcangelo Gabriel. Fornisce aiuto provvidenziale

ERGEDIEL Angelo dominatore 14 del ciclo lunare insieme ad altri 27 angeli; collabora con l’arcangelo Gabriel. E' il protettore della bellezza fisica

ERVIHEL Angelo inviato a Davide. Per tradizione apocrifa, altro nome dell’angelo Gabriele

EYAEL o AIHEL “Dio delizia dei bambini e degli uomini”. Angelo 67 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Angeli. Da 0° a 5° dei Pesci. Angelo Custode dei nati dal 20 febbraio al 24 febbraio. Dono accordato: Trasformazione

EZEQEEL Dal Libro dei Vigilanti, VI, uno degli angeli più importanti tra i duecento figli del cielo o “angeli vigilanti” che scesero in Ardis, sulla vetta del Monte Armon, per congiungersi alle figlie degli uomini. Il loro capo era Semeyaza (vedi)

FADAHEL Angelo che annuncia la nascita di Sansone. Per tradizione apocrifa, altro nome dell’angelo Gabriele

FANUEL o PHANUEL "Angelo del Pentimento", citato come arcangelo nei Libri di Enoc ed Esdra

GABRIEL o GABRIELE (1) Dal vangelo di Luca 1, 19: “Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a portarti questo lieto annunzio”.

Gabriel (2) Arcangelo “opera di Dio”, l'angelo della rigenerazione, del cambiamento, della nascita. Rappresentato da un angelo con due ali bianche immacolate e una veste bianca e azzurra. Tiene nel suo andare una lampada color rosso rubino accesa. Secondo la Cabala: in Briah (mondo creativo) Arcangelo Principe del Mutamento e dell’Alterazione; Sephirah: 9 Yesod, Luna; il Nome del suo Ordine di Angeli è Kerubim o Cherubici, chiamati anche Angeli

Gabriel (3) Uno dei 7 angeli planetari. Dominio: Luna. In astrologia onomantica esoterica: spirito di luce; governa: nota MI, numero 2, tutte le meteore acquose, mirto, lauro, mirra, foglie, energie naturali, viaggi e fatalità. Nella magia evocativa governa: lunedì, bianco, ispirazione, fantasia, sogni rivelatori, viaggi, arti, riconciliazioni. Nella Cabala: angelo planetario della Luna o Levanah

Gabriel (4) “La Forza (o la Potenza) di Dio”. Uno dei 7 angeli, chiamati anche i “Sette Occhi del Signore”, i “Sette Troni”, le “Sette Luci Ardenti”, i “7 Reggitori del Mondo”, anticamente menzionati nei messali della Chiesa Cattolica e poi cancellati. Erano identificati con i 7 pianeti

Gabriel (5) Angelo dominatore 5 del ciclo lunare insieme ad altri 27 angeli; collabora con l’arcangelo Gabriel. Rafforza la purezza dei sentimenti

Gabriel (6) Dal Libro dei Segreti di Enoc, XX e segg., uno degli angeli “Gloriosi” che servono il Signore; nel settimo cielo, portò Enoch davanti al volto del Signore nei secoli, “sollevandolo come una foglia sollevata dal vento”

GABRIEL (7) Dal Libro dei Vigilanti, XX, uno degli angeli santi (“preposto sui serpenti, sul Paradiso e sui cherubini”) che vigilano “sugli spiriti degli angeli che si sono uniti con le donne e che, assumendo molti aspetti, hanno reso impuri gli uomini e li inducono in errore sì che essi offrano sacrifici ai demoni come agli dei”. (vedi Semeyaza). Nel capitolo X, riceve l’ordine dal Signore: “Va contro i bastardi e i reprobi e contro i figli di meretrice! Distruggi, fra gli uomini, i figli di meretrice e i figli degli angeli vigilanti! Falli uscire e mandali l’uno contro l’altro!”

GABRIELE Vedi GABRIEL

GALGALIEL Dal Libro di Enoch etiopico, uno degli angeli preposti ai fenomeni naturali: principe del sole

GARRUBIEL Uno dei 12 angeli zodiacali che presiedono le porte tra noi e il cielo e ricevono l’influenza dei 7 angeli governatori del mondo (angeli planetari). Oltre il proprio angelo custode sono gli angeli più vicini all’uomo. Segno in astrologia onomantica esoterica: Acquario. Santi Martiri. Governa: gennaio, sabato, nero, pecora e pavone, euforbio, quarzo, zaffiro, perla nera, serpentaria, incenso, mirto, rosmarino, pensiero e trasporti del cuore

GELIEL Angelo dominatore 22 del ciclo lunare insieme ad altri 27 angeli; collabora con l’arcangelo Gabriel. Aiuta la realizzazione dei progetti

GENIEL Angelo dominatore 1 del ciclo lunare insieme ad altri 27 angeli; collabora con l’arcangelo Gabriel. E' il portatore di un avvenire migliore

GEREMIEL Arcangelo, citato nei Libri di Enoc ed Esdra

GRAFATHAS Secondo il vangelo apocrifo di Bartolomeo, uno degli angeli contrari a Satana. Uno degli angeli che “corrono attraverso gli spazi celesti, volano per le regioni del cielo, della terra e sottoterra” insieme a Mermeoth, Onomataht, Duth, Melioth, Charuth, Oertha, Nefonos, Chalkatura

HAAIAH o AHAYAH “Dio rifugio”. Angelo 26 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Dominazioni. Da 5° a 10° del Leone. Angelo Custode dei nati dal 28 luglio al 1° agosto. Dono accordato: Finezza

HAAMIAH o CHAHMIAH “Dio speranza di tutti i figli della Terra”. Angelo 38 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Potestà. Da 5° a 10° della Bilancia. Angelo Custode dei nati dal 29 settembre al 3 ottobre. Dono accordato: Celebrazione

HABUHIAH (1) o CHABUIAH “Dio che dona con liberalità”. Angelo 68 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Angeli. Da 5° a 10° dei Pesci. Angelo Custode dei nati dal 25 febbraio al 29 febbraio. Dono accordato: Guarigione

HABUHIAH (2) Secondo una tradizione esoterica, uno dei 7 angeli planetari. Dominio: Marte. Sviluppa la premonizione, aiuta a conservare la salute e a lottare contro la malattia

HACHASIAH Vedi HAHASIAH

HAHAIAH “Dio rifugio”. Angelo 12 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Cherubini. Da 25° a 30° del Toro. Angelo Custode dei nati dal 16 maggio al 20 maggio. Dono accordato: Rifugio

HAHASIAH o HACHASIAH “Dio occulto”. Angelo 51 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Principati. Da 10° a 15° del Sagittario. Angelo Custode dei nati dal 3 dicembre al 7 dicembre . Dono accordato: Panacea, pietra filosofale

HAHEUIAH o HAYUIAH o CHAHUIAH “Dio buono in sé”. Angelo 24 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Troni. Da 25° a 30° del Cancro. Angelo Custode dei nati dal 17 luglio al 22 luglio. Dono accordato: Protezione

HAIAIEL Secondo una tradizione esoterica, uno dei 7 angeli planetari. Dominio: Mercurio. Aiuta a comprendere a fondo la realtà, specie attraverso l’ascolto

HAIAYEL o HIIEL “Dio, Signore dell’universo”. Angelo 71 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Angeli. Da 20° a 25° dei Pesci. Angelo Custode dei nati dall’11 marzo al 15 marzo. Dono accordato: Motivazione

HAKAMIAH Vedi HEKAMIAH

HamaBiel o HAMALIEL Uno dei 12 angeli zodiacali che presiedono le porte tra noi e il cielo e ricevono l’influenza dei 7 angeli governatori del mondo (angeli planetari). Oltre il proprio angelo custode sono gli angeli più vicini all’uomo. Segno in astrologia onomantica esoterica: Vergine. Coro delle Virtù. Governa: agosto, mercoledì, grigio, scrofa e passero, sandalo, smeraldo e diaspro, melo, valeriana, gelsomino, invidia, castità e castrazione

HaMael Uno dei 12 angeli zodiacali che presiedono le porte tra noi e il cielo e ricevono l’influenza dei 7 angeli governatori del mondo (angeli planetari). Oltre il proprio angelo custode sono gli angeli più vicini all’uomo. Segno in astrologia onomantica esoterica: Capricorno. Santi Innocenti. Governa: dicembre, sabato, nero, onice, mirra, belladonna, papavero nero, ilarità e trasporti di milza

HamaLiel Vedi HAMABIEL

HANAEL Nella Cabala: angelo planetario di Venere o Nogah

HANIAL Vedi HANIEL

HANIEL o ANAEL o HANIAL (1) Arcangelo “Grazia di Dio”, l’angelo dell’amore umano. Rappresentato da un angelo con le ali bianche immacolate, il suo abito è una tunica rosa che porta delle rose bianche in una piega. Secondo la Cabala: in Briah (mondo creativo) Arcangelo Principe dell’Amore e dell’Armonia; Sephirah: 7 Netzach, Venere; il Nome del suo Ordine di Angeli è Elhoim, Dei, chiamati anche Principati

HANIEL (2) Nell’astrologia onomantica esoterica, uno dei 7 angeli planetari. Dominio: Venere. Spirito suscettibile. Governa: nota RE, numero 6, aria, acqua, rose, viole, zafferano, fiori, organi genitali, amore, pace, concordia. Nella magia evocativa governa: venerdì, verde, amore, amicizia, rapporti personali

HANUEL Vedi ANAUEL

HARAEL o HERACHIEL “Dio onniscente”. Angelo 59 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Arcangeli. Da 20° a 25° del Capricorno. Angelo Custode dei nati dall’11 gennaio al 15 gennaio. Dono accordato: Ricchezza intellettuale

HARAQIEL Angelo di Mercurio; magnetizza sia il colore verde che l’azzurro. Nome citato nei testi dei Sabei di Harran, una setta religiosa in cui confluirono i culti assiro-babilonesi, gli influssi della Grecia classica e il filone stoico-ermetico

HARIEL “Dio creatore”. Angelo 15 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Cherubini. Da 10° a 15° dei Gemelli. Angelo Custode dei nati dal 1° giugno al 5 giugno. Dono accordato: Chiarezza

Harut Nell’islamismo, con Marut, l’angelo che ha introdotto la magia sulla Terra

HAYUIAH Vedi HAHEUIAH

HAZIEL “Dio misericordioso” ”. Angelo 9 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Cherubini. Da 10° a 15° del Toro. Angelo Custode dei nati dal 1° maggio al 5 maggio. Dono accordato: Indulgenza

HEHAHEL “Dio in tre persone”. Angelo 41 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Virtù. Da 20° a 25° della Bilancia. Angelo Custode dei nati dal 14 ottobre al 18 ottobre. Dono accordato: Spiritualità

HEKAMIAH o HAKAMIAH “Dio edificatore dell'universo”. Angelo 16 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Cherubini. Da 15° a 20° dei Gemelli. Angelo Custode dei nati dal 6 giugno al 10 giugno. Dono accordato: Lealtà

HERACHIEL Vedi HARAEL

Hesediel o TSadkiel o TZADQIEL o ZADKIEL Arcangelo “giustizia di Dio”. Rappresentato da un angelo con quattro ali bianche immacolate, ha una veste color porpora, in una mano ha una corona, nell'altra uno scettro. Secondo la Cabala: in Briah (mondo creativo) Arcangelo Principe della Misericordia e della Benevolenza; Sephirah: 4 Chesed, Giove; il Nome del suo Ordine di Angeli è Chashmalim, i Fulgenti, chiamati anche Dominazioni

HIIEL Vedi HAIAYEL

IAHHEL o IHAHEL “Essere supremo”. Angelo 62 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Arcangeli. Da 5° a 10° dell’Acquario. Angelo Custode dei nati dal 26 gennaio al 30 gennaio. Dono accordato: Sapere

IAOTH Uno degli angeli guaritori menzionati nel Testamento di Salomone; l’invocazione dei loro nomi avrebbe funzioni terapeutiche di origine magica

IAX Uno degli angeli guaritori menzionati nel Testamento di Salomone; l’invocazione dei loro nomi avrebbe funzioni terapeutiche di origine magica

IBEMIAH Vedi JABAMIAH (1)

ICHAVIAH Vedi YEHUIAH

IEIAZEL o YEIAZEL o IIZEL “Dio che rallegra”. Angelo 40 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Potestà. Da 15° a 20° della Bilancia. Angelo Custode dei nati dal 9 ottobre al 13 ottobre. Dono accordato: Gioie

IERATEL Vedi YERATEL

IEZALEL “Dio glorifica per ogni cosa”. Angelo 13 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Cherubini. Da 0° a 5° dei Gemelli. Angelo Custode dei nati dal 21 maggio al 25 maggio. Dono accordato: Fedeltà

IHAHEL Vedi IAHHEL

IIIEL Vedi YEIAYEL

IILEL Vedi YEIALEL

IIZEL Vedi IEIAZEL

ILAHAIH Vedi YELAHIAH

ILIEL Vedi JELIEL

IMAMIAH “Dio eleva al di sopra di tutto”. Angelo 52 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Principati. Da 15° a 20° del Sagittario. Angelo Custode dei nati dall’8 dicembre al 12 dicembre. Dono accordato: Amnistia,
espiazione dei peccati

INGETHEL Addetto alle azioni segrete. Per tradizione apocrifa, altro nome dell’angelo Gabriele

ISBAL Angelo di Saturno; il suo colore è il nero, il metallo dominante è il ferro. Nome citato nei testi dei Sabei di Harran, una setta religiosa in cui confluirono i culti assiro-babilonesi, gli influssi della Grecia classica e il filone stoico-ermetico

Israfil Nell’islamismo, l’angelo che soffierà la Tromba del Giorno del Giudizio

JABAMIAH (1) o IBEMIAH “Verbo che produce ogni cosa”. Angelo 70 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Angeli. Da 15° a 20° dei Pesci. Angelo Custode dei nati dal 6 marzo al 10 marzo. Dono accordato: Trasmutazione, alchimia

JABAMIAH (2) Secondo una tradizione esoterica, uno dei 7 angeli planetari. Dominio: Venere. Combatte l’indolenza, la pigrizia, la negligenza; aiuta a rigenerarsi e a ritrovare l’armonia interiore

JAZERIEL Angelo dominatore 13 del ciclo lunare insieme ad altri 27 angeli; collabora con l’arcangelo Gabriel. Aiuta i cambiamenti fortunati

Jehudiel “La Gloria di Dio”. Uno dei 7 angeli, chiamati anche i “Sette Occhi del Signore”, i “Sette Troni”, le “Sette Luci Ardenti”, i “7 Reggitori del Mondo”, anticamente menzionati nei messali della Chiesa Cattolica e poi cancellati. Erano identificati con i 7 pianeti

JELIEL o ILIEL “Dio caritatevole”. Angelo 2 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Gerafini. Da 5° a 10° dell’Ariete. Angelo Custode dei nati dal 26 marzo al 30 marzo. Dono accordato: Amore

JIBRIL Nome dell’arcangelo Gabriele nell’islamismo; parlò a Maria di Nazareth e ispirò a Maometto la stesura del Corano. Il poeta e teologo musulmano Avicenna (980-1037) lo definisce “angelo dell’umanità”

Jophiel (1) Arcangelo “corriere di Dio”, portatore di bellezza. Rappresentato da un uomo simile alla luce più abbagliante, vestito di una lunga veste bianca, con una cintura d'oro, capelli bianchi come la neve e occhi fiammanti. Tiene nella mano destra sette stelle a sei punte, una spada a due tagli gli esce dalla bocca

JOPHIEL (2) Secondo la Cabala: in Yetzirah (mondo formativo) Angelo riferito alla Sephirah 3 Binah, Saturno; appartiene all’Ordine degli Angeli Aralim, i Forti e Possenti, chiamati anche Troni; il suo Arcangelo è Binael

KAMAEL Vedi CAMAEL

KARAEL Uno degli angeli guaritori menzionati nel Testamento di Salomone; l’invocazione dei loro nomi avrebbe funzioni terapeutiche di origine magica

KERKUTHA Secondo il vangelo apocrifo di Bartolomeo, l’angelo sopra il vento del Sud. Uno dei 4 angeli preposti ai venti insieme a Chairum, Oertha e Nautha. “Ne attenua la violenza perché esso non scuota la terra”

KJRIEL Angelo dominatore 20 del ciclo lunare insieme ad altri 27 angeli; collabora con l’arcangelo Gabriel. Favorisce l'equilibrio interiore

KOBABEL Dal Libro dei Vigilanti, VIII, uno dei duecento figli del cielo o “angeli vigilanti” che scesero in Ardis, sulla vetta del Monte Armon, per congiungersi alle figlie degli uomini. Il loro capo era Semeyaza (vedi). “Kobabel insegnò i segni degli astri”

KOKBIEL Dal Libro di Enoch etiopico, uno degli angeli preposti ai fenomeni naturali: principe delle stelle

LAUVIAH 1° o LAVIAH 1° (1) “Dio loda ed esalta”. Angelo 11 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Cherubini. Da 20° a 25° del Toro. Angelo Custode dei nati dall’11 maggio al 15 maggio. Dono accordato: Vittoria

LAUVIAH 2° o LAVIAH 2° (2) “Dio ammirevole”. Angelo 17 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Troni. Da 20° a 25° dei Gemelli. Angelo Custode dei nati dall’11 giugno al 15 giugno. Dono accordato: Rivelazione

LAUVIAH (3) Vedi LEUVIAH

LAVIAH Vedi LAUVIAH

LAYLAHEL Dal Libro di Enoch etiopico, uno degli angeli preposti ai fenomeni naturali: principe della notte

LECABEL o YECABEL “Dio che ispira”. Angelo 31 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Dominazioni. Da 0° a 5° della Vergine. Angelo Custode dei nati dal 23 agosto al 28 agosto. Dono accordato: Opportunità

LEHACHIAH Vedi LEHAHIAH

LEHAHIAH o LEHACHIAH “Dio clemente”. Angelo 34 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Potestà. Da 15° a 20° della Vergine. Angelo Custode dei nati dall’8 settembre al 12 settembre. Dono accordato: Rettitudine

LEUVIAH o LAUVIAH (3) “Dio che esaudisce i peccatori”. Angelo 19 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Troni. Da 0° a 5° del Cancro. Angelo Custode dei nati dal 22 giugno al 26 giugno. Dono accordato: Espansione

LELAHEL “Dio lodevole”. Angelo 6 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Serafini. Da 25° a 30° dell’Ariete. Angelo Custode dei nati dal 15 aprile al 20 aprile. Dono accordato: Luce

MAHASIAH “Dio salvatore”. Angelo 5 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Serafini. Da 20° a 25° dell’Ariete. Angelo Custode dei nati dal 10 aprile al 14 aprile. Dono accordato: Purificazione

Malchidael Uno dei 12 angeli zodiacali che presiedono le porte tra noi e il cielo e ricevono l’influenza dei 7 angeli governatori del mondo (angeli planetari). Oltre il proprio angelo custode sono gli angeli più vicini all’uomo. Segno in astrologia onomantica esoterica: Ariete. Coro dei Serafini. Governa: marzo, martedì, rosso, capra e gallo, mirra, ametista, salvia, olivo, felce, primula, garofano, vista e cecità

Malik Nell’islamismo, l’angelo che è il custode dell'Inferno

MANAKEL o MENAKEL (1) “Dio che asseconda e sostiene ogni cosa”. Angelo 66 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Angeli. Da 25° a 30° dell’Acquario. Angelo Custode dei nati dal 15 febbraio al 19 febbraio. Dono accordato: Conoscenza

MANAKEL (2) Secondo una tradizione esoterica, uno dei 7 angeli planetari. Dominio: Saturno. Combatte la tendenza a rinchiudersi in se stessi, l’inquietudine e la malinconia; ottiene il perdono da Dio; stimola l’immaginazione, la creatività, il magnetismo. Consola nelle avversità

MARUTH Nell’islamismo, con Harut, l’angelo che ha introdotto la magia sulla Terra

MANEDIEL Angelo dominatore 8 del ciclo lunare insieme ad altri 27 angeli; collabora con l’arcangelo Gabriel. E' portatore di coraggio

MARIOCH Dal Libro dei Segreti di Enoc, XXIII, uno dei 2 angeli del Signore, con Arioch, posti sulla terra per custodirla e comandare alle cose temporali; ricevettero l’ordine dal Signore di conservare lo scritto della mano di Enoc e della mano dei padri di Enoc fino al secolo ultimo

MATARIEL Dal Libro di Enoch etiopico, uno degli angeli preposti ai fenomeni naturali: principe della pioggia

MEBAHEL “Dio conservatore”. Angelo 14 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Cherubini. Da 5° a 10° dei Gemelli. Angelo Custode dei nati dal 26 maggio al 31 maggio. Dono accordato: Verità e Libertà

MEBAHIAH “Dio eterno”. Angelo 55 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Principati. Da 0° a 5° del Capricorno. Angelo Custode dei nati dal 22 dicembre al 26 dicembre. Dono accordato: Lucidità intellettuale

MECHIEL Vedi MEHIEL

MEHIEL o MECHIEL “Dio che vivifica tutte le cose”. Angelo 64 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Arcangeli. Da 15° a 20° dell’Acquario. Angelo Custode dei nati dal 5 febbraio al 9 febbraio. Dono accordato: Vivificazione

MELAHEL “Dio che libera da tutti i mali”. Angelo 23 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Troni. Da 20° a 25° del Cancro. Angelo Custode dei nati dal 12 luglio al 16 luglio. Dono accordato: Guarigione

MELIOTH Secondo il vangelo apocrifo di Bartolomeo, uno degli angeli contrari a Satana. Uno degli angeli che “corrono attraverso gli spazi celesti, volano per le regioni del cielo, della terra e sottoterra” insieme a Mermeoth, Onomataht, Duth, Charuth, Grafathas, Oertha, Nefonos, Chalkatura

MENADEL “Dio adorabile”. Angelo 36 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Potestà. Da 25° a 30° della Vergine. Angelo Custode dei nati dal 18 settembre al 23 settembre. Dono accordato: Lavoro

MENAKEL Vedi MANAKEL (1)

MERMEOTH Secondo il vangelo apocrifo di Bartolomeo, uno degli angeli contrari a Satana. E’ l’angelo delle tempeste e porta “la tempesta sul capo”. Uno degli angeli che “corrono attraverso gli spazi celesti, volano per le regioni del cielo, della terra e sottoterra” insieme a Onomataht, Duth, Melioth, Charuth, Grafathas, Oertha, Nefonos, Chalkatura

Metatron o METRATON o BETATRONE Arcangelo “segretario di Dio”. Archivista di tutti i nostri pensieri, delle nostre esperienze, Metatron può ispirare la nostra intelligenza e renderci consapevoli della potenza del nostro pensiero. Rappresentato da una figura d'uomo dal viso splendente come il sole. Tiene nella destra una canna per misurare, nella sinistra una cordicella di candido lino. Secondo la Cabala: in Briah (mondo creativo) Arcangelo Principe dei Volti, Colui che conduce altri al cospetto di Dio; Sephirah: 1 Kether, il Primum Mobile; il Nome del suo Ordine di Angeli è Chaioth ha-Qadesh, le Sante Creature Viventi, chiamate anche Seraphim

MetRaton Vedi METATRON

MICAEL Vedi MICHAEL

Michael o MICAEL o MIKAEL o Mikhael o MICHELE (1) Arcangelo “riflesso di Dio”, principe degli arcangeli. Il più potente, colui che combatte il male sia dentro che fuori di noi, l'angelo che protegge il nostro cammino spirituale, che vuole la salvezza della terra. Rappresentato da un angelo dalla veste color bianco-dorato, che calpesta sotto i piedi il drago. Ha una palma e uno stendardo bianco con una croce rossa. Secondo la Cabala: in Briah (mondo creativo) Arcangelo Principe dello Splendore e della Saggezza; Sephirah: 8 Hod, Mercurio; il Nome del suo Ordine di Angeli è Beni Elohim, Figli degli Dei, chiamati anche Arcangeli

Michael (2) Uno dei 7 angeli planetari. Dominio: Sole. In astrologia onomantica esoterica: spirito di purezza; governa: nota DO, numero 1, tutte le meteore, incenso, mastice, ambra, muschio, calore vitale e cuore, potere, amicizie influenti (coadiuvato da Raphael). Nella magia evocativa governa: domenica, giallo/dorato, fortuna e potenza, destino, carriera e successo. Nella Cabala: angelo planetario del Sole o Shemesh

MICHAEL (3) Quis ut Deus, “il Pari a Dio”. Uno dei 7 angeli, chiamati anche i “Sette Occhi del Signore”, i “Sette Troni”, le “Sette Luci Ardenti”, i “7 Reggitori del Mondo”, anticamente menzionati nei messali della Chiesa Cattolica e poi cancellati. Erano identificati con i 7 pianeti

MICHAEL (4) Dal Libro dei Segreti di Enoc, XXII e segg., “il grande arcangelo del Signore”, uno dei “Gloriosi”; nel settimo cielo, condusse Enoch davanti al volto del Signore; spogliò Enoch delle vesti terrene, lo unse di olio benedetto e lo rivestì di vesti di gloria così che Enoc fu “come uno dei Gloriosi e non c’era differenza d’aspetto”. Nel capitolo XXXIII, Michele è definito “intercessore” di Enoc e “arcistratega” del Signore

MICHAEL (5) Dal Libro dei Vigilanti, XX, uno degli angeli santi (“che era comandato sulla bontà degli uomini, sul popolo”) che vigilano “sugli spiriti degli angeli che si sono uniti con le donne e che, assumendo molti aspetti, hanno reso impuri gli uomini e li inducono in errore sì che essi offrano sacrifici ai demoni come agli dei”. (vedi Semeyaza). Nel capitolo X, riceve l’ordine dal Signore: “Annunzia a Semeyaza ed agli altri che, insieme con lui, si unirono con le donne per corrompersi, con esse, in tutta la loro impurità: quando tutti i loro figli si trafiggeranno a vicenda, e quando vedranno la morte dei loro cari, legali per settanta generazioni sotto le colline della terra fino al giorno del loro giudizio e della loro fine, fin quando si compirà l’eterna condanna. (…) E distruggi tutte le anime del piacere e i figli degli angeli vigilanti perché hanno fatto violenza agli uomini! Disperdi, dalla faccia della terra, tutta la violenza e finisca ogni cattiva azione ed appaia la pianta della giustizia e della rettitudine, e le azioni saranno rivolte al bene. Giustizia e rettitudine saranno, per l’eternità, piantate in letizia”

MICHELE Vedi MICHAEL

MIHAEL o MIHEL “Dio, padre misericordioso”. Angelo 48 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Virtù. Da 25° a 30° dello Scorpione. Angelo Custode dei nati dal 18 novembre al 22 novembre. Dono accordato: Procreazione

MIHEL Vedi MIHAEL

MIKAEL (1) Vedi MICHAEL

MIKAEL (2) “Simile a Dio”. Angelo 42 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Virtù. Da 25° a 30° della Bilancia. Angelo Custode dei nati dal 19 ottobre al 23 ottobre. Dono accordato: Organizzazione. Omonimo dell’arcangelo Michael; per differenziarlo è di preferenza utilizzata la grafia qui applicata

MIKAIL Nome dell’arcangelo Michele nell’islamismo; detiene il dominio delle forze della natura. Il poeta e teologo musulmano Avicenna (980-1037) lo definisce “angelo dei Profeti”

MIKHAEL Vedi MICHAEL

MITZRAEL “Dio che soccorre gli oppressi”. Angelo 60 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Arcangeli. Da 25° a 30° del Capricorno. Angelo Custode dei nati dal 16 gennaio al 20 gennaio. Dono accordato: Consolidamento, riparazione

MUMIAH (1) “Fine di tutte le cose”. Angelo 72 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Angeli. Da 25° a 30° dei Pesci. Angelo Custode dei nati dal 16 marzo al 20 marzo. Dono accordato: Rinascita

MUMIAH (2) Secondo una tradizione esoterica, uno dei 7 angeli planetari. Dominio: Luna. Sviluppa la personalità e aiuta a sviluppare facoltà di psicoterapia, ovvero l’arte di riconoscere l’essenza delle cose attraverso il tatto

Munkar Nell’islamismo, con Nakir, l’angelo che punirà i peccatori nella tomba

Muriel Uno dei 12 angeli zodiacali che presiedono le porte tra noi e il cielo e ricevono l’influenza dei 7 angeli governatori del mondo (angeli planetari). Oltre il proprio angelo custode sono gli angeli più vicini all’uomo. Segno in astrologia onomantica esoterica: Cancro. Coro delle Dominazioni. Governa: giugno, lunedì, azzurro, cane e cicogna nera, canfora, smeraldo, ocra, mughetto e iride, parola e mutismo

NAKIR Nell’islamismo, con Munkar, l’angelo che punirà i peccatori nella tomba

NANAEL “Dio che ridimensiona gli orgogliosi”. Angelo 53 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Principati. Da 20° a 25° del Sagittario. Angelo Custode dei nati dal 13 dicembre al 16 dicembre. Dono accordato: Comunione,
comunicazione spirituale

NATHANIEL Angelo che presiede il fuoco e salva i giusti dalla fornace di Baal. Per tradizione apocrifa, altro nome dell’angelo Gabriele

NAUTHA Secondo il vangelo apocrifo di Bartolomeo, l’angelo sopra il vento di Sud-Ovest. Uno dei 4 angeli preposti ai venti insieme a Chairum, Kerkutha e Oertha. “Tiene una verga di neve in mano e gliela mette in bocca per estinguere il fuoco che esce dalla sua bocca. Perché se non lo estinguesse nella sua bocca verrebbe arsa tutta la terra”

NECIEL Angelo dominatore 11 del ciclo lunare insieme ad altri 27 angeli; collabora con l’arcangelo Gabriel. Fornisce nuove idee e intuizioni

NEFONOS Secondo il vangelo apocrifo di Bartolomeo, uno degli angeli contrari a Satana. Uno degli angeli che “corrono attraverso gli spazi celesti, volano per le regioni del cielo, della terra e sottoterra” insieme a Mermeoth, Onomataht, Duth, Melioth, Charuth, Oertha, Grafathas, Chalkatura

NELCHAEL “Dio solo e unico”. Angelo 21 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Troni. Da 10° a 15° del Cancro. Angelo Custode dei nati dal 2 luglio al 6 luglio. Dono accordato: Insegnamento

NEMAMIAH “Dio lodevole”. Angelo 57 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Arcangeli. Da 10° a 15° del Capricorno. Angelo Custode dei nati dal 1° al 5 gennaio. Dono accordato: Discernimento

NITHAEL “Re dei Cieli”. Angelo 54 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Principati. Da 25° a 30° del Sagittario. Angelo Custode dei nati dal 17 dicembre al 21 dicembre. Dono accordato: Eredità

NITHAIAH “Dio che dona la saggezza”. Angelo 25 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Dominazioni. Da 0° a 5° del Leone. Angelo Custode dei nati dal 23 luglio al 27 luglio. Dono accordato: Serenità

OERTHA Secondo il vangelo apocrifo di Bartolomeo, l’angelo sopra il vento del Nord. Uno dei 4 angeli preposti ai venti insieme a Chairum, Kerkutha e Nautha. “Egli tiene una torcia di fuoco e la mette su di esso, perché si riscaldi dal suo freddo e non faccia gelare la terra”. Anche uno degli angeli che “corrono attraverso gli spazi celesti, volano per le regioni del cielo, della terra e sottoterra” insieme a Mermeoth, Onomataht, Duth, Melioth, Charuth, Oertha, Nefonos, Chalkatura

OFANIEL Dal Libro di Enoch etiopico, uno degli angeli preposti ai fenomeni naturali: principe della luna

OMAEL o AUMEL “Dio paziente”. Angelo 30 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Dominazioni. Da 25° a 30° del Leone. Angelo Custode dei nati dal 18 agosto al 22 agosto. Dono accordato: Crescita

ONOMATAHT Secondo il vangelo apocrifo di Bartolomeo, uno degli angeli contrari a Satana. Uno degli angeli che “corrono attraverso gli spazi celesti, volano per le regioni del cielo, della terra e sottoterra” insieme a Mermeoth, Duth, Melioth, Charuth, Grafathas, Oertha, Nefonos, Chalkatura

OROUEL Uno degli angeli guaritori menzionati nel Testamento di Salomone; l’invocazione dei loro nomi avrebbe funzioni terapeutiche di origine magica

PAHALIAH “Dio redentore”. Angelo 20 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Troni. Da 5° a 10° del Cancro. Angelo Custode dei nati dal 27 giugno al 1° luglio. Dono accordato: Redenzione

PHANUEL Vedi FANUEL

PHOUNEBIEL Uno degli angeli guaritori menzionati nel Testamento di Salomone; l’invocazione dei loro nomi avrebbe funzioni terapeutiche di origine magica

POYEL o PUIEL “Dio che sostiene l’universo”. Angelo 56 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Principati. Da 5° a 10° del Capricorno. Angelo Custode dei nati dal 27 dicembre al 31 dicembre. Dono accordato: Fortuna, talento, modestia

PUIEL Vedi POYEL

RAAMIEL Dal Libro di Enoch etiopico, uno degli angeli preposti ai fenomeni naturali: principe del tuono

RAAZIEL Dal Libro di Enoch etiopico, uno degli angeli preposti ai fenomeni naturali: principe dei terremoti

RAFAEL Vedi RAPHAEL

RAFFAELE Vedi RAPHAEL

RAGOUEL Vedi RAGUEL

RAGUEL o RAGOUEL o RAGUELE "Cavaliere del vento". Dal Libro dei Vigilanti, XX, uno degli angeli santi (“vendicatore del mondo e delle luci”) che vigilano “sugli spiriti degli angeli che si sono uniti con le donne e che, assumendo molti aspetti, hanno reso impuri gli uomini e li inducono in errore sì che essi offrano sacrifici ai demoni come agli dei”. (vedi Semeyaza)

RAGUELE Vedi RAGUEL

RAHEL Vedi ROCHEL (1)

RAIOUOTH Uno degli angeli guaritori menzionati nel Testamento di Salomone; l’invocazione dei loro nomi avrebbe funzioni terapeutiche di origine magica

RAMUEL Dal Libro dei Vigilanti, VI, uno degli angeli più importanti tra i duecento figli del cielo o “angeli vigilanti” che scesero in Ardis, sulla vetta del Monte Armon, per congiungersi alle figlie degli uomini. Il loro capo era Semeyaza (vedi)

RAPHAEL o RAFAEL o RAFFAELE (1) Dalla Bibbia, Tb 12, 15 “Io sono Raffaele, uno dei sette angeli che sono sempre pronti ad entrare alla presenza della maestà del Signore”

Raphael (2) Arcangelo “rimedio di Dio”, il guaritore della terra, delle malattie del corpo, della mente e dello spirito. Rappresentato da un angelo con due ali bianche immacolate e una veste grigia; in mano ha un Pisside, con l'altra tiene un giovane che a sua volta tiene in mano un grosso pesce (da Tb 12, 15). Secondo la Cabala: in Briah (mondo creativo) Arcangelo Principe del Fulgore, della Bellezza e della Vita; Sephirah: 6 Tiphareth, Sole; il Nome del suo Ordine di Angeli è Melechim o Malakim, Re o Re Angelici, chiamati anche Virtù, Angeli e Sovrani

Raphael (3) Uno dei 7 angeli planetari. Dominio: Mercurio. In astrologia onomantica esoterica: spirito turbolento; governa: nota SI, numero 5, tutte le meteore, cannella, noce moscata, cedro, alloro, semi e cortecce, funzioni cerebrali, scienza, fortuna in affari e al gioco (coadiuvato da Michael e Anael). Nella magia evocativa governa: mercoledì, marrone/viola, salute, affari, commercio, eloquenza. Nella Cabala: angelo planetario di Mercurio o Kokab

RaphaeL (4) “La Virtù Divina”. Uno dei 7 angeli, chiamati anche i “Sette Occhi del Signore”, i “Sette Troni”, le “Sette Luci Ardenti”, i “7 Reggitori del Mondo”, anticamente menzionati nei messali della Chiesa Cattolica e poi cancellati. Erano identificati con i 7 pianeti

RAPHAEL (5) Dal Libro dei Vigilanti, XX, uno degli angeli santi (“quello degli spiriti degli uomini”) che vigilano “sugli spiriti degli angeli che si sono uniti con le donne e che, assumendo molti aspetti, hanno reso impuri gli uomini e li inducono in errore sì che essi offrano sacrifici ai demoni come agli dei”. (vedi Semeyaza). Nel capitolo X, riceve l’ordine dal Signore: “Lega Azazel mani e piedi e ponilo nella tenebra, spalanca il deserto che è in Dudael e ponilo colà. E ponigli sopra pietre tonde ed aguzze e coprilo di tenebra! E stia colà in eterno e coprigli il viso a che non veda la luce! E, nel grande giorno del giudizio, sia mandato al fuoco! E fa’ vivere la terra che gli angeli hanno corrotto e quanto alla vita della terra, annunzia che io farò vivere la terra e che non tutti i figli dell’uomo periranno a causa del segreto di tutto quel che gli angeli vigilanti hanno distrutto ed insegnato ai loro figli. E tutta la terra si è corrotta per aver appreso le opere di Azezel ed ascrivi a lui tutto il peccato!”

RARIDERIS Uno degli angeli guaritori menzionati nel Testamento di Salomone; l’invocazione dei loro nomi avrebbe funzioni terapeutiche di origine magica

RASUIL Dal Libro dei Segreti di Enoc, I e segg., uno dei 2 angeli, con Semeil, che apparvero a Enoc per condurlo in viaggio attraverso i sette cieli. “Mentre riposavo nel mio letto dormendo, mi apparvero due uomini grandissimi come mai ne avevo visti sulla terra. Il loro viso era come sole che luce, i loro occhi come lampade ardenti, dalle loro bocche usciva un fuoco, i loro vestiti una diffusione di piume, e le loro braccia come ali d’oro, al capezzale del mio letto. (…) Accadde che, mentre parlavo ai miei figli, i due uomini mi chiamarono e mi presero sulle loro ali. Mi portarono nel primo cielo e mi posero là. Condussero davanti al mio volto i capi, signori degli ordini delle stelle, e mi mostrarono i loro movimenti e i loro spostamenti da un tempo a un altro. Mi mostrarono duecento angeli che dominano sulle stelle e sulle combinazioni celesti. Là mi mostrarono un mare grandissimo, più grande del mare terrestre e gli angeli volavano con le loro ali”

RATZIEL Vedi RAZIEL

RAZIEL o RATZIEL o RAZIELE Secondo la Cabala: in Briah (mondo creativo) Arcangelo Principe della conoscenza delle cose nascoste; Sephirah: 2 Chokmah, il Cielo Stellato; il Nome del suo Ordine di Angeli è Auphanim, le Ruote delle Forze Vorticanti, chiamati anche Kerubim

RAZIELE Vedi RAZIEL

REHAEL “Dio che accoglie i peccatori”. Angelo 39 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Potestà. Da 10° a 15° della Bilancia. Angelo Custode dei nati dal 4 ottobre all’8 ottobre. Dono accordato: Rispetto

REIYEL o REUEL o RIIEL “Dio pronto a soccorrere”. Angelo 29 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Dominazioni. Da 20° a 25° del Leone. Angelo Custode dei nati dal 13 agosto al 17 agosto. Dono accordato: Liberazione

REMIEL Dal Libro di Enoch etiopico, l’angelo che Dio ha posto ad aiuto di chi si vuole elevare; tra gli angeli santi che vigilano “sugli spiriti degli angeli che si sono uniti con le donne e che, assumendo molti aspetti, hanno reso impuri gli uomini e li inducono in errore sì che essi offrano sacrifici ai demoni come agli dei”. (vedi Semeyaza)

REMIHEL Dal Quarto Libro di Ezra, IV, angelo citato dall’angelo Uriele: “E rispose loro l’angelo Remihel, e disse: ‘(…) Egli ha pesato con la bilancia le età, ha misurato con la misura i tempi, ha numerato con i numeri le epoche, e non muoverà né agiterà nulla finché non sarà riempita la misura che è stata stabilita’”

REQUIEL Angelo dominatore 23 del ciclo lunare insieme ad altri 27 angeli; collabora con l’arcangelo Gabriel. Portatore di chiaroveggenza

REUEL Vedi REIYEL

RATHIEL Dal Libro di Enoch etiopico, uno degli angeli preposti ai fenomeni naturali: principe dei pianeti

Ridwan Nell’islamismo, l’angelo che è il custode del Paradiso

RIIEL Vedi REIYEL

RIZOEL Uno degli angeli guaritori menzionati nel Testamento di Salomone; l’invocazione dei loro nomi avrebbe funzioni terapeutiche di origine magica

ROCHEL o RAHEL (1) “Dio che vede tutto”. Angelo 69 tra i 72 angeli della Shemhamphorash (o “Nome Diviso”) che presiedono le zone celesti e affiancano Dio nelle Sue azioni. Coro degli Angeli Angeli. Da 10° a 15° dei Pesci. Angelo Custode dei nati dal 1° marzo al 5 marzo. Dono accordato: Ristabilimento, restituzione

ROCHEL (2) Secondo una tradizione esoterica, uno dei 7 angeli planetari. Dominio: Sole. Modera l’irascibilità, sviluppa la chiaroveggenza e aiuta a ritrovare oggetti smarriti

RUBYAEL Angelo di Marte; il suo colore è il rosso, domina il rame. Nome citato nei testi dei Sabei di Harran, una setta religiosa in cui confluirono i culti assiro-babilonesi, gli influssi della Grecia classica e il filone stoico-ermetico

RUFIYAEL Angelo di Giove; il suo colore è il giallo, domina il cristallo di rocca (quarzo). Nome citato nei testi dei Sabei di Harran, una setta religiosa in cui confluirono i culti assiro-babilonesi, gli influssi della Grecia classica e il filone stoico-ermetico

RUTHIEL Dal Libro di Enoch etiopico, uno degli angeli preposti ai fenomeni naturali: principe del vento

SABAEL Uno degli angeli guaritori menzionati nel Testamento di Salomone; l’invocazione dei loro nomi avrebbe funzioni terapeutiche di origine magica

SACHIEL Nella magia evocativa, uno dei 7 angeli planetari. Dominio: Giove. Governa: giovedì, azzurro, onori, ricchezze, fama, benessere materiale. Nella Cabala: angelo planetario di Giove o Tzedek

SAHAIAH Vedi SEHEIAH

SALGIEL Dal Libro di Enoch etiopico, uno degli angeli preposti ai fenomeni naturali: principe della neve

SALIAH Vedi SEHALIAH

SAMAEL Uno dei 7 angeli planetari. Dominio: Marte. In astrologia onomantica esoterica: spirito forte; governa: nota SOL, numero 9, vento d’Africa, tuono, fulmine, sandalo, cipresso, aloe, legno, bile, vittoria (coadiuvato da Camael). Nella magia evocativa governa: martedì, rosso, forza contro i nemici, competizioni, vittorie

SAMS Angelo del Sole; è incoronato d’oro e vestito di broccato. Nome citato nei testi dei Sabei di Harran, una setta religiosa in cui confluirono i culti assiro-babilonesi, gli influssi della Grecia classica e il filone stoico-ermetico

SAMSAWEEL Dal Libro dei Vigilanti, VI, uno degli angeli più importanti tra i duecento figli del cielo o “angeli vigilanti” che scesero in Ardis, sulla vetta del Monte Armon, per congiungersi alle figlie degli uomini. Il loro capo era Semeyaza (vedi)

SAMZIEL Dal Libro di Enoch etiopico, uno degli angeli preposti ai fenomeni naturali: principe della luce del gi

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MessaggioInviato: Lun Nov 12, 2007 2:01 pm    Oggetto:  ANGELI E COLLABORAZIONE
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Salire verso il loro Mondo

Geoffrey Hodson, forse il più grande chiaroveggente dei nostri tempi, scrive: "Non potete richiamare i grandi angeli nel vostro sé inferiore. Per vederli ed ascoltarli dovrete salire verso il loro mondo. Allorché ne supererete la soglia vedrete la possente moltitudine sempre immersa in miriadi di colori dell’arcobaleno...".

Questa frase da sola basterebbe a farci comprendere cosa dobbiamo fare per poter guardare direttamente negli occhi, senza impedimenti, i "nostri" angeli.
Vi sono moltissimi che hanno trascorso la propria vita fisica senza mai essere riusciti a incontrare i propri compagni celesti pur desiderandolo ardentemente; molti altri li hanno invece incontrati e neppure se ne sono accorti. Gli angeli possono apparirci senza che noi li percepiamo come tali, sotto forma di persone, o persino di animali, che incontriamo occasionalmente e che in qualche modo influiscono sulle nostre azioni, sul nostro modo di essere, magari sulla nostra stessa esistenza.
Tutti noi li contattiamo durante il sonno quando, da ogni angolo della Terra, uomini e donne vengono radunati nelle "aule notturne di apprendimento" per essere istruiti occultamente. Riceviamo così messaggi, suggerimenti, intuizioni di cui, al nostro risveglio, non ricordiamo la provenienza e che crediamo frutto di una nostra autonoma elaborazione: e ogni mattina siamo pronti con i nostri piccoli o grandi mezzi a lavorare al Grande Piano. Immersi nella nostra realtà, durante la giornata, tra il frastuono delle città e i nostri ritmi incalzanti, gli angeli sono sempre accanto a noi e tentano di farsi sentire.
Noi possiamo collaborare alla costruzione di un ponte di luce che colleghi il nostro con il loro mondo: tutti siamo in grado di farlo, ma non dobbiamo dimenticare che gli Angeli, rappresentando sempre e comunque una enorme Potenza, non si abbasseranno mai al nostro livello e rifuggono dal caos di certi nostri modelli di vita, dalle vibrazioni grossolane e negative che spesso emaniamo... Siamo noi a dover "salire verso il loro mondo". Per incontrarli non basta sentirsi pronti o pensare di esserlo.

Interiorità ed esteriorità

Per prima cosa è necessario credere fermamente negli angeli, amarli ed essere totalmente disponibili nei loro confronti, tenendo presente che il culto dell’angelo è qualcosa di diverso dal culto verso la Divinità, quale sia la religione praticata: questo è da tenere bene a mente.
Occorre pazienza, umiltà e saper coltivare delle doti personali: anche la nostra esistenza deve essere impostata in un modo particolare e permanente; dobbiamo essere capaci di liberarci dal nostro egoismo, dall’istinto di sopraffazione e proiettarci amorevolmente sugli altri, preoccupandoci del loro bene prima che del nostro; dobbiamo conquistare uno stato di serenità, lasciandoci alle spalle ansie, tensioni, insoddisfazioni; dobbiamo essere aperti alle cose dello spirito e soprattutto rinunciare all’adorazione del "vitello grasso", cioè dei falsi idoli... denaro e oggetti sono solo un mezzo, non un fine.
Non solo quando tentiamo di metterci in comunicazione con gli angeli ma in ogni momento dobbiamo cercare di essere padroni di noi stessi, delle nostre emozioni, dei nostri impulsi. Dobbiamo riuscire a "essere" noi stessi. Possiamo aiutarci con la meditazione e ritagliare nell’arco della giornata dei momenti in cui staccare gli innumerevoli fili che ci legano alla realtà circostante. Creare un silenzio esteriore significa conciliare in modo profondo quello interiore.
Nel ricercare l'incontro con l'angelo dobbiamo essere spinti da una sana e disinteressata aspirazione a perseguire una vera crescita interiore, intellettuale, morale, affettiva; dobbiamo lasciare da parte le nostre aspettative e il nostro egoismo nel cercare rassicurazioni e gratificazioni personali... siamo solo un’infinitesima parte di una realtà collettiva e unitaria chiamata umanità e ci realizziamo pienamente come individui solo quando siamo in relazione con gli altri e soprattutto operiamo in favore degli altri.
In pratica questa preparazione interiore andrà a riflettersi sulla nostra aura con determinati colori. Secondo il parere di molti angelologi quando questi colori, che esprimono livelli diversi di energia, entrano in sintonia con gli esseri di luce che ci stanno attorno allora si realizza il contatto. E’ attraverso l’espressione cromatica che determinati individui verrebbero riconosciuti come particolarmente idonei a costituire dei canali per irradiare sulla terra energie, intuizioni, saperi.

Preghiere

Preparati interiormente, adeguato il nostro approccio verso l’esterno e il nostro stile di vita, possiamo poi manifestare direttamente il nostro amore verso gli angeli con preghiere: ve ne sono moltissime, formulate da varie e antiche tradizioni, indirizzate ad angeli diversi e riferite ai differenti bisogni e circostanze della vita (vedi la sezione Invocare).
Ancora meglio di quelle liturgiche sono le preghiere spontanee che sgorgano dal cuore perché in esse vi sono una forte intenzionalità e una partecipazione totale di se stessi che si spingono oltre ogni formula standardizzata. Non importa se le parole appaiono inadeguate, i concetti contorti, le espressioni ripetitive, le richieste banali: ciò che conta è che chi prega ponga tutto se stesso. E’ il caso di mettere da parte desideri egoistici e pregare anche per le persone che ci sono care e per tutto ciò che vive: si creerà una corrente di energia positiva tra noi e l’angelo che su di noi sarà poi riversata moltiplicata infinite volte.

Una casa per l'Angelo

Se preghiamo in casa è opportuno riservare al suo interno un luogo destinato al proprio angelo e solo a lui. Le diverse tradizioni concordano nell’affermare che questa creatura celeste ama sentirsi ospitata presso gli uomini di cui ha responsabilità. E’ sufficiente uno spazio anche piccolissimo dove collocare un’immagine che in qualche modo evochi l’essenza angelica: può anche essere solamente una candela, una pietra, una pianta o un bastoncino di incenso da accendere durante la preghiera o i momenti di silenzio e di meditazione. Anche il semplice pensiero che un determinato luogo della casa è suo basterà a segnalare all’angelo la propria disponibilità, il proprio amore, il proprio desiderio di incontrarlo: basterà lo stesso pensiero a "consacrare" quel luogo.
Ed egli, prima o poi, non deluderà chi lo cerca.

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MessaggioInviato: Lun Nov 12, 2007 2:02 pm    Oggetto:  INVOCARE GLI ANGELI
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Cattolicesimo e Protestantesimo

Le preghiere rivolte agli Angeli sono numerosissime. Risultano presenti essenzialmente nell’ambito della cultura cattolica, sia in quella ufficiale sia soprattutto in quella spontanea, dato l’ampio spazio che attribuisce alle entità intermediarie tra uomo e Dio. La medesima cosa non si verifica nell’ambito del protestantesimo, che a partire dal XVI secolo tentò di realizzare un severo ritorno alla Bibbia, quale unica rivelazione e autorità. Nella Bibbia infatti è detto chiaramente che non si devono adorare gli Angeli, né rivolgere preghiere a loro, o per loro tramite (si vedano la lettera ai Colossesi 2, 18 e l’Apocalisse 22, 9), giacché il sacrificio di Cristo ha annullato ogni barriera e l’uomo può rivolgersi direttamente a Dio, unico autore di salvezza e a cui solo spetta la gloria.
Questo non significa che la riforma protestante abbia negato l’esistenza e l’importanza degli Angeli; essi sono stati riconosciuti, conformemente alla Scrittura, quali messaggeri ed esecutori della volontà divina nei confronti degli uomini. Lutero, parlando dell’aldilà, affermò che "Riposeremo soltanto in Dio, così come in questa vita dormiamo dolcemente, sotto la protezione di Dio e degli Angeli, senza temere pericolo". E Calvino: "Per quanto riguarda gli Angeli... la cura e la protezione dell’uomo pio è stata loro affidata. Essi devono perciò, in obbedienza a Dio, essere solleciti riguardo alla nostra salvezza, e pregando per noi non fanno altro che compiere il loro dovere. Dio decreta che tutti gli Angeli si assumano la protezione dei giusti".

Sostanzialmente analogo è l’atteggiamento dell’ebraismo, come pure dell’islamismo. Presso altre religioni, nei confronti di deva, forze spirituali minori e varie entità, più che l’uso di preghiere è possibile trovare quello di sacrifici e offerte.

Tanto la Chiesa cattolica quanto quella anglicana, il 29 settembre di ogni anno ricordano l’Arcangelo Michele e, assieme, tutti gli Angeli. In particolare, l’Anglican Collect contiene la seguente preghiera:
O eterno Signore Iddio, che hai comandato e costituito il servizio degli Angeli e degli uomini in un ordine meraviglioso; fa’ sì che, come i santi Angeli sempre ti servono in cielo, così nel tuo nome essi possano aiutarci e difenderci sulla terra.

La Chiesa cattolica dedica una notissima preghiera all’Angelo custode:
Angelo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me che ti fui affidato dalla Pietà Celeste. Amen.
(vedi l'approfondimento in "La preghiera all'Angelo Custode")

Dai Messali

Le seguenti preghiere sono tratte dai Messali.

All’Angelo custode
O Dio, che nella Tua misteriosa Provvidenza, mandi dal cielo i Tuoi Angeli a nostra custodia e protezione, fa che nel cammino della vita possiamo essere sorretti dal loro aiuto e pervenire con loro alla gioia eterna. Per Cristo nostro Signore.
(Liturg. Angeli custodi)

Per la protezione personale
O Dio, che chiami gli Angeli e gli uomini a cooperare al Tuo disegno di salvezza, concedi a noi, pellegrini sulla terra, la protezione degli Spiriti Beati, che in cielo stanno davanti a Te per servirti e contemplano la gloria del Tuo Volto. Per Cristo nostro Signore.
(Liturg. di S. Michele)

All’Angelo della Gloria
Noi proclamiamo, Signore, la Tua Gloria che risplende negli Angeli e negli Arcangeli; onorando questi Tuoi messaggeri, esaltiamo la Tua infinita bontà; negli Spiriti Beati Tu ci riveli quanto sei grande e amabile al di sopra di ogni creatura, per Cristo nostro Signore.
(Prefazio degli Angeli)

All’Angelo della Casa
Visita, Signore, la nostra casa e allontana da noi ogni insidia del nemico infernale; i Tuoi Angeli Santi ci custodiscano nella pace e sia sempre sopra di noi la Tua Benedizione. Per Cristo nostro Signore.
(Liturg. di Compieta)
Ai tre Arcangeli
Venga dal Cielo nelle nostre case l’Angelo della pace, Michele, venga portatore di serena pace e releghi nell’inferno le guerre, fonte di tante lacrime.
Venga Gabriele, l’Angelo della forza, scacci gli antichi nemici e visiti i templi cari al Cielo, che Egli trionfatore ha fatto elevare sulla Terra.
Ci assista Raffaele, l’Angelo che presiede alla salute; venga a guarire tutti i nostri malati e a dirigere i nostri incerti passi per i sentieri della vita.
(Liturg. degli Angeli custodi)

Protezione dalle forze oscure

Per la protezione dalle forze oscure (preghiera medioevale)
Signore, manda tutti i santi Angeli e Arcangeli. Manda il santo Arcangelo Michele, il santo Gabriele, il santo Raffaele, affinché siano presenti e difendano e proteggano questo tuo servo, Tu che lo plasmasti, cui desti un’anima e per il quale Ti degnasti di profondere il Tuo sangue. Lo proteggano, lo illuminino quando è sveglio, quando dorme, lo rendano così tranquillo e sicuro da ogni manifestazione diabolica, che nessun essere che abbia maligno potere possa in lui entrare giammai. Né osi offendere o ferire la sua anima, il suo corpo, il suo spirito o atterrirli o solleticarli con la tentazione.
Papa Leone XIII è autore di un lungo e complesso testo per esorcizzare Satana e gli Angeli ribelli. Il testo comprende una specifica Invocazione a san Michele Arcangelo
Gloriosissimo Principe delle celesti milizie, Arcangelo san Michele, difendici nella battaglia contro le potenze delle tenebre e la loro spirituale malizia. Vieni in aiuto di noi, che fummo creati da Dio e riscattati con il sangue di Cristo Gesù, suo Figlio, dalla tirannia del demonio. Tu sei venerato dalla Chiesa quale suo custode e patrono e a te il Signore ha affidato le anime che un giorno occuperanno le sedi celesti. Prega dunque il Dio della pace a tenere schiacciato Satana sotto i nostri piedi, affinché esso non valga né a fare schiavi di sé gli uomini, né a recare danni alla Chiesa. Presenta all’Altissimo, con le tue, le nostre preghiere, perché discendano su di noi le Sue divine misericordie. Incatena Satana e ricaccialo negli abissi donde non possa più sedurre le anime. Amen.

Invocazioni

Agli Arcangeli
Glorioso Arcangelo Michele, principe delle milizie celesti, difendici contro tutti i nostri nemici visibili e invisibili e non permettere mai che cadiamo sotto la loro crudele tirannia.
San Gabriele Arcangelo, tu che giustamente sei chiamato la forza di Dio, poiché sei stato scelto per annunciare a Maria il mistero in cui l’Onnipotente doveva manifestare meravigliosamente la forza del suo braccio, facci conoscere i tesori racchiusi nella persona del Figlio di Dio e sii nostro messaggero presso la sua santa Madre!
San Raffaele Arcangelo, guida caritatevole dei viaggiatori, tu che, con la potenza divina, operi miracolose guarigioni, degnati di guidarci nel corso del nostro pellegrinaggio terreno e suggerisci i veri rimedi che possono guarire le nostre anime e i nostri corpi. Amen.

Agli Arcangeli
San Michele Arcangelo difendici nella battaglia; sii tu nostro sostegno contro la perfidia e le insidie del diavolo, che Dio eserciti il suo dominio su di lui, te ne preghiamo supplichevoli; e tu, o Principe della milizia celeste, con la potenza divina ricaccia nell’inferno Satana e gli altri spiriti maligni, i quali errano nel mondo per perdere le anime. Amen.
O glorioso Arcangelo san Gabriele io condivido la gioia che provasti nel recarti, quale celeste messaggero, a Maria, ammiro il rispetto col quale ti presentasti a lei, la devozione con cui la salutasti, l’amore con cui, primo fra gli Angeli, adorasti il Verbo incarnato nel suo seno. Ti prego di ottenermi di ripetere con gli stessi tuoi sentimenti il saluto che allora rivolgesti a Maria e di offrire con lo stesso amore gli ossequi che allora presentasti al Verbo fatto Uomo, con la recita del Santo Rosario e dell’Angelus Domini. Amen.
O glorioso Arcangelo san Raffaele che, dopo aver custodito gelosamente il figlio di Tobia nel suo fortunoso viaggio, lo rendeste finalmente ai suoi cari genitori salvo e incolume, unito a una sposa degna di lui, siate guida fedele anche a noi: superate le tempeste e gli scogli di questo mare procelloso del mondo, tutti i vostri devoti possano raggiungere felicemente il porto della beata eternità. Amen.

Ai nove cori degli Angeli
Angeli santissimi, vegliate su di noi, dovunque e sempre. Arcangeli nobilissimi, presentate a Dio le nostre preghiere e i nostri sacrifici. Virtù celesti, donateci forza e coraggio nelle prove della vita. Potenze dell’Alto, difendeteci contro i nemici visibili e invisibili. Principati sovrani, governate le nostre anime e i nostri corpi. Dominazioni altissime, regnate di più sulla nostra umanità. Troni supremi, otteneteci la pace. Cherubini pieni di zelo, dissipate tutte le nostre tenebre. Serafini pieni di amore, infiammateci di ardente amore per il Signore. Amen

All’Angelo custode
Assistimi, santo Angelo custode, soccorso nelle mie necessità, conforto nelle mie sventure, luce nelle mie tenebre, protettore nei pericoli, ispiratore di buoni pensieri, intercessore presso Dio, scudo che respingi il maligno nemico, compagno fedele, amico sicurissimo, prudente consigliere, modello di obbedienza, specchio di umiltà e di purezza. Assisteteci, Angeli che ci custodite, Angeli delle nostre famiglie, Angeli dei nostri bambini, Angelo della nostra città, Angelo del nostro Paese, Angeli della Chiesa, Angeli dell’Universo. Amen.
All’Angelo custode
Angelo benignissimo, mio custode, tutore e maestro, mia guida e difesa, mio sapientissimo consigliere e amico fedelissimo, a te io sono stato raccomandato, per la bontà del Signore, dal giorno in cui nacqui fino all’ultima ora della mia vita. Quanta riverenza di debbo, sapendo che mi sei dovunque e sempre vicino! Con quanta riconoscenza ti devo ringraziare per l’amore che nutri per me, quale e quanta confidenza per saperti il mio assistente e difensore! Insegnami, Angelo Santo, correggimi, proteggimi, custodiscimi e guidami per il diritto e sicuro cammino alla Santa Città di Dio. Non permettere che io faccia cose che offendano la tua santità e la tua purezza. Presenta i miei desideri al Signore, offrigli le mie orazioni, mostragli le mie miserie e impetrami il rimedio di esse dalla sua infinita bontà e dalla materna intercessione di Maria Santissima, tua Regina. Vigila quando dormo, sostienimi quando sono stanco, sorreggimi quando sto per cadere, alzami quando sono caduto, indicami la via quando sono smarrito, rincuorami quando mi perdo d’animo, illuminami quando non vedo, difendimi quando sono combattuto e specialmente nell’ultimo giorno della mia vita, siimi scudo contro il demonio. In grazia della tua difesa e della tua guida, ottienimi infine di entrare nella tua gloriosa dimora, dove per tutta l’eternità io possa esprimerti la mia gratitudine e glorificare assieme a te il Signore e la Vergine Maria, tua e mia Regina. Amen.

Consacrazioni

Atto di consacrazione all’Angelo custode
Santo Angelo Custode! Sin dall’inizio della mia vita mi sei stato dato a Protettore e Compagno. Qui, al cospetto del mio Signore e mio Dio, della mia celeste Madre Maria e di tutti gli Angeli e Santi, io, povero peccatore, mi voglio consacrare a te. Voglio prendere la tua mano e mai più lasciarla. Prometto di essere sempre fedele e obbediente a Dio e alla Santa Madre Chiesa. Prometto di essere sempre devoto anche a te, mio santo Protettore e di propagare secondo le mie forze la devozione agli Angeli santi che ci viene concessa in questi giorni quale presidio e ausilio nella lotta spirituale per la conquista del Regno di Dio. Ti prego, Angelo santo, di concedermi tutta la forza dell’amore divino, affinché io ne venga infiammato, tutta la forza della fede, affinché io non cada mai più in errore. Domando che la tua mano mi difenda dal nemico. Ti chiedo la grazia dell’umiltà di Maria, affinché sfugga a tutti i pericoli e, guidato da te, raggiunga in cielo l’ingresso della Casa del Padre. Amen.
Atto di consacrazione a san Michele Arcangelo
Principe nobilissimo delle Angeliche gerarchie, valoroso guerriero dell’Altissimo, amatore zelante della gloria del Signore, terrore degli Angeli ribelli, amore e delizia di tutti gli Angeli giusti, mio dilettissimo Arcangelo san Michele, desiderando io di essere nel numero dei tuoi devoti e dei tuoi servi, a Te oggi per tale mi offro, mi dono e mi consacro. Pongo me stesso, la mia famiglia e quanto a me appartiene sotto la tua potentissima protezione. E’ piccola l’offerta della mia servitù, essendo io un miserabile peccatore, ma Tu gradisci l’affetto del mio cuore. Ricordati che se da oggi in avanti sono sotto il tuo patrocinio, Tu devi in tutta la mia vita assistermi, procurarmi il perdono dei miei molti e gravi peccati, la grazia di amare di cuore il mio Dio, il mio caro salvatore Gesù e la mia dolce madre Maria, e impetrarmi quegli aiuti che mi sono necessari per arrivare alla corona della gloria. Difendimi sempre dai nemici dell’anima mia, specialmente nel punto estremo della mia vita. Vieni allora, o Principe gloriosissimo, e assistimi nell’ultima lotta e con la tua arma potente respingi lontano da me, negli abissi dell’inferno, quell’Angelo prevaricatore e superbo, che prostrasti un dì nel combattimento in cielo. Amen.

Angeli Deva

Un’altra serie di preghiere, rivolte agli Angeli, deva e potenze spirituali in genere (quindi con un’impostazione più ampia e generalizzata di quanto possa essere quella di una singola chiesa), è stata raccolta da Giuditta Dembech, la quale ha attinto soprattutto ai testi esoterici di Geoffrey Hodson.

Agli Angeli guaritori
Salute a voi, Deva della guarigione! Venite in nostro aiuto, riversate la vostra energia risanante su questo nostro fratello. Colmate ogni cellula di forza vitale, date a ogni nervo la pace, placate i sensi torturati. L’onda di vita che sale porti il calore in ogni fibra, mentre il corpo e l’anima sono ristorati dal vostro potere risanante. Lasciate un Angelo che vegli, che conforti e protegga finché la salute ritorni. Un Angelo che respinga ogni male e acceleri il ritorno della forza, o accompagni alla pace, se la vita è finita. Salute a voi, Deva della guarigione! Venite in nostro aiuto, condividete con noi le fatiche della Terra, perché Dio si desti attraverso l’uomo.

Agli Angeli della natura
Salute a voi, Deva della Terra e del Cielo! Venite in nostro aiuto, donate la fertilità nei nostri campi, destate la vita in tutti i nostri sei, affinché la nostra terra possa essere feconda. Salute a voi, Deva della Terra e del Cielo! Venite in nostro aiuto, dividete con noi le fatiche della terra e che la Divinità interiore sia sprigionata.

Benedizioni per la Terra (da recitare orientandosi di volta in volta verso i quattro punti cardinali quando vengono evocati)
Sia pace a Nord, a Sud, a Ovest e ad Est. Sia pace attraverso i quattro elementi e all’Etere cosmico, che tutto contiene. Sia pace e amore per tutte le creature, visibili e invisibili attraverso i loro regni e i loro elementi. Sia pace ai loro Angeli e ai loro Deva. Sia pace a noi, che con essi condividiamo il cammino.

Al nostro Angelo custode
Angelo mio protettore, dammi la forza i realizzare i propositi di crescita interiore, di collaborazione e di servizio. La mia volontà è pura, potenziala con la tua forza. Aiutami nelle cose quotidiane, in quelle materiali e spirituali. Sviluppa in me le tue doti, che io veda i miei difetti e che io possieda compassione e pazienza. Guida i miei pensieri, i desideri, le azioni verso ciò che è più giusto per la mia crescita spirituale e dammi la capacità di accettare ciò che non riesco a comprendere.
Preghiera di chiusura (dopo aver pregato in gruppo)
Salute a te, Angelo nostro, protettore ed alleato. Salute a Te, Signore del Luogo, e a Voi Angeli e Deva che ci siete stati vicini. La vostra potenza accompagni il nostro intento e lo deponga dinanzi al trono dell’Immenso, dove la luce turbina in vortici fiammeggianti. Che la nostra richiesta sia accolta, e scenda dallo spirito alla materia, secondo il nostro karma. Riaccostate il velo, e che il Piano si compia.

All'Angelo custode

In chiusura, una saggia raccomandazione di Eileen Elias Freeman: "Ogni qual volta vi attende un incontro importante, non dimenticate di pregare l’Angelo del vostro interlocutore, affinché vegli sul dialogo che nascerà tra voi".

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MessaggioInviato: Lun Nov 12, 2007 2:03 pm    Oggetto:  EVOCARE GLI ANGELI
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Jorg Sabellicus e Fournié

Secondo Jorg Sabellicus, studioso di rituali esoterico-magici, l’angelo si manifesta come "una forma gloriosa, un suono arcano, un sigillo luminoso, che lampeggia subitaneo nella penombra. E’ un fulgore improvviso, rosso o azzurro, che ferisce lo sguardo, provocando una sensazione di sgomento, come se un brivido intenso e incoercibile si diffondesse in tutte le membra". Evocare un angelo richiede una tecnica non facile, che va affinata con lunghe e faticose sperimentazioni e con un impegno che può richiedere diversi anni.
Più di venti ne impiegò, infatti, l’abate Fournié, nel XVIII secolo, per perfezionare il rito che gli permetteva di mettersi in contatto con misteriose presenze. Ricordando questo tipo di esperienza, non esitava a definirla come qualcosa in grado di procurargli sensazioni così intense da farlo rabbrividire anche a distanza di anni.

Martinez De Pasqually

Nella difficile arte dell’evocazione angelica l’abate aveva avuto per maestro una della personalità più misteriose del Settecento, don Martinez de Pasqually (morto nel 1779), discendente da una famiglia di israeliti spagnoli, convertitisi al cattolicesimo, e fondatore di un ordine iniziatico, quello degli Eletti Cohen. Il fine di quest’ordine era la restaurazione negli adepti delle condizioni di purezza che aveva Adamo prima del peccato originale, quando possedeva poteri soprannaturali e dialogava liberamente con le creature dei quattro mondi (terrestre, celeste, sovraceleste e divino). La magia cerimoniale di ogni tradizione esoterica insegna da millenni le tecniche necessarie per consentire manifestazioni delle forze ultraterrene percepibili con i sensi. Queste forze vengono visualizzate dal mago sotto forma di angeli o demoni. De Pasqually riteneva che il rito non poteva essere utilizzato per secondi fini, come il potere o la ricchezza, ma solo per conciliare il mondo visibile con quello invisibile, ripristinandone l’unità originaria. L’evocazione delle entità angeliche avveniva mediante la ripetizione costante e completa di tre diversi rituali, che dovevano compiersi il primo ogni giorno, il secondo una volta al mese, il terzo due volte l’anno agli equinozi.

Quello giornaliero consisteva in un’orazione eseguita sul pavimento del proprio tempio personale dopo essersi collocati entro un cerchio magico, precedentemente tracciato, con al centro un sigillo sacro. Il rito mensile, che aveva luogo in tre notti consecutive tra il novilunio e il primo quarto di luna, prevedeva che l’officiante , dopo aver tracciato un cerchio magico quadripartito da una croce, vi entrasse vestito di solenni paramenti e, alla luce di particolari lampade, tracciasse altri segni sacri, pronunziando una serie di nomi divini in onore dei quali spargeva incensi aromatici. All’invocazione dell’equinozio partecipavano in comunità tutti i membri dell’Ordine. Ancora una volta si tracciavano cerchi magici e simbolici e si pronunciavano invocazioni.
L’uso del cerchio nelle pratiche magiche occidentali ha un significato che può legarsi al simbolismo della figura: il cerchio infatti rappresenta il cielo e la perfezione. Protratto per anni, o addirittura decenni, il rito produceva alla fine il suo effetto e l’adepto, purificato, riusciva a stabilire il contatto con il mondo superiore mediante l’apparizione sconvolgente di un’entità ultraterrena. Questo contatto provocava un rivolgimento totale, quasi un terrore divino.

Louis-Claude de Saint-Martin

Tra i discepoli di De Pasqually, oltre all’abate Fournié, vi era pure un giovane mistico, Louis-Claude de Saint-Martin (1743-1803), che nel 1771 divenne suo segretario particolare, al posto dell’abate stesso. Come il suo maestro egli pensava che l’uomo dovesse recuperare la condizione adamitica, corrispondente a quella di "uomo di spirito". Il primo passo per ottenere questa rigenerazione consisteva nel prestare orecchio all’ansia di spiritualità che in taluni eletti si manifesta liberamente. Le sue azioni non dovevano essere esteriori, ma prevalentemente interiori. Il culto interiore di Saint-Martin si basava sulla preghiera, intesa come forma vitale del pensiero e non come recitazione meccanica di una formula ripetitiva. Egli non si considerò mai un vero e proprio maestro, ma il suo straordinario fascino poetico e la sua presenza silenziosa, malinconica e raffinata, gli aprirono le porte dei circoli intellettuali della Parigi prerivoluzionaria, avida di esperienze esoteriche e iniziatiche. Dopo la sua morte divenne noto con l’appellativo di "filosofo sconosciuto", influenzando tutto l’occultismo del secolo scorso e del presente.

John Dee ed Edward Kelley



Anche l’Inghilterra elisabettiana ha avuto un celebre occultista in grado di evocare gli spiriti del mondo ultraterreno. Si tratta di John Dee, nato nel 1527 e morto in miseria nel 1608, durante il regno di Giacomo I, nemico di maghi e negromanti. Era matematico, fisico, astronomo e cabalista. Nel suo volume Monas hieroglyphica, pubblicato nel 1564, si possono rinvenire le radici del pensiero dei Rosacroce. Grazie al favore di Elisabetta I conobbe gli onori e la gloria, ma anche la disgrazia e la miseria quando la sovrana cambiò atteggiamento nei suoi confronti. La sua vita veramente straordinaria e rocambolesca è stata descritta nel romanzo "L’angelo della finestra d’Occidente" di Gustav Meyrink. Pare pure che abbia ispirato a Shakespeare il personaggio di Prospero che, nella Tempesta, ha ai suoi comandi lo spiritello Ariel.
In un periodo della sua vita, collaborò con un certo Edward Kelley, un veggente dal passato piuttosto oscuro e fatto di sregolatezze. Un giorno un angelo apparve a John Dee consegnandogli una pietra rotonda e convessa, simile ad un cristallo nero, che permetteva di ricevere visioni dai mondi ultraterreni. Per l’evocazione questa pietra veniva posta sopra una tavola ornata di simboli e divisa in settori detti Aethyr, corrispondenti ciascuno a una particolare regione del cosmo invisibile; in ogni regione regnavano angeli e demoni che venivano evocati con particolari riti in seguito ai quali Kelley cadeva in trance.
In questo stato di coscienza alterata gli appariva nel cristallo un angelo che con una verga indicava un quadrato tracciato su una tabella detta "tavola santa". Ad ogni quadrato corrispondeva una lettera, che Kelley rivelava a Dee, il quale la trascriveva. Alla fine queste lettere veniva trascritte in ordine inverso ricavandone un messaggio nella lingua enochiana (insegnata dall’angelo a Dee), che dovrebbe corrispondere all’idioma parlato da Adamo nel Paradiso terrestre (anche Dante nel Paradiso fa riferimento a questa lingua, già scomparsa prima del tentativo di costruzione della Torre di Babele). In questo modo i due occultisti ricevettero dagli angeli notizie e rivelazioni nonché una serie di formule evocatorie da utilizzare per ottenere l’apparizione dei signori dei diversi Aethyr. Ancora oggi molte società magiche utilizzano la metodologia di contatto con i mondi ultraterreni da loro sviluppata.

Re Salomone

Ritornando indietro nel tempo, a re Salomone la tradizione medioevale attribuisce una serie di testi magici contenenti indicazioni per incantesimi di vario tipo e, soprattutto, per evocare le entità soprannaturali: spiriti legati ai segni zodiacali, diavoli e angeli.
Ancor oggi si ristampa la Clavicola, o "piccola chiave", nota in diverse versioni e in varie lingue; meno conosciuto è il Lemegeton, espressamente dedicato al dominio di entità infernali e/o celesti. L’ultimo capitolo di questo testo, in particolare, contiene un rituale completo per l’evocazione degli angeli preposti al dominio dei quattro punti cardinali (denominati "parti del mondo" o "torri").
Questo è il suo inizio: "... sappi che vi sono quattro Cori, i quali rappresentano le quattro Torri dell’Occidente, dell’Oriente, del Settentrione e del Meridione; e il tutto è diviso in dodici parti: cioè ogni parte è divisa in tre. E gli Angeli di ognuna di queste parti hanno le loro particolari virtù e i loro particolari poteri...".
Di seguito, descrive il metodo di realizzazione del talismano per le evocazioni (detto Almadel), la fabbricazione di particolari candele e del sigillo (in oro puro o argento). L’angelo del primo Coro (o Torre dell’Oriente) appare recante "in mano una bandiera con una croce bianca, il suo corpo è avviluppato in un una nuvola chiara, e il suo volto è molto bello e luminoso, e porta sulla testa una corona di rose".
"L’angelo della seconda Torre o Parte del Mondo appare in forma di un bimbo in vesti di raso, e del colore d’una rosa rossa, con una corona di rossi garofani sul capo. Il suo viso è rivolto verso il cielo ed è di colore rosso, ed è circondato d’un fulgido splendore, come i raggi del Sole". Gli angeli della terza Torre "appaiono in forma di bimbi o di donne minuscole, abbigliati in colori verdi e argentei deliziosi alla vista, e con una corona di fronde d’alloro, con bianco e colori, sulla testa. E sembrano tenere i visi rivolti un poco verso il basso". Infine, gli angeli della quarta Torre "appaiono in forma di minuscoli uomini o ragazzi, con vesti di color nero frammisto a verde scuro; e nelle mani tengono un uccello nudo; e le loro teste sono cinte da un fulgido splendore di colori diversi".
Inoltre, si legge la seguente esortazione:
Non pregate per ottenere alcuna cosa che sia contraria a Dio e alle Sue leggi, bensì ciò che Dio accorda secondo la consuetudine o il corso della natura: questo potete desiderarlo e ottenerlo. (...) Rammenta che vi sono dodici Prìncipi, oltre a quelli delle quattro Parti del mondo; e si spartiscono tra loro gli offici, e ognuno governa trenta giorni ogni anno. Sarà vano chiamare uno degli Angeli, se non è il tempo di colui che lo governa. Perché ogni Coro o Torre ha il suo tempo limitato, secondo i dodici segni dello zodiaco; ed è in quel Segno del Sole che quell’Angelo o gli Angeli appartenenti al Segno hanno dominio. (...) I Cori hanno nome e carattere formato dalla sostanza dei cieli. Perché quando gli Angeli odono i nomi di Dio che sono loro attribuiti, li odono in virtù di tale carattere. Perciò è vano chiamare qualunque Angelo o Spirito, a meno che non si sappia con quale nome chiamarlo.

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MessaggioInviato: Lun Nov 12, 2007 2:07 pm    Oggetto:  VISUALIZZARE IL PROPRIO ANGELO
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Visualizzare il proprio angelo significa entrare effettivamente in contatto con lui; significa aprire di nostra iniziativa quella porta dietro cui l’angelo è sempre stato relegato.

Sui piani sottili, esistono barriere altrettanto solide che sui piani della fisicità. Un pensiero negativo crea un muro nel piano astrale, invalicabile per le creature che lì vivono e lavorano. Viceversa, l’apertura mentale e la disponibilità creano una strada che gli esseri di luce potranno percorrere per giungere fino a noi. La visualizzazione in effetti è una tecnica per far scendere la sostanza dai piani superiori verso i veicoli inferiori. E’ una vera e propria tecnica di trasmutazione.

Altra cosa è la meditazione. Osho dice: "la meditazione non è concentrazione. Nella concentrazione vi è un sé che si concentra e un oggetto su cui si concentra. Esiste una dualità. Nella meditazione non esiste nessuno all’interno e nulla all’esterno. Non è la concentrazione. Non si ha divisione tra interno ed esterno. L’interno continua a fluire verso l’esterno. La linea di demarcazione non esiste più. L’interno è l’esterno, e l’esterno è l’interno: una consapevolezza non dualista. La meditazione è uno stato di non-mente. La meditazione è uno stato di pura consapevolezza, priva di contenuti. Di solito la tua consapevolezza è sovraccarica di scorie, assomiglia a uno specchio coperto di polvere. La mente è un traffico continuo, un estenuante flusso di pensieri, di desideri, di ricordi, di ambizioni: è un traffico inarrestabile! Questa è una condizione non-meditativa. La meditazione è esattamente l’opposto. Quando il traffico si è dissolto e il pensiero è cessato, quando nessun pensiero si muove più, non vi è più un agitarsi di pensieri e tu sei in totale silenzio: quel silenzio è meditazione. E in quel silenzio si conosce la verità, mai prima. La meditazione è uno stato di non-mente"... e in quello spazio azzurro potrà avvenire il dialogo con voi stessi e col vostro sé angelico, con l’angelo che vive nell’animo di ciascuno.

Esistono diverse tecniche di meditazione e il cammino su questa strada è piuttosto lungo ed estremamente individuale, non sempre attinente alle tematiche angeliche di cui ci occupiamo qui. Per questo, ci limiteremo ad approfondire il tema della visualizzazione, ricordando di accostarvi ad essa in condizione di estremo rilassamento: non ha importanza la posizione da assumere (seduti o distesi: scegliete la posizione che vi fa sentire più a vostro agio)... importante è "staccarsi" mentalmente ed emotivamente per qualche momento dalla routine giornaliera e raccogliersi in un ambiente silenzioso, in assenza di luci artificiali o forti tali da infastidire: chiudete gli occhi, assumete una respirazione regolare (prima profonda e poi sempre più leggera e meno controllata), distendete il corpo eliminando le tensioni muscolari, acquietate il moto disordinato dei pensieri e delle emozioni. Per aiutarvi potete ascoltare della musica adatta (classica o new age) e accendere un bastoncino d’incenso. Fatto questo, siete pronti per conoscere il volto del vostro angelo che sicuramente sarà già lì ad aspettarvi.

L'ANGELO DELLE STELLE
Cominciamo immaginando di trovarci, da soli, in mezzo ad un grande prato senza confini, in una tiepida notte estiva, e di osservare un immenso cielo, palpitante di miriadi di stelle. Tutto attorno è serenità e pace, avvolto dal colore blu della notte. L’esercizio deve procedere quasi spontaneamente, senza eccessivi sforzi e concentrazione immaginativa, perché ciò comporterebbe un lavoro della mente e quindi ci respingerebbe nella nostra condizione abituale di vigilanza e attenzione. Le stelle così visualizzate tenderanno a svanire; per mantenere il contatto con essere cercheremo di contarne alcune, almeno sette. Può bastare un minuto oppure dieci, non ha importanza: non siamo in gara con il tempo. A questo punto la nostra attenzione si sposterà su una sola di queste stelle; per la scelta lasciamoci guidare dall’istinto. Guardiamo con grande attenzione la "nostra" stella splendere nel cielo notturno; quasi impercettibilmente essa incomincerà a muoversi verso noi. Quello che era un semplice puntino luminoso crescerà via via, diventando una sfera di luce sempre più grande e sempre più vicina, finché non si parerà dinanzi a noi, a pochissima distanza, rischiarando il cielo come una meteora luminosa. Noi non avremo alcun timore al suo cospetto; al contrario, ci sentiremo come inondati dal suo chiarore benefico, che ci trasmette sensazioni di immensa serenità, gioia profonda, amore. Osservando pacatamente la sfera luminosa, vedremo poco alla volta prendere forma una figura: è il nostro angelo. Cerchiamo di imprimerci bene le sue fattezze, per poterlo riconoscere quando, in futuro, si presenterà di nuovo. Andiamogli incontro fiduciosi, sorridendogli e con le mani tesi: lui verrà verso di noi avvolgendoci completamente nella sua luce, per diventare tutt’uno con la sua luce. Cerchiamo di parlargli, ringraziandolo innanzitutto per aver risposto alla nostra chiamata, chiedendogli aiuto e protezione, facendogli sentire che lo amiamo. Non serve un linguaggio sofisticato: è bene usare le parole così come sorgono direttamente dal cuore, come se parlassimo alla nostra immagine riflessa nello specchio. Godiamo della sua presenza, finché essa, poco alla volta, svanirà: lo salutiamo con affetto e gratitudine, lasciandolo tornare al suo cielo di luce. Non svanirà per sempre. Infatti questo primo contatto permette di imprimere fortemente nella nostra coscienza le fattezze dell’angelo e da questo momento, quando lo cercheremo, lo potremo facilmente ritrovare.


L'ANGELO DELL'ACQUA
Sistemandoci comodamente, con gli occhi chiusi e i piedi a terra, iniziamo cercando di rilassarci con alcune profonde inspirazioni; immaginiamo di trovarci in un grande parco, dal terreno ondulato, in una dolce giornata di primavera; attorno a noi alberi, radure, fiori di ogni genere, variopinti e profumati. Udiamo lo stormire lieve delle fronde e il canto melodioso degli uccelli. Ci sentiamo felici, profondamente felici, intimamente sereni e ci inebriamo con un gioioso senso di libertà, che ci fa essere svincolati da ogni limitazione. Passo dopo passo ci inoltriamo nel parco camminando nell’erba, che è come un morbido tappeto sotto i nostri piedi. Superata una barriera di arbusti, ci troviamo di fronte ad uno specchio d’acqua, limpido e tranquillo. Non è un’acqua che ci impaurisce; al contrario, la sua purezza cristallina ci rasserena e ci distende. Avanziamo lentamente, fino ad arrestarci proprio ai limiti di essa. Guardiamo in basso, davanti a noi. La superficie tranquilla del piccolo lago ci restituisce la nostra immagine, un’immagine che abbiamo osservato infinite volte, con atteggiamenti e stati d’animo molto differenti, allo specchio. Ci concentriamo serenamente su di essa, cercando di vedervi espressi i nostri sentimenti, il nostro essere più intimo, la nostra storia. Ci sforziamo, ma sempre senza ansia, di scoprire chi realmente siamo. A un certo punto, sempre riflessa nell’acqua, scorgiamo una figura che si avvicina lentamente e che si colloca al nostro fianco, con atteggiamento amichevole e protettivo: è il nostro angelo, l’angelo che abbiamo tanto cercato. L’acqua ci restituisce nitidi i lineamenti del suo volto e noi lo osserviamo attentamente, cercando di imprimercelo bene nella memoria, per riconoscerlo quando in futuro si ripresenterà. Restiamo così qualche minuto, in contemplazione, finché la visione lentamente svanisce. Poco alla volta, con grande pace nel cuore, ritorniamo alla dimensione che ci è abituale.

L'ANGELO IN NOI
Sediamoci a gambe incrociate o piegate, in silenzio e rilassati. Accentuiamo la nostra attenzione sul respiro: sentiamo l’aria che durante l’inspirazione entra dentro di noi e percorre il nostro corpo; dopo qualche istante in cui abbiamo trattenuto il respiro, seguiamo adesso l’aria che nell’espirazione esce da noi e ritorna all’esterno. Ritorniamo ad inspirare, lentamente e con consapevolezza. Avvertiamo il nostro torace alzarsi e abbassarsi ritmicamente; sentiamo soprattutto il fruscio che il respiro provoca dentro di noi. Facciamo silenzio nella nostra mente e ascoltiamo la musica di questo vento che entrando nel nostro corpo ci porta la vita come un flusso di energia luminosa. Lasciamo entrare questa energia; lasciamo che ci purifichi e ci illumini attraversando ogni più piccola cellula... nell’espirazione proiettiamo fuori tutto quello che ci impedisce di essere sereni e luminosi: le paure, le ansie, i rancori... Diventiamo poco alla volta sempre più leggeri: siamo immersi nell’aria che respiriamo, nel vento celeste che entra in noi come proveniente dal battito d’ali d’un angelo. Spostiamo la nostra attenzione all’altezza delle scapole, sulla nostra schiena. Sentiamo tra di esse, nel centro, un punto luminoso e caldo: concentriamo lì la nostra attenzione e sentiamo che quel punto acquista energia e vigore. Come una rosa che sboccia, da quel punto spuntano le nostre ali... possiamo finalmente stenderle, sono ali candide e splendenti... con attenzione le apriamo, delicatamente, senza forzare... e poi le lasciamo stendere al vento del nostro respiro, immerse nella luce che abbiamo creato. Il loro fruscio diventa il suono del nostro respiro. Le abbiamo lasciate impolverarsi per molto tempo; ora è il momento di prendere atto che le nostri ali sono sempre rimaste lì, a nostra disposizione, aspettando che noi ci accorgessimo della loro esistenza. In questo momento noi siamo angeli: siamo ritornati alla nostra condizione originaria. Il nostro è un corpo di luce in un mondo di luce... ora possiamo chiamare accanto a noi i nostri Fratelli Celesti. Possiamo radunarli intorno a noi, in cerchio, e gioire con loro della nostra nuova presa di coscienza. Da questo momento, il volto degli angeli attorno a noi non ci è più sconosciuto poiché noi li abbiamo raggiunti ed essi premiano coloro che si elevano per raggiungerli.

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